MI SENTO UN POCO MORIRE
Quando un fiore si spezza sullo stelo, perde il profumo il colore la vita.
Ma il fiore muore anche in altra maniera: strappandogli i petali, uno alla volta.
Anch'io ogni giorno mi spengo un poco, senza sentire la "morte" troppo vicina…
Ma pur ora mi sento un poco morire: quanti giorni passano senza ch'io viva!
Ogni giorno che non amo chi mi sta intorno, ogni giorno che non vedo qualcosa da dare, ogni giorno che non colgo un aiuto da offrire.
Anch'io vado perdendo profumo e colore. Sto quasi smarrendo il senso della vita.
LA SERA SOMMERGE I PENSIERI DEL GIORNO
Quando la sera sommerge i pensieri del giorno, essa può apparire un velo disteso per l'oblio, oppure il momento d'una più intensa pena.
Ti appare lavacro quasi dolce e sereno, se subito placato sprofondi nel sonno, nella speranza che il giorno a venire non possa recarti una pena maggiore.
La sera invece tormentosa t'appare, se quieto il sonno non sopravviene e mille pensieri s'affollano intorno quasi a dirti angosciante: è finita!
E' finita la tua vita senza speranza!?
Quando la sera sommerge i pensieri del giorno, essa può apparirti anche sonno indolore, se né pena profonda ti assilla né grande rimorso ti opprime.
Allora dormi e non rimpiangi nulla,
allora dormi e non tremi pel giorno futuro,
allora dormi con il quieto fluire del tempo.
IL TEMPO CHE PASSA
E' strano come l'alterno fluire del tempo riporti spesso a quasi uguali scadenze: anche ora festeggiamo il tempo che passa.
Festeggiamo anniversari e matrimoni, avvenimenti uguali, talora insoliti; ma oggi, oggi, tutti allo stesso minuto celebriamo insieme il tempo che passa. Quante cose ci riporta il tempo!
Unisce disunisce, ci rasserena e ci turba, dona speranza delusione, oppur ci rattrista; impazzire di gioia anche talvolta…
Tristezza e gioia si consumano nel tempo. Qual è il sottile gran sogno degli uomini? Fermare il tempo e fissarlo per sempre proprio nel momento della gioia più grande.
Ma non ci sarà mai il tempo sperato quando gli uomini sapranno fermarlo nella sola continua grande felicità.
L'uomo tuttavia può almeno viverlo con la speranza della tranquillità.
NEI PRESSI D'UNA GIOIA PROFONDA
L'uomo non può trattenere, tutta, per sempre, una gioia profonda.
Quando la cerchi soffri, soffri di non trovarla all'istante, di non poterla trattenere a lungo, di non poterla trapuntare vivace.
La vorresti tra le mani per sempre, come fa un bambino istintivamente, ogni volta che non posa facilmente l'oggetto di cui ha preso amore.
E poi quando trovi il piacere sei già stanco di averlo trovato perché si diluisce e poi fugge, quasi in attesa d'uno più forte.
Ma l'uomo non è tanto sicuro, e ciò lo tormenta non poco, quando lambire possa un piacere da trasformare in gioia profonda.
Il piacere avvicina alla gioia, a speranza d'una felicità duratura; ed essa sembrerebbe talora condurci quasi nei pressi dell'eternità…
L'ATTESA D'UN FORTUNATO GIORNO
Attendo da anni, con ansia e pazienza che il volgere lento della mia esistenza mi conduca, spero, un fortunato giorno ad integrare aspirazioni impossibili con scelte e decisioni significative, reali.
Ideale con realtà si congiungano un giorno in piena armonia del mio vivere normale …
Progresso nella continuità si compenetri alla necessità però di essere me stesso.
Non vorrei più sognare per vivere realmente! Non vorrei più vivere per sognare idealmente!
Però non voglio esistere con la delusione di sostare inutilmente intorno alla vita.
IL SILENZIO NELLA NOTTE
Quando il silenzio sovrasta la notte non deturpata dai rumori dell'uomo, ci si prepara alternamente a dormire oppure il sonno in silenzio sfuggire.
Prima di passare al sonno meritato senza esporti in ascolto della notte, ma ti sei portato il rumore nel letto, non sarà un silenzio meno assordante…
Se il sonno non ti coglie subito d'incanto, e ricorri ad artifici per anticiparlo, non potrai però benefico gustarlo, ma solo garantire un sonno più precoce.
