Passeggiate nel verde


Passeggiata panoramica


Passeggiata del lago


Passeggiata archeologica


Passeggiata panoramica


Si parte dalla Piazza A. Olivetti e si sale nella stretta viuzza "la mola" fino a "Garbas", poi si imbocca il ciottolato e la scalinata che porta alla "facciata dei vivi" della Chiesa di S.Martino. (punto panoramico su tutto il paese, la Torbiera e la frazione Gauna)
La Chiesa a tre navate è del 700 con un pregevole altare maggiore a decorazioni dei fratelli Stornone; l'organo a canne è di buona fattura e ben risuona nella perfetta acustica dell'edificio.
Usciti dalla Chiesa dalla parte della "facciata dei morti" si sale agli impianti sportivi e poi si prosegue sul sentiero, lungo il crinale, fino alla "Crus di Cjue", ex voto ereto dagli Alicesi che si salvarono dalla tremenda peste del 1630.
Proseguendo sul crinale attraverso una pista tagliafuoco, si raggiunge un grande masso erratico: su questa lavagna naturale un abile artista (G. Gioana) Alicese divertendosi ha scolpito una grande Rosa dei Venti e l'emblema del Paese. Punto panoramico verso la Valle, il Lago e la Torre Cives.
Continuando la stradina si comincia a scendere, dopo aver ammirato il panorama sulla Serra di Ivrea e i primi monti della Valle d'Aosta; si raggiunge la strada dei Piani che riporta in Paese, passando vicino (e perchè non sostare un attimo?) al Pian delle Veilette dove un tempo ballavano Masche e Fate confezionando fatture e incantesimi.
Raggiunto il nastro d'asfalto si prosegue verso il centro passando vicino alla Chiesa di San Rocco a Mattareglio (cantone Alicese).


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Lago Passeggiata del lago


Lasciato il Paese si può, verso est, raggiungere il Lago attraverso sentieri nascosti nel verde costeggianti il Rio delle Secchie all'ombra di querce, frassini e castani.
Vicino al Lago, ai bordi della vecchia strada per Lessolo, un magnifico castagneto si fa ammirare per la tranquillità che sa infondere e i ricordi che riporta alla mente: tradizioni, canti, storie ecc.....
E' possibile costeggiare il lago su un sentiero che si insinua tra canneti ed alte felci fino al canale di scarico; qui si risale di qualche metro il costone morenico fino a raggiungere lo spartiacque, il sentiero è agevole, ben segnato fra muriccioli a secco ancora intatti. Il bosco è meraviglioso, le piante sono fra le più varie, ma il sottobosco è dominato da piante di agrifoglio con bacche rosse, pungitopo, erica e felci.
La vista può spaziare verso il Lago di Alice, oppure verso la pianura canavesana, sui laghi di Candia, di Viverone, Sirio, S.Michele, ecc., non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Proseguendo sul sentiero si raggiunge una piccola cappella votiva e di qui si ritorna verso il Paese su agevole stradina.


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Passeggiata archeologica


Partendo dalla cappella di Gauna, su sentiero acciottolato e compreso fra muriccioli di pietre a secco si scende verso la località "Mulini" sulle sponde del torrente Chiusella.
Durante il tragitto si possono ancora ammirare buoni esempi di architettura tipica con archi e lobbie.
Raggiunti i resti delle fucine, dei mulini, delle peste da canapa, si rimane stupiti. L'incuria dell'uomo che ha abbandonato tecniche artigianali vecchie di secoli e gli impietosi agenti atmosferici hanno sepolto molto di quello che era un popoloso centro commerciale ed artigianale di fine 700.
Attraversato il Chiusella su una agevole passerella in legno, si volta a destra e si raggiunge la "fucina dei Grosso" l'ultima a chiudere i battenti.
La grande ruota in pietra, il gigantesco albero per la trasmissione, le pietre infisse nel terreno per sostenere e guidare i magli, possono ancora, con l'aiuto dell'immaginazione farci intravvedere la vita e le attività che animavano l'officina.
Superata la vecchia centrale elettrica che illuminava le notti degli Alicesi prima dell'Enel, una sosta la merita la visita alla cascata naturale delle verdi acque del torrente sulle rocce blu della "sciusa".
Ritornati sull'altra sponda attraverso il vecchio ponte in pietra, si trova un altro grande "centro commerciale e industriale": con la sola energia pulita dell'acqua i nostri avi forgiavano gli strumenti per il loro lavoro, lavoravano la canapa per i vestiti e molavano grano, meliga, castagne ecc. per l'alimentazione.
Rinomati erano i chiodi, di tutte le fogge e di ogni misura: questo prodotto era talmente tipico e conosciuto che serviva ad indicare tutti gli abitanti di Alice come "i Ciuater".
L'utilizzo delle risorse era compatibile con l'ambiente circostante, rispettava la destinazione propria di ogni cosa, e salvaguardava il territorio tutto per le generazioni future.
Risaliti alla strada provinciale si può svoltare a destra per ritornare a Gauna, oppure a sinistra e raggiungere Alice.


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