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85° di Fondazione - Vetta del Monte Bisbino - 21 settembre 2008

 

Il nostro Gruppo ha 85 anni !

Oggi rendiamo onore ai 22 Soci Fondatori che, come primo gesto dopo la costituzione del Gruppo, salirono a questo Santuario a ringraziare la Madre Celeste per la sua protezione durante i cruenti scontri che sostennero nei rigidi inverni trascorsi sui ghiacciai, sui nevai dell'Adamello, dell'Ortigara, del Pasubio e del Grappa.

Oggi a 90 anni dalla fine del primo conflitto mondiale, che li aveva visti in prima linea, a 85 anni dalla fondazione del nostro Gruppo, Li vogliamo ricordare nella loro devozione alla Madonna del Bisbino, accomunandoli a tutti i Soci che sono andati avanti.

Siamo saliti portando orgogliosamente il nostro cappello ricordando i loro nomi, proiettando su di un immaginabile schermo i loro volti, abbracciandoli idealmente con lo slancio fraterno tra Veci e Bocia.

Siamo saliti portandoli tutti nel cuore con gli zaini affardellati dei loro insegnamenti, insegnamenti di sani principi morali, di amore per la Patria che avevano encomiabilmente servito.

Siamo saliti silenziosamente pensando ai sacrifici, ai pericoli, alla vita grama che avevano dovuto affrontare senza mai lamentarsi perché forti del dovere che la Patria li aveva chiamati a compiere.

Siamo saliti pensando al patrimonio di insegnamenti che questi uomini rudi e umili, come sono gli uomini di montagna, ci hanno trasmesso e dei quali noi dobbiamo essere  fieri e degni.

Madonna del Bisbino, siamo saliti pensando a questi nostri Nostri Fondatori che, forti di una vera fede in Te, si sono rivolti per chiedere la Tua protezione nei momenti di pericolo e per chiedere di portare ai loro familiari, con il sorriso del Tuo dolce viso, tranquillità e serenità.

Siamo giunti a questo Santuario con nel cuore la ricchezza di ideali per i quali hanno sostenuto sacrifici ed anche pericoli naturali agendo in terreni insidiosi per un'Italia libera dal dominio straniero e delimitata dai confini suoi naturali: le Alpi.

Salire vuol dire sforzo, vuol dire conquistare passo dopo passo unameta. Questi nostri Veci sono saliti ed hanno conquistato la cima eterna, la cima della loro vita, la cima che non conosce albe e tramonti.

Ora percorrono i sentieri delle montagne del Paradiso di Cantore, illuminati dalla luce, immagine della presenza di Dio.

Signore, a loro, ai quali hai già dato il premio delle beatitudini celesti, porta il nostro riconoscente saluto, la nostra unione che continua ad esistere, il nostro grazie per averci indicato cammini che esaltano il valore della vita, dell'amicizia, della solidarietà Alpina, del rispetto per tutte le persone , del rispetto del mondo in cui viviamo: il Tuo Creato.

Signore, a noi la consapevolezza che questa grande eredità va conservata ben stretta e trasmessa ai giovani.

 

 

 

Ricordi del Capogruppo

Chiudo gli occhi !

Mi lascio trasportare dal mio entusiasmo di essere Alpino e dal mio amore per la montagna. Con l'immaginazione penso di aver scalato una parete di 85 metri e di aver raggiunto un terrazzino. E mi sono fermato a riposare e mi sono lasciato prendere da un leggero assopimento. In questa sonnolenza sfilano nella mia mente i tanti Soci che ho conosciuto negli anni di appartenenza al Gruppo. 

Il Manassi Vittorio, il factotum del Gruppo: cassiere, tesoriere, segretario. Come arrivavi a Moltrasio con il congedo ti bloccava nel suo botteghino di ciabattino per una sicura iscrizione  all'Associazione Nazionale Alpini.

L'Ettore Sfondrini, capo dei vigili di Milano che, sfollato in tempo di guerra a Moltrasio, portò con la sua nomina a Capogruppo una ventata di allegria, di amicizia tipica dell'Alpino cittadino quando si trova in un ambiente paesano.

Il Sormani Gioacchino, di Brienno, con i suoi baffi alla Kaiser, sempre ben curati dalle sue esperte dita inumidite di saliva. Ogni domenica pomeriggio era a Moltrasio. Ritrovo con i suoi coetanei in Cooperativa per rievocare i tempi della loro naja Alpina.

Il Pizzotti Carlo, proprietario della Trattoria Antonietta, locale dove si erano riuniti i Soci Fondatori. Era un grande amico e commilitone del Franzi, allora consigliere Sezionale, pasticciere di Como che era solito frequentare gli incontri moltrasini.

Il Durini Giovanni, di Urio: ogni ritrovo per questo Alpino era una grande festa. Alpino, come si suole dire, tutto di un pezzo; mi stimava ed era solito chiamarmi Generale Porro.

Il Biava Rodolfo, dal faccione sempre bianco e rosso che sprizzava tanta allegria. Un piemontese arrivato a Moltrasio per ragioni di lavoro; entrò subito in sintonia con tutti i soci del Gruppo che rallegrava con le sue spiritose battute.

Il Polti Secondo, mio predecessore. Alpino calmo, riflessivo, tipico uomo di montagna.

L'Urio Giuseppe, l'Alfiere, il decorato con medaglia d'argento, che ci metteva tutto il suo ardore nel raccontare la sua guerra passata per buona parte sui nevai del Tonale e sui ghiacciai della Presena.

Il Maggi Mario di Carate, alpino intraprendente dal viso che era tutto un insieme di allegria, di voglia di raccontare le sue peripezie anche di contrabbandiere.

Accanto a questi soci ho visto sfilare la maestra Alma Giola, Madrina nel 1923 del Gagliardetto. Crocerossina della Prima Guerra Mondiale, nella guerra di Etiopia ed anche nella Seconda Guerra Mondiale. Donna con una carica eccezionale di italianità che trasmetteva con tanto calore alle sue scolaresche.  

In questo stato di sopore mi rendo conto che è impossibile ricordare tutti i Soci che hanno dato tanto al Gruppo, certamente anche a me. Dò una scrollatina alla testa e ritorno completamente presente.

Tutti i Soci del Gruppo che non ho citato li assocerò nella preghiera che precederà la Santa Messa - Domenica 21 settembre 2008 - al Santuario del Bisbino.

Caro Soci che ora percorrete i sentieri, le Valli del Paradiso di Cantore come un sogno siete passati veloci nella mia mente. Vi ho guardato uno ad uno come attori protagonisti di un bellissimo film, che non dovrà essere un film da cineteca, ma da riprodurre per essere rivisto e ammirato dalle nuove generazioni.

Porro Gianmario