STRUTTURA URBANISTICA DEL VECCHIO CENTRO STORICO  

(Testo a cura del Prof. G. Di Girolamo)

   Per rendersi conto di quale era l'aspetto urbanistico esterno basta percorrere la strada  dedicata ora alla poetessa Petronilla Paolini, ma che conserva ancora il nome popolare di Giro di Tornoterra. Come dice la parola stessa, la strada  girava attorno alla terra, termine questo con cui nel passato si indicava il paese e costituiva quindi la circonvallazione.

La struttura di questa via, dalla forma, grosso modo, circolare, parte in pianura, parte accidentata, ancor oggi  fascia caseggiati ,che, sebbene costruiti dopo il terremoto, seguono gli stessi allineamenti del vecchio borgo e zone dove ancora sono visibili miseri resti, poveri brandelli di antiche costruzioni. Resti di mura li possiamo scorgere nella zona al di sotto del campanile, nella parte destra. Si tratta di quel muro massiccio che dallo sbocco di via del Buon Gusto giunge nella direttiva di Via Solara. Attualmente davanti vi sono addossate due case.  Proprio allo sbocco di via Buongusto si apriva una delle quattro porte del borgo.

Un'altra porta, ricordata come Porta Solata, si apriva ad occidente dell'abitato ed era dotata di un piccolo atrio ad archi, come ci è confermato da una vecchia foto. Sono tuttora visibili  gli stipiti su cui poggiavano gli archi. Anche qui possiamo scorgere resti di  poderose  mura alla base di un antico caseggiato, uno dei pochi rimasto quasi indenne dal terremoto. La porta principale però si elevava fra casa Masciarelli e casa Tavani, fu demolita nel primo decennio dell'unità d'Italia

La struttura urbanistica interna  era determinata di un asse centrale  costituito dalla via che dalla porta rivolta ad oriente conduceva alla piazzetta della Chiesa di Santa Lucia. Da questa si dipartivano stradette laterali che si ricongiungevano ad un anello stradale , che parallelamente alla circonvallazione contornava internamente tutto il borgo, attraversando i caseggiati con sottopassaggi ad arco.

In adiacenza alla facciata della chiesa si dipartiva un secondo asse stradale, che raggiungeva a sud la cinta muraria col nome di vico Guadagnolo e a nord col nome di via Montebello. A l'un capo e all'altro si aprivano alla circonvallazione con due porte, di cui la porta Solara già ricordata.

Da questo secondo asse sia a  destra che a sinistra , in parallelo alla linea direttrice della chiesa, si dipartivano stradette che raggiungevano la cinta , fra cui via del Buongusto, di cui abbiamo parlato di sopra, con la relativa porta..

Verso la metà del settecento si incominciò a modificare la parte muraria volta ad oriente. Sorsero, al suo posto, palazzi signorili. In prosieguo di tempo il caseggiato si espanse , fino a coprire tutta la collina compreso il colle adiacente. Così vide Magliano  il Lear nel 1843.

Un nucleo a sé era costituito dal rione San Domenico a ridosso del convento omonimo, abitato specialmente da fornaciai per la lavorazione dei mattoni.

La ricostruzione post-terremoto, iniziata appena la fine della prima guerra mondiale, proseguì febbrile fino alla prima metà degli anni trenta,e si sviluppò verso altre direttive, pur non trascurando il vecchio centro.

Il boom edilizio, avutosi negli ultimi quaranta anni, ha trasformato completamente la zona, una volta  agricola che si estende lungo la via per Avezzano e lungo la via di Massa d'Albe, creando nuove arterie viarie.Un nuovo villaggio, Catigliano, (il nome è di origine antica) è sorto a confine col territorio di Cappelle , creando quasi ricongiungimento di Magliano con quest'ultimo centro. Il  confine fra Magliano e Cappelle è costituito dal sottopassaggio autostradale.

La perimetrazione urbana si è così espansa in modo sproporzionato al numero degli abitanti creando nuovi e difficili problemi alle Amministrazioni civiche,  ma le nuove costruzioni hanno guadagnato in comodità e servizi. Dispongono tutte di giardini e sono dotate di tutti i conforti che la civiltà tecnologica ha creato.