IL SISTEMA IPOGEO
(le grotte)

Premessa
Se è vero che il Monte Cucco e i suoi contrafforti sono stati oggetto di innumerevoli indagini nei più diversi campi della ricerca scientifica naturalistica, è altrettanto vero che la famosa montagna Umbra ha permesso di produrre da più di due secoli (sono del 1720 le prime ipotesi del Gabrielli sulla formazione della Grotta del Monte Cucco) ricerche originali sui fenomeni carsici e, più in generale, sulla geologia dei terreni calcarei, ricerche che hanno fatto scuola e gettato le basi di un nuovo modo di intendere la dinamica dell'evoluzione dei reticoli freatici e vadosi sotterranei.

Storia delle esplorazioni
E' certo che la Grotta del Monte Cucco sia stata "visitata" fin dal 1500; varie iscrizioni trovate sulle pareti della sala Margherita lo attestano. La prima vera esplorazione fu quella del Gabrielli nel 1720 e il piglio scientifico delle sue descrizioni già dà un'idea di quali importanti sviluppi della ricerca naturalistica sarebbe stato artefice il secolo XVIII. Poi per oltre un secolo e mezzo la Grotta del Monte Cucco ha probabilmente visto solo le gesta di ardimentosi forti nello spirito e nelle gambe, ma non altrettanto stimolati all'indagine naturalistica. Il loro contributo conoscitivo, se c'è stato non ha lasciato testimonianze scritte.
Occorre attendere fino al 1890 perché Gian Battista Miliani, esplori con metodo la parte iniziale sub-orizzontale della Grotta, eseguendo anche un rilievo topografico che ancora oggi stupisce per la sua precisione.
Da allora solo nel 1957 il Gruppo Speleologico C.A.I. Perugia incomincia ad interessarsi in modo sistematico al fenomeno carsico del Monte Cucco e scopre le prime importanti prosecuzioni nella Sala Margherita: Laghetto e Pozzo Terni, Galleria delle Meraviglie, Ramo Perugia, Galleria delle Ossa.
Nel 1967, sempre per opera degli speleologi perugini, si scopre il passaggio di coll
egamento fra la parte "turistica" e la parte "verticale" della Grotta. E con questa scoperta, eccezionalmente, inizia l'epopea della grande esplorazione nei settori profondi del Sistema Sotterraneo del Cucco, che porterà al raggiungimento del record Italiano di profondità (923 m.) e di sviluppo spaziale (oltre 25 km.) ed alla scoperta dei rami attivi che alimentano la Sorgente di Scirca.
Nel 1984 è stata localizzata una nuova importantissima cavità: la Buca delle Bestie o di Faggeto Tondo, che attualmente ha uno sviluppo di circa 2,5 km ed una profondità superiore ai 300m. Questa grotta riveste un'importanza eccezionale sia perché la sua esistenza era stata ipotizzata in base a considerazioni sull'evoluzione globale del fenomeno carsico del Monte Cucco, sia perché contiene ancora dei depositi gessosi che potrebbero rimettere in discussione la data di inizio dell'escavazione sotterranea dell'Appennino Umbro-Marchigiano, sia perché è una porta aperta verso i livelli più profondi del bacino ipogeo che alimenta la Sorgente Scirca.
Nel 1985 sono state effettuate altre scoperte prima fra tutte quella dell'Abisso del Boschetto, localizzato proprio lungo la faglia principale del Massicio del Monte Cucco. Si tratta di una voragine di grande profondità che promette, una volta allargata una strettoia a quota -90 m, di raggiungere il Sistema Sotterraneo di Monte Cucco dopo un lungo ed imprevedibile percorso.

Meteorologia Ipogea
E' questo un campo di indagine praticamente inesplorato, tranne che per alcune brevi ricerche fatte da Gruppo Speleologico C.A.I. Perugia a supporto dell'indagine idrografica sotterranea. Eppure l'interesse è notevolissimo visto che non è improbabile che l'alimentazione delle sorgenti in periodi di siccità prolungata sia dovuta a fenomeni di condensazione di correnti calde e umide spinte a contatto con le pareti fredde del sistema sotterraneo. La temperatura dell'aria, a parte la zona circostante l'ingresso, non risente delle variazioni diurne e stagionali e si mantiene costante lungo tutto l'arco dell'anno. Ma questa temperatura varia da grotta a grotta, in ragione della quota a cui si sviluppa la grotta stessa: tanto maggiore è l'altitudine tanto minore è la temperatura. La temperatura aumenta quindi mano mano che si scende.

