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Non ero Lindbergh
cullerà i miei sogni a dormire in cerca di felicità e se una nuvola buona si metterà da parte
La notte di Capitan Uncino Sfidai gli spiriti malvagi della notte per portare sul bagnasciuga della mia spiaggia un pianoforte sdentato come la bocca di un vecchio Non so se c'era pazzia o incoscienza in me quando lanciai in aria i miei vecchi spartiti sperando che le note come coriandoli cadessero restituendo la vita a tutti quei sogni che giacevano morti nel ventre di un Destino dispettoso e sfrontato Volevo irridere gli dei sciancati e maledetti ma la loro vendetta arrivò immancabile Un terremoto immane squassò la mia anima Il mare ribollì mentre il cielo si spalmava catrame sul viso e qualcuno con un seghetto da traforo ritagliava via la luna lasciando un buco orrendo sull'orizzonte Il vento tracotante che venne dall'Est fece volar via come api impazzite dai miei fogli gonfi di musica ogni nota fino all'ultima La paura mi spezzò le gambe impedendomi di correre verso la salvezza Credevo di essere un levriero ma ero solo un cane randagio spaventato dal suo stesso latrare Così con le forbici della disperazione ho fatto a pezzi le fotografie della mia angoscia perchè nessuno la vedesse Ogni granello di sabbia ora è polvere di cartone Un altro nodo si aggiunse al laccio che porto intorno al collo come una collana e che adesso mi stringe sempre di più togliendomi il respiro annebbiandomi la vista perchè gli incubi sono più numerosi dei rimpianti La mia pelle è ruvida come uno scoglio la mia anima è dura come pietra di cava Non ho voluto arrendermi e sottostare al pirata nemico e volgare Così ho sfidato gli dei ubriachi per riportare la mia nave squinternata su quella spiaggia incantata dove i granelli di sabbia sono ancora polvere di cartone Lì ho gettato di nuovo la mia àncora Lì ho piantato una bandiera dai mille colori Dopo che il vento dell'Est invecchiò e morì raccolsi una ad una tutte le note perdute e regalai loro una vita nuova e più bella Sul mio pianoforte malandato c'è ora un bicchiere pieno di sogni a tenermi compagnia Io bevo fino ad ubriacarmi ogni sera mentre suono per chi spera mentre canto per chi sogna mentre gioisco per tutti quelli che come me hanno smesso di correre e si affacciano sul balcone del mondo per guardarsi intorno senza fretta di Fargo Agosto 2000
La corsa del Tempo Spinti da un vento ribollente come fasci di spine noi uomini rotoleremo in fretta dalla polvere al fiume del nostro divenire Le ore come gocce di pianto scivoleranno via una ad una e non servirà rimanere aggrappati alle pietre Come relitti seguiremo il corso della corrente senza fermarci mai o poterci voltare indietro
di Fargo agosto 2000 Omaggio a Dino Buzzati
Le tue orme Ho camminato a lungo sulla spiaggia seguendo le tue orme Ero sicuro di ritrovarti Ma la pioggia crudele mentre cercavo le ha cancellate tutte confondendomi Ho corso a perdifiato fino a far diventare dolorosa la mia corsa dietro al tuo profumo Ma un vento sottilmente perfido lo ha disperso nellaria come i sogni di uno svagato Ciò che di te in me è rimasto traballa come la ruota di chi va in bicicletta per la prima volta Unonda più forte delle altre ha travolto i miei sogni cancellando lultima pallida orma che avevo a fatica riconosciuto come tua Per sempre Non so se nuotare o affogare
Marzo 2000
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