Hai paura? Non hai voglia di meditare? Ti turba tornare sulle tracce del giorno vissuto?
Troppa fatica appare all'uomo un sonno differito!
PAROLE E LACRIME MIE
La scarsità di parole e lacrime ha improntato spesso la mia vita: non riconosco con molta nitidezza se sia stata più virtù o debolezza.
La difficoltà di parola non so se abbia reso meno utile la mia vita agli altri; l'esiguità del pianto non so se abbia colto più normale la mia vita intorno.
Chi voleva più parole da me mi perdoni; chi voleva più lacrime da me mi comprenda.
Le une e le altre poco da me versate non sono mai state segno d'arroganza. Erano solo, scarse, per timidezza, riservato e schivo per coerenza.
Mai però, io spero, per intollerante presunzione, ma per mia tendenza sospinta verso la perfezione.
Quale mai perfezione del resto riscontra qualcuno nelle abbondanti parole usuali?
BELLE SEMPLICI COSE
Dal terrazzo che spazia su due case
mi affaccio sulla strada sottostante.
Osservo, ed ascolto suoni e rumori
di una notte un poco diversa;
intercalato ai suoni usuali domestici
percepisco una musica da festa:
viene dal prete, c'è la Pesca di Beneficenza.
Ricordo ancora quando credevo
a queste belle semplici cose;
ripenso con alterna emozione
quando per me avevano sapore…
La vita di semplice festa paesana,
pia alternanza tra sacro e profano,
è forse più piena, ora, e serena
dei miei pensieri senza ritorno.
Un tempo dentro stavo a questa pia gioia. Ora sto con troppa pacatezza assorto tra altri sicuri pensieri con una tranquillità quasi isolata.
Vorrei quasi scendere a rivedere tanti volti conosciuti nel maggiore fervore, ma temo il loro sguardo quasi stupito di non vedermi più come ardente fedele.
Rimango sul balcone senza troppo rimpianto, rinuncio al loro intrusivo confronto: non ho la superbia di stare in disparte, ma solo coscienza del mio nuovo cammino.
PIANGI, UOMO!
Piangi, uomo, quando vedi
Il corso della tua vita
forse troppo appiattito.
Non trattenere, uomo, il tuo pianto
pensando che sia debolezza soltanto.
La "debolezza" di questo momento
può ridare nuovo senso e forza
alla successiva tua esistenza.
Tormentati, uomo, quando scorgi
il percorso dei soliti giorni
senza vere emozioni vivaci.
Non soffocare, uomo, il tormento pensando che sia solo insicurezza. Il tormento dentro un vivere piatto, non è vanamente ancor pronto ad essere impunemente represso.
Lascialo macerarti fino in fondo,
forse ancora ti può riportare
ad una più forte attiva presenza.
MALINCONIA E TRANQUILLITA'
Malinconia, tenera malinconia, quando sento, lieve, timore della vita.
Tranquillità, lieve tranquillità, quando sento, mesto, il fluire della vita.
Malinconia e tranquillità alternamente
sto provando in questa vita pacata:
non è ancora un angoscioso sentire,
non è ancora un lacerante morire,
però ancor non mi soddisfa…
Perché, spesso mi chiedo,
son tratto a sprazzi di luce
d'una forte emozione che dopo
contrasta con altra assopita?
Appoggiarmi dunque al rimpianto
per un tempo vivamente vissuto?
O lasciarmi tranquillo all'attesa
di un tempo con certezza diversa?
Confronto i miei atti presenti
con la parte sublime passata;
mi trasporto dagli attuali pensieri
a quelli del mio fervoroso trascorso:
sulla tenera malinconia mi soffermo? su una lieve tranquillità mi riporto?
SPERANZE CHE RINASCONO
Anche le speranze s'infrangono, ma rinascono se non disperi.
Anche i ricordi si disperdono, ma altri si affacciano sinceri.
Non tutto è perduto in un solo momento; qualcosa si perde ma non del tutto… almeno fino quando non ti "spegni".
Persino poco prima della morte hai diritto ad uno sbocco di vita.
La grandezza e miseria dell'uomo non si misurano solo col tempo: l'una e l'altra sono indefinite.
E per ciascuno le vie sono infinite, però nel solo tratto di tempo che corre dalla nascita imprevista alla morte.