Biospeleologia
La vita animale nelle grotte del Massicio del Monte Cucco si presenta con le stesse caratteristiche della fauna cavernicola tipica dell'Appennino. In ordine di dimensioni e non considerando gli animali che frequentano occasionalmente le Grotte solo nel tratto iniziale (tassi, donnole, faine e volpi) sono da ricordare innanzitutto i pipistrelli. Nei tratti umidi iniziali delle cavità è facile incontrare un discreto numero di Hydromantes (Fuscus o Italiacus), detti volgarmente "geotritoni". Si tratta di piccoli graziosi animaletti, simili a lucertole, con il corpo marrone scuro e macchie gialle, muso tozzo e occhi sporgenti. Ma l'abitante più caratteristico delle Grotte è sicuramente il Tricottero, una classe di insetti a cui appartengono numerose specie. Alcune di queste sono di colore marrone chiaro. Moltissime altre specie animali popolano i condotti sotterranei; la loro caratteristica è comunque l'assenza di pigmentazione. Si ipotizza che alcuni di questi abitatori fissi del mondo sotterraneo siano penetrati nelle grotte probabilmente nelle ere glaciali, tanto da essere considerati dei veri e propri "fossili viventi".

Paleontologia
Sin dal 1980 il Cappellini mise in evidenza la presenza di notevoli accumuli di resti fossili di varie specie animali, in genere vertebrati di grandi dimensioni. La Galleria delle Ossa ne è la più evidente testimonianza, con i suoi riempimenti ossiferi dislocati su un'ampia superficie. In genere si tratta di Orsi delle Caverne, Cervi, Rinoceronti, Leoni, Stambecchi, Iene, Caprioli, Equini e altri animali sempre di grande mole.

Paletnologia
Per quanto si sia cercato, non è mai stato rinvenuto alcun resto di industri preistorica e di insediamenti dell'uomo delle Caverne nell'area del Massiccio del Monte Cucco, contrariamente a quanto è avvenuto invece nelle cavità dei Monti di Gubbio. E' probabile che l'asprezza dei luoghi e le quote elevate abbiano impedito ogni tipo di attività residenziale.

Carsismo profondo
La situazione geologica e idrografica trovano sintesi e giustificazione nella presenza di imponenti fenomeni carsici. Le particolarità chimico-fisiche delle rocce, l'evoluzione della morfologia superficiale, l'estesissima rete di soluzioni di continuità della roccia tanto di origine tettonica che sedimentaria, la particolare giacitura della stratificazione, sono tutti fattori che hanno reso lo sviluppo di un imponente sistema sotterraneo, un vero e proprio "mondo ipogeo" il cui sviluppo spaziale attualmente conosciuto supera i 30 km. Sul massiccio del Monte Cucco si conoscono attualmente 113 cavità naturali, alcune delle quali di estensione profonda come la Voragine del Boccanera, la Grotta Ferrata, l'Inghiottitoio Fossile, la Grotta della Valcella, la risorgente dell'Acqua Ferrata, la Grotta del Menca, l'Abisso Puro, la Grotta della Valle del Sasso. Ma sicuramente il fenomeno più credibile è che la Grotta del Monte cucco con i suoi 922 m di profondità e di circa 30 km di sviluppo è uno dei sistemi carsici più grandi, più profondi e più imponenti del mondo.
Questa cavità è costituita orientativamente da tre settori a morfologia diversa. La parte iniziale, la cosiddetta "parte turistica", ha un andamento pianeggiante con un susseguirsi di imponenti saloni e maestose gallerie fortemente concrezionate, dove convergono diramazioni laterali di bell'aspetto e ricche di reperti paleontologici. Una di queste proviene da un accesso superiore, posto in prossimità della vetta del Monte Cucco (pozzo del Nibbio).
La seconda parte di gran lunga più estesa e complessa, si allunga verso sud-ovest con una serie di pozzi e grandi condotte di andamento labirintico. Nella parte più interna si trovano numerosi corsi d'acqua e immensi saloni.
L'ultima parte è quella che scende vertiginosamente sino al livello della Scirca con un susseguirsi di pozzi vertiginosi (Pozzo del Gitzmo, Pozzo franco, Pozzo Milani). Sotto quest'ultimo abisso si incontra il corso d'acqua più spettacolare della grotta, che è possibile seguire per quasi un chilometro fino ad un sifone insuperabile. Alcune prove di colorazione hanno dimostrato che questo fiume è il principale alimentatore della sorgente Scirca.
Un altro fenomeno carsico che esce dalla norma per la sua estensione e profondità è la Buca delle bestie o di Faggeto Tondo, scoperta solo di recente. La sua esplorazione è ancora in corso, specie nei rami che portano alla massima profondità. Questa cavità ha due caratteristiche di grande importanza: la prima
è la presenza nella parte scendente di imponenti depositi gessosi, il che fa ridiscutere le ipotesi di formazione delle grotte che è stato sempre collegato al Quaternario; la seconda caratteristica è che si sviluppa in un settore del versante occidentale soprastante la sorgente Scirca. Ma anche altri collegamenti sono in via di definizione: gli inghiottitoi fossili e attivi del versante orientale saranno collegati con il versante occidentale. Forse sarà così possibile spiegare il comportamento anomalo della Buca di Mazzapane, posta nelle immediate vicinanze di Costacciaro, la quale funziona da "troppopieno" della falda idrica di fossa secca ed emette acqua per alcuni giorni.
Queste estesissime grotte sono tuttora idrologicamente attive nelle parti più profonde, mentre nei livelli superiori hanno perso la loro funzione drenante e sono in via di fossilizzazione e di riempimento per litogenesi concrezionale e fenomeni clastici. Ecco dunque che nelle viscere della montagna sono rimaste le "fotografie" delle varie fasi evolutive, dall'era terziaria ad oggi, testimonianze eccezionali per la ricostruzione di quanto ha interessato il nostro territorio appenninico. Ed è difficile trovare altre aree carsiche al di fuori di Monte Cucco dove le conoscenze scientifico-esplorative e le situazioni geomorfologiche siano così chiaramente eloquenti sui meccanismi che legano la trasformazione di un sistema carsico all'evoluzione della morfologia superficiale. Sicuramente la facilità di decifrazione della grande storia del Monte Cucco attraverso l'analisi speleogenetica è un fatto di eccezionale importanza scientifica, degno da solo di giustificare interventi di conservazione e valorizzazione. Ma un fatto ancor più significativo, unico nel suo genere, è il tipo di fattore speleogenetico che ha determinato le direttrici preferenziali di sviluppo dell'intero sistema sotterraneo. Per la prima volta si è, infatti, potuto costatare che la quasi totalità delle condotte freatiche si sono generate per l'azione di un flusso idrico, lungo piccoli canalicoli che perforano alcune fasce sedimentarie del Calcare Massiccio. La mineralizzazione delle grotte italiane è molto scarsa e monotona, ma a Monte Cucco, ad ulteriore conferma dell'eccezionalità dei fenomeni che contiene, è stata esplorata e studiata una cavità, la Grotta Ferrata, che contiene una deposizione abbondante e variata di minerali, tra cui la scoperta di un filone di un minerale molto raro (stilpnomelano manganico), che mai in precedenza era stato segnalato all'interno di una grotta italiana.

