Non ero Lindbergh

Respiro a fatica
Un'aria dal sapore di zolfo
mi fa scoppiare
i polmoni

Occhi senza più pupille
guardano immagini ingiallite
scorrere disordinate
sul nero telone del rimpianto
Rivango la zolla dei ricordi
intrisa di intenti mai sopiti
di promesse morte neonate

Un mare in tempesta sparge salsedine amara
sulle mie ferite dove banchettano
gabbiani dalle ali mozze
Dalle vene dell'anima
sprizza sangue rosso come un tramonto su Marte
sottrae energie preziose succhia la ragione

Ho voglia di un sonno
lungo come l'eternità
che mi avvolga nelle sue spire
al pari di un serpente malvagio
Vorrei dimenticare quel sole bugiardo
che sorgeva ad Est dei miei sogni
e tramontava ad Ovest delle mie illusioni
Il mio sentimento come un biplano
volò verso il Nord del Sogno
ansioso di sorvolare l'oceano sconfinato
                    da Vincitore
Trovò il Sud debole e malato
dell'Inganno

 

 


La notte più bella 

Andrò sotto un ponte stanotte
ad ascoltare la melodia del fiume
che come una mamma

cullerà i miei sogni
di vagabondo metropolitano

Andrò sotto un ponte stanotte

a dormire in cerca di felicità
Nudo salirò sul pentagramma dei sogni 

e se una nuvola buona si metterà da parte
riuscirò a vedere
finalmente la mia stella lontana.

 

 

 

La notte di Capitan Uncino

Sfidai

gli spiriti malvagi della notte

per portare sul bagnasciuga della mia spiaggia

un pianoforte

sdentato

come la bocca di un vecchio

Non so se c'era pazzia o incoscienza in me

quando lanciai in aria

i miei vecchi spartiti

sperando che le note come coriandoli

cadessero restituendo la vita

a tutti quei sogni che giacevano morti

nel ventre di un Destino dispettoso

e sfrontato

Volevo irridere gli dei sciancati

e maledetti

ma la loro vendetta arrivò

immancabile

Un terremoto immane squassò la mia anima

Il mare ribollì

mentre il cielo si spalmava catrame sul viso

e qualcuno con un seghetto da traforo

ritagliava via la luna

lasciando un buco orrendo sull'orizzonte

Il vento tracotante che venne dall'Est

fece volar via come api impazzite

dai miei fogli gonfi di musica

ogni nota

fino all'ultima

La paura

mi spezzò le gambe

impedendomi

di correre verso la salvezza

Credevo di essere un levriero

ma ero solo un cane randagio

spaventato dal suo stesso latrare

Così con le forbici della disperazione

ho fatto a pezzi

le fotografie della mia angoscia

perchè nessuno la vedesse

Ogni granello di sabbia ora

è polvere di cartone

Un altro nodo si aggiunse

al laccio che porto intorno al collo

come una collana

e che adesso mi stringe sempre di più

togliendomi il respiro

annebbiandomi la vista

perchè gli incubi

sono più numerosi dei rimpianti

La mia pelle è ruvida come uno scoglio

la mia anima è dura come pietra di cava

Non ho voluto arrendermi

e sottostare al pirata nemico

e volgare

Così ho sfidato gli dei ubriachi

per riportare la mia nave squinternata

su quella spiaggia incantata

dove i granelli di sabbia sono ancora polvere di cartone

Lì ho gettato di nuovo la mia àncora

Lì ho piantato una bandiera dai mille colori

Dopo che il vento dell'Est invecchiò e morì

raccolsi una ad una

tutte le note perdute

e regalai loro una vita nuova

e più bella

Sul mio pianoforte malandato

c'è ora un bicchiere pieno di sogni

a tenermi compagnia

Io bevo fino ad ubriacarmi

ogni sera

mentre suono per chi spera

mentre canto per chi sogna

mentre gioisco per tutti quelli che come me

hanno smesso di correre

e si affacciano sul balcone del mondo

per guardarsi intorno

senza fretta

di Fargo

Agosto 2000

 

 

 

La corsa del Tempo

Spinti da un vento

ribollente

come fasci di spine

noi uomini

rotoleremo in fretta

dalla polvere

al fiume

del nostro divenire

Le ore

come gocce di pianto

scivoleranno via

una ad una

e non servirà rimanere

aggrappati alle pietre

Come relitti seguiremo

il corso della corrente

senza fermarci mai o

poterci voltare indietro

 

di Fargo

agosto 2000

Omaggio a Dino Buzzati

 

 

 

Le tue orme

Ho camminato a lungo sulla spiaggia

seguendo le tue orme

Ero sicuro di ritrovarti

Ma la pioggia crudele

mentre cercavo

le ha cancellate tutte

confondendomi

Ho corso a perdifiato

fino a far diventare

dolorosa

la mia corsa

dietro al tuo profumo

Ma un vento sottilmente

perfido

lo ha disperso nell’aria

come i sogni

di uno svagato

Ciò che di te

in me è rimasto

traballa come la ruota

di chi va in bicicletta

per la prima volta

Un’onda

più forte delle altre

ha travolto i miei sogni

cancellando

l’ultima pallida orma

che avevo a fatica

riconosciuto come tua

Per sempre

Non so se nuotare

o affogare

 

Marzo 2000

 

 

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