Le prime linee che ho  visto sono state quelle di Milano la citta' dove sono nato,
una citta' viva, frenetica, Affascinante.
Affescinante perche' mi ha insegnato la grafica. Affascinante perche' mi ha
portato di fronte a un foglio bianco. Un posto dove linee di pochi millimetri fanno
la differenza, e possono anche cambiare la vita:
quella di un marchio, per esempio o quella di chi lo crea. Infatti lo diciamo
in molti - tanto che e diventato un linguaggio comune, nella grafica come nella
pubblicita' - che un marchio, un titolo, o un immagine soffrono oppure - quando
siamo soddisfatti - vivono in una pagina.
Da Milano mi sono spostato in provincia di Varese. Eppure non mi sono mai
allontanato dall' idea della citta', migliore e piu' bella di tutte quelle esistenti.
Citta', che vorrei vedere nascere e rinascere ogni volta che mi metto al lavoro:
una citta' fatta di lettere, di caratteri, di segni grafici e di spazi che vivono
in dinamico e frenetico movimento assieme a  texture e icone o in armonico
equilibrio con le immagini. Dove tutti possano soffermarsi a respirare aria
di liberta'. Liberta' di far incontrare piu' spesso emozioni, pensieri,
azioni ed espressioni che raramente si vedono insieme.
Liberta' di usare la tipografia come architettura creativa, le texture come
l'urbanistica di un' immagine, le immagini come fotogrammi di vita quotidiana:
questa e' piu' o meno l'idea che mi sono fatto della GRAPHIC DESING e
questo e' piu' o meno il modo in cui mi piace lavorare.
Mi piace pensare di lavorare per tracciare nuove linee piuttosto che imitarne altre.
Creare nuove soluzioni comunicative senza pero' far soffrire o inquinare
il linguaggio dell'immagine.
Provo ad immaginare questo mestiere come una necessita
comunicativa primaria.
Primaria come un alfabeto che va dalla A alla Z.
O se preferite dalla Z alla A.
Il Desing e' un linguaggio.
Non serve a chi non ha niente da  dire
Igor Colonna
g
g r