 

Carsismo superficiale
Se il fenomeno carsico ipogeo a Monte Cucco è addirittura a livello di eccezionalità, altrettanto non si può dire per le forme carsiche di superficie. Infatti, se ne possono reperire solo di limitata entità su piccole zone rocciose (Karren, vaschette di corrosione, canali di corrosione, cavitazioni fitocarsiche). Le uniche doline presenti si trovano sul Pian delle Macinare, il quale a sua volta è l'unico piano chiuso (con relativo inghiottitoio) del Massiccio. La dolina più imponente si trova poco a monte di Pantanella, sul versante sud del Monte le Gronde.

Idrologia sotterranea
I misteri idrologici racchiusi nel Massiccio del Monte Cucco sono stati in gran parte svelati. Le linee principali degli scorrimenti ipogei sono state individuate, sia con l'esplorazione diretta sia con esperienze con traccianti. I calcarei del Massiccio si suddividono in quattro blocchi-versanti principali. A sud si incontra l'esteso blocco-versante che va dal Valico di Fossato di Vico sino a Pian di Monte, costituito prevalentemente dai calcarei della cosiddetta serie "normale". Qui il carsismo è poco sviluppato data la presenza a più livelli di orizzonti impermeabili, che impediscono l'approfondimento delle vie di drenaggio. Non si conosce l'emergenza che potrebbe essere sia la Sorgente di Valle del Lago (Purello), sia il Bottino e Le Lecce. A nord c'è il blocco-versante del Monte Cucco, il quale si estende da Pian di Monte a Pian delle Macinare ed è sicuramente il più conosciuto. Costituito da calcarei di serie "ridotta" dove non sono presenti livelli impermeabili e il porosissimo Calcare Massiccio è in diretto contatto con la Majolica e le Marne a Fucoidi. Questo blocco-versante contiene il 96% del sistema sotterraneo conosciuto sul massiccio del Monte Cucco. Le aree di risorgenza sono concentrate nella sorgente di Scirca. Proseguendo verso nord si incontra il terzo blocco-versante, comprende il Monte le Gronde, il Monte Col d'Orlando e il settore settentrionale di Fossa Secca. Non è improbabile che, per questo sistema idrografico, lo smaltimento delle acque avvenga direttamente sulle falde idriche della Alta Valle del Chiascio. A seguito di violente precipitazioni si può manifestare in emergenze temporanee come la Buca di Mazzapane. L'ultimo e più settentrionale è quello di Monte Motette, ma qui la situazione è del tutto sconosciuta.