Barbara
Si alzava desiderio dal cortile
gonfio di confidenze e divenire,
dalle nevi dell'ultimo autunno
ove movevi, gatto, il tuo corpo.
Erano inverni dal cuore di danza
nel turbine di swing e palle di neve,
declinando il greco e le promesse
nell'abbraccio di un tardo pomeriggio.
Non ci ghiacciavano tra i caldi banchi
le antiche tragedie di fatalita',
ne' bastavano quei sommi saperi
a suggerire verita' sui perche'.
Gareggiavamo con impazzir di sguardi
(poter morir dispersi nel tuo mito)
e ci si apriva nel tuo sorriso
un semplice e nostro Iperuranio.
Per noi eri Averno ed Eliso,
erano di Gorgone i tuoi ricci,
era domani il tuo incedere,
ma solo un gioco, il tuo amore.