(Testo a cura del Prof. G. Di Girolamo)
Il
terremoto del 13 gennaio 1915 scosse dalle fondamenta la chiesa di S.
Lucia e, compaginandone l'ossatura e infrangendone le membra, la
travolse nello squallore più desolante .
Ben poco oggi l'edificio sacro potrebbe ancora dire sulle origini, se non si
fosse seguito , nella ricostruzione, il criterio di ripristinare il complesso
così come doveva essere stato all'inizio, in base ad alcuni elementi
originali riapparsi dopo la caduta di infrastrutture rinascimentali e barocche
dovute a restauri ed ampliamenti che si erano susseguiti attraverso i secoli.
L'interno della chiesa si presenta oggi a tre navate
,
di cui la centrale più alta, delimitate da colonne a sezione rotonda su cui
si innalzano archi a sesto acuto poggianti su capitelli diversamente ornati.
La volta della navata centrale è a tetto apparente. Quelle delle navate
laterali con volta a crociera sorrette da costoloni. Nelle pareti delle navate
laterali si aprono piccole finestre romaniche, che diffondono una luce
diffusa. Il rosone, che come vedremo è al di sopra del portale centrale,
illumina l'aula principale.
Di
notevole, nell'interno, una statua lignea della Vergine col Bambino ,
opera del primo rinascimento: è collocata in alto sulla porta che si apre al
campanile. Un Crocifisso del settecento si eleva sull'altare centrale e si
staglia in un fondo dominato dalle canne dell'organo, delimitate da un arco
gotico. Nel presbiterio è collocato un cippo funerario romano dedicato ad una
certa Cornelia Rodina. Funge da leggio per le letture sacre.
Le tavole in bronzo delle Via Crucis sono dello scultore contemporaneo, Domenico Mastroianni.
L'altare in pietra e la statua in bronzo di Santa Lucia sono dello scultore Pino Conte.
La parte che però permette di individuare meglio gli elementi architettonici e l'epoca della costruzione è la facciata. Questa, accuratamente smontata e numerata nei vari elementi, nell'epoca della ricostruzione fu rimontata così come era alla vigilia del grande terremoto.
Le parti più antiche sono i tre portali, la cui costruzione non va al di là del primo decennio del trecento. Analogie con i portali della grande chiesa dedicata alla Madonna della Vittoria, fatta costruire da Carlo D'Angiò all'indomani della vittoria su Corredino di Svevia (1268), sui luoghi della battaglia, sono palesi. I portali della Vittoria ora sono collocati uno nella chiesa omonima sul punto più alto di Scurcola, un altro nella chiesa di S. Antonio sempre a Scurcola. Sarebbero stati gli stessi maestri francesi che avevano lavorato alla Vittoria a costruire i portali di Santa Lucia.
Sono
tre portali a sesto acuto, di tipo cistercense. Quello centrale
è
più ampio e maggiormente ornato. Ai margini, fuori della parte incassata, due
colonne frontali, una a spina di pesce con incisi i gigli angioini, l'atra a
spirale, sorreggono, spiccato su capitelli corinzi, un archivolto finemente
decorato con un listello a piccole punte di diamante su cui si svolge una zona
che reca scolpiti grandi fiori a doppio giro di petali.
Il
rosone ,
posto sull'asse del portale centrale, ha dodici colonnine prismatiche disposte
a raggiera con archi a chiglia, tangenti con i vertici al circolo del vano.(Piccirilli).
Tutt'intorno corre una cornice ornata a larghe foglie di acanto.
Il rosone, che richiama quello a sinistra della chiesa di Collemaggio a L'
Aquila, deve essere stato collocato agli inizi del quattrocento.
In
un secondo tempo sia la chiesa che la facciata furono innalzate. Fu allora che
decisero di porre, nella zona sovrastante il rosone, la finestra tardo -
rinascimentale ,
ai cui lati incastonarono dei bassorilievi duecenteschi
,
sicuri resti di un cancello presbiterale, forse appartenente alla stessa Santa
Lucia. Se così fosse dovremmo datare il primo nucleo del tempio non più
tardi del 1250.
Il
campanile
è
opera del 1880 ed à stato realizzato su progetto dell'artista
maglianese, Tommaso Di Lorenzo.