|
Misurazioni
tramite D.P.I.V. di un flusso a valle di un gradino
Relatori:
prof. Michele Onorato - Ordinario di
Aerodinamica Sperimentale al Politecnico di Torino
prof. Gaetano Iuso - Ordinario di
Fluidodinamica sperimentale al Politecnico di Torino
ing. Pier Giorgio Spazzini - Ricercatore del
C.N.R. Centro studi per la dinamica dei Fluidi
La separazione ed il riattacco di un
flusso di strato limite turbolento è un importante fenomeno coinvolto in
molti aspetti pratici di applicazioni ingegneristiche: ad esempio diffusori,
profili con separazione dello strato limite, studio del flusso attorno ad
edifici, e combustori. Per predire il comportamento di questi flussi
complessi, è fondamentale capire il comportamento dei flussi separati e
delle loro condizioni di riattacco.
Tra i flussi bidimensionali, il flusso
separato prodotto da un gradino (da ora in poi indicato con BFSF: backward facing step
flow) è il più semplice flusso di riattacco. La linea di separazione
è rettilinea e fissata dallo spigolo del gradino, e si genera un’unica
zona di flusso separato, al contrario di quanto succede per il flusso
attorno ad un ostacolo o ad una piastra. Inoltre le linee di corrente,
subito a valle del gradino, sono pressoché parallele alla parete, dunque la
regione di ricircolo non influenza il flusso a monte, lasciando quasi
indisturbato il flusso di strato limite nella regione che precede il
gradino. Le principali ragioni per cui molte delle ricerche su fenomeni di
riattacco sono state svolte su questa particolare configurazione sono dunque
le seguenti:
Ø
Applicazione diretta per lo studio a livello industriale di
condotti o canali con repentine variazioni di sezione trasversale.
Ø
E' una ottima modellizzazione per geometrie che presentano
gradini e per flussi di interesse ingegneristico che coinvolgono separazioni
e riattacchi. Un esempio è dato dagli studi condotti da diversi enti per
l'analisi della diffusione di elementi inquinanti nell'atmosfera sovrastante
città e complessi industriali.
Ø
L'analisi del flusso attorno ad un gradino fornisce eccellenti
opportunità anche nel campo della fluidodinamica computazionale. Infatti la
sua geometria semplice ma caratterizzata da un campo di moto molto complesso
fornisce un'eccellente test-case per algoritmi C.F.D. (Computational
Fluid Dynamics).
Lo sviluppo della presente tesi si
inserisce nell’ambito del programma di ricerca del Centro Studi della
Dinamica dei Fluidi del C.N.R. di Torino, ospitato nel Dipartimento di
Ingegneria Aeronautica e Spaziale del Politecnico di Torino. Le prove sperimentali sono state
condotte in uno degli impianti attualmente funzionanti nel centro di
velocimetria laser: più precisamente è stata utilizzata la galleria
orizzontale ad acqua (nota come “HYDRA”). Si è in quest’ambito
progettato e realizzato un componente aggiuntivo da immergere nella camera
di prova della galleria. Questo è composto da due lamine piane in plexiglas
opportunamente profilate e parzialmente sovrapposte per permettere di ottenere il
gradino.
Il metodo di investigazione scelto è
basato su una tecnica di visualizzazione quantitativa di flussi detta Particle
Image Velocimetry. Questa ed altre tecniche di visualizzazione
qualitative di flussi hanno permesso l'ottenimento sia di risultati
quantitativi, sia di analisi qualitative della fenomenologia del flusso.
Tutte le tecniche utilizzate prevedono l'inseminazione del flusso con
particelle traccianti molto piccole (diametro medio 2mm
per analisi quantitative e 12mm
per analisi qualitative), aventi una densità prossima a quella del fluido.
Queste particelle vengono poi osservate mentre si muovono insieme al fluido
in esame. Il più evidente vantaggio di una tecnica del genere è dovuto
alla non intrusività del sistema di misura. Ciò è estremamente importante
in un flusso non stazionario come questo, in quanto qualsiasi intrusione del
sistema di misura porta ad effetti difficilmente prevedibili. Lavori
precedenti hanno indicato che in questo caso gli effetti dell'interferenza
dovuta alle particelle inseminanti è trascurabile (Castro & Haque,
1987; Gottero, 1997). Comunque questo è un caso molto particolare e per
flussi separati in generale, gli effetti di "inquinamento del flusso
dovuto alle particelle inseminanti" potrebbero risultare critici. Un
altro vantaggio insito nelle tecniche P.I.V. è dato dalla possibilità di
effettuare misure a tutto campo in maniera simultanea, ovvero è possibile
ottenere misure quantitative su tutta la regione di acquisizione. Si è così
superato il problema che si presenta utilizzando tecniche tradizionali, le
quali offrono solo misure puntuali. Anche l'applicazione di tecniche P.I.V.
presenta comunque dei limiti e delle difficoltà, alcune delle quali
difficilmente risolvibili. A prescindere dai costi di un apparato P.I.V. e
dalla potenza di calcolo necessaria, gli alti gradienti di velocità che si
presentano nello studio di flussi separati rendono difficoltosa
l'applicazione della velocimetria laser.
Fino a qualche anno fa lo studio del
flusso a valle di un gradino aveva portato ad ottenere pochi dati
sperimentali, specie per quanto riguarda la caratterizzazione delle
grandezze turbolente. Sono presenti vaste regioni di riflusso, in
particolare nella zona di riattacco; metodi basati sull’anemometria a filo
caldo non portano a risultati soddisfacenti in zone in cui il flusso è
invertito, a causa dell’intrusività dei supporti con i quali si posiziona
l'anemometro. Solo con l’affermarsi delle nuove tecniche di anemometria
Laser Doppler e Particle Image
Velocimetry si è avuto un miglioramento della qualità dei dati
sperimentali. L'utilizzo congiunto della P.I.V. e di tecniche di
visualizzazione qualitativa dei flussi ha permesso di correlare i processi
fisici che si presentano con scale parecchio diverse nel flusso a valle del
gradino.
|