SENSAZIONI SUL FILO DELLA MEMORIA
Guardo in cielo stormi di nuvole bianche come liberi cavalli nell'immensa radura, e s'infervorano poi sospinte, non stanche a godere col vento un po' più di premura.
Corrono insieme sensazioni alla mia memoria, ognuna riflette il fluire della mia storia.
Sta naufrago il pensiero davanti ai miei occhi, quando non so imprimere forte senso alla vita.
Pare la nostra esistenza allora senza valore e sembriamo quasi inutili dentro il dolore.
Risospingi lo sguardo oltre il medio confine! Più non ci sono, stanche, le nuvole bianche,
ma pensieri liberi e forti senza confine.
LA GIOIA DEGLI ALTRI
Oggi la felicità non m'appartiene: la gioia, vedo, solo negli altri.
Non invidio chi oggi di me più felice continua a sentire serena la vita.
Son contento pel sorriso degli altri, mentr'io son chiuso nella mestizia.
La mia non è profonda tristezza,
solo racchiuso in mesto torpore.
Sono senza allegria, senza entusiasmo: m'addolora di vivere non come prima.
Siate felici, voi altri, a me intorno; siate lieti di stare senz'avversi pensieri!
Ma anche a voi tutti toccherà talvolta
sentire la pena d'un vivere disperso…
ROMA - MILANO, ORE 24
Guardo i colori della notte venirmi incontro, mentre scivolo con il treno sulle rotaie: riflessi bagliori luci ombre insegne…
E' bello allontanare il sonno sul treno di notte, godere del silenzio migrante senza aspri pensieri!
E' bello ascoltare il solido fruscio rotante, mentre ti porti avanti, sicuro, ondeggiante.
Gratuita dolcezza sentirti cullato dal sinuoso errare e vedere che tutto s'incontra e passa senza rimpianti.
E' un cammino tranquillo verso un traguardo e nemmeno senza l'ansia d'un tempo abbreviato: occorre lasciarsi andare in pace, dolcemente senza il turbamento di eccessivi pensieri.
E' bello allontanare la mestizia sul treno di notte, senza turbare la mente con pericolosi desideri fugaci.
SUL TRENO DI NOTTE
I lunghi viaggi da solo han qualcosa d'arcano; nel tempo che fluttua sereno a tuo piacimento puoi ora cullare ogni forma di sentimento, anche giocare in serenità una mesta nostalgia, rinverdire i tuoi anni a lungo passati, riscoprire i ricordi di alterno sapore, abbandonarti inerte ad un sogno d'amore.
Quasi irreale la vita sul treno di notte:
speri non troppo un caduco umano contatto,
spingi ad arte i sensi oltre il normale,
sospingi titubante una nuova bramosia
e poi frugare dentro gli sguardi vicini…
Bella la notte sul treno! Quasi un mistero: puoi pescare un desiderio quasi insperato, puoi vagare in alterno passato e futuro.
Puoi anche sperare qualcosa possa mutare, mentre scorri col treno, ondeggi col tempo.
TRACCIA
DI MALINCONICA ATTESA
Quell’impressione indefinita,
disagio
che l’uomo prova talvolta nella vita,
frammista all’esigenza di mutamento,
lascia traccia di malinconica attesa.
Non mobilita però in proiezione
spinte fervorose di cambiamento,
ma conferma pacata nostalgia
di qualcosa che diversa non torna.
Vivace spinta al rinnovamento
nell’intimo invece si acuisce
quando un forte valore assolutizzi
per renderlo, speri, assai più reale.
QUANDO
ATTENDI LA NOTTE
Quando attendi la notte per
trattenere un ricordo,
certamente la tua vita s’è fermata un momento...
ti arrendi a mutare in immagini
il corso del tuo tempo passato.
Dolce trattenere pur effimero un
ricordo
d’una cosa amata negli anni trascorsi;
angoscioso non poterla trattenere reale
insieme ad un nuovo più vivo ideale.
Però non pretendere di
sostanziare in sogno
ciò che darti non può la realtà attuale;
non ribaltare il tuo orizzonte presente
con la sirenica ombra del tuo passato.
Volgi
in avanti sicuro il tuo sguardo;
non
vivere solo di sogni, non prepararli.
Se
fermi la tua vita in immagini vane,
hai
rinunciato a vivere un po’ innanzi.
Non trattenere per molto la vita nel “sogno”!