LA MEDITAZIONE

 

Prima di concludere, a questo punto, vorrei spendere qualche parola sull'importanza da dare agli esercizi di concentrazione e rilassamento.

Per quello che concerne i contenuti relativi alle visualizzazioni guidate, esistono in commercio delle guide che aiutano molto, anche se è bene che l'insegnante modelli la visualizzazione sul gruppo al quale si rivolge: l'insegnante conosce difficoltà, problemi, bisogni degli allievi e così, gradualmente, sarà in grado di creare una meditazione adatta.

Una guida valida, comunque, può essere quella dell'Astrolabio che, tra l'altro, prevede delle meditazioni finalizzate a favorire la creatività.

Ancora un'osservazione: il momento della meditazione è quello più serio, delicato e problematico, pertanto si ritiene necessaria l'acuta osservazione del gruppo da parte dell'insegnante il quale farà bene a "testare" prima l'esercizio su di sé.

Osservare il gruppo significa riscontrare difficoltà, incertezze, esitazioni. L'esperienza mi insegna che occorre davvero una vista interiore molto acuta per riconoscere certi problemi.

Esemplare il caso di un'allieva che presenta un ritmo di respirazione molto affrettato, di cui mi sono accorta soltanto standole accanto seduta e facendo meditazione insieme a lei.

Osservare il gruppo, dunque, per intervenire.

Si dice, infatti, a ragione, che la meditazione mette in luce le proprie debolezze nel senso che, ad esempio, se c'è tensione cerebrale si avvertirà un peso alla testa; se il corpo non è rilassato si avvertiranno fastidi ecc.

E' importante sapersi ascoltare nel silenzio interiore per riscoprire se stessi e correggersi.

Perché gli esercizi di meditazione? Qual è la loro connessione col lavoro di scrittura creativa e ricerca interiore?

L'attività della scrittura necessita di una buona dose di concentrazione e rilassamento. Se si è rilassati, le idee giungono come in un lampo, diceva Cicerone e così condividono, allo stesso modo, Maestri e autori vari.

Noi tutti conosciamo le difficoltà dei nostri allievi quando si accingono ad iniziare un compito in classe: spesso scrivono dopo una buona mezz'ora, non sanno preparare una scaletta e ordinare le idee perché, sostanzialmente, manca loro la capacità di concentrare e focalizzare la mente interamente sul compito da svolgere.

La meditazione aiuta molto in queste circostanze.

Il segreto per portare a termine qualcosa in maniera positiva è, innanzitutto, calmare la mente, annullare le tensioni e dopo, focalizzare il pensiero sul lavoro da svolgere. In tal modo il lavoro verrà svolto in maniera cosciente e consapevole: ciò sarà l'unica e fondamentale esperienza.

Dobbiamo aiutare i ragazzi a servirsi della mente e non a diventarne schiavi: in fondo, le distrazioni, le tensioni, schiavizzano la mente perché la distolgono dal suo vero compito che è quello di collaborare con la parte più cosciente di noi , quella capace di riflettere su se stessa.

Meditare è, in fondo, insegnare la libertà.

La parte più autentica di noi stessi è quella che, superiore alla mente, al corpo, al nome, al ruolo che occupiamo, riflette su se stessa e si chiede: "Chi sono io?", "In qual modo  vorrò impiegare la mia vita nell'allineamento della mia personalità al mio Io Superiore"?