“Inizio millennio (14/11/2000)

 

Vivere velocemente,

come un valzer psichedelico, anabolizzato con sostanze effimere;

Subdole e silenziose, dolorose come un ago nella vena.

Così, davanti ad un secondo sorriso grande come il mondo e due occhi caldi

come la terra,

non ci si sente mai a proprio agio.

Ho scelto il freddo per questo; perché mi fa sentire a casa.

In questo tango che non mi apparterrà mai, lascio solo un vago ricordo, un

odore, una sensazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il colore della mia pelle” (24/11/2000)

 

Il suono, come fonte di ispirazione continua dove mi immergo.

Senza parole o ritorni,

come il colore della mia pelle che segna ogni stagione della mia breve vita.

Elementi fondamentali mi mantengono avvolta alla mia storia,

le mie origini;

Fanno da sfondo a questo imprevedibile spettacolo

che ogni spettatore non ha tempo di apprezzare perché già si conclude

coprendoti con un drappo di velluto morbido e caldo

come la mano di un fanciullo innocente e per questo crudele.

L’inizio e la fine.

Quante frasi in concluse.

Animale volubile in continua mutazione è l’uomo.

La luna splende sulla mia testa, nascosta da un velo d’acqua.

Invidia per tutto ciò che è eterno.

Io non starò qui per sempre è bene che me ne convinca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Good luck” (31/8/2000-1/10/2000)

 

Di fronte ad un cielo mussulmano

Sono sdraiata sulla vostra sabbia

Ed il solo tocco la tramuta in polvere d’oro.

Grazie per questo salto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Idea poetica” (2000)

 

Nei momenti meno opportuni,

quando non trovo né inchiostro né carta,

con un inizio di dislessia,

tutto questo fa presagire che lei arriverà a momenti.

Silenziosa, morbida come la più bella sottana di una puttana.

Affascinante e pericolosa incomincia a farmi girare la testa

Facendomi sentire insicura come nei momenti peggiori della mia vita;

sussurra un’idea e si aspetta che io la colga con azzardata audacia.

Amore di tutta la mia vita

Sei di chiunque e di nessuno

Sempre così diversa!

Fondamentalmente la stessa di sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Per Luca” (Senza data)

 

I Ricordi sono caldi colpi di luce che fuggono all’ombra di un telo,

oltrepassano la mia mente lasciando code di immagini impresse nei miei occhi,

alla ricerca perenne della tua immagine a me così cara e sacra.

Il vento trasporta odori appena percettibili,

e ancora Tu, in modo imperativo,

penetri questo mio canale vitale e trasformi il volgare in prezioso.

Questo mio corpo così inutile, così umano diventa con te poesia.

Il sole fa da sfondo ad un palcoscenico di azioni e gesti invisibili,

esistenti solo per lontani rumori, uniche presenze e segni tangibili di vita;

la luna assorbe le uniche parole tra noi sussurrate, creando un lungo letto di 

silenzi e di unioni misticamente istintive.

 

 

 

 

 

 

 

“Istante breve” (18/01/1995 rivisitata 29/11/2000)

 

L’aria mi sfiora senza toccarmi.

Donne, quante donne!

La terra ride al rumore di tacchi imponenti.

Profumo dolce su boccioli di plexiglas.

 

 

 

 

 

 

 

 

(09/05/1996)

 

Questa canzone,

questa Madonna,

questa cucina a volte buia,

questa mia Italia che non riesco ad odiare come vorrei.

Ho un cuore che brilla sul mio petto, è richiuso da un cubo di vetro perché

nessuno me lo possa rubare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(19/12/1998)

 

Le giovani spose sono pronte;

tremano nelle loro file.

E’ tutto così estemporaneo

E questo vento non lo ricordo da sempre.

Davanti a questo spettacolo, apparteniamo a categorie diverse,

ci spartiamo le nostre paure.

In questa zona c’è bisogno di più luce.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Inverno” (12/01/1999)

 

Quando fuori tutto è spento,

e questo cielo plasticato riesce ad emanare la luce delle stelle sulla strada

ghiacciata,

trovo consolazione in quella finestra illuminata.

Riesco a godermi questo spettacolo

ho la sensazione che possa durare finché io lo desidero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“I°” (12/01/1999)

 

Figure lente senza contorno cercano la felicità in questa valle.

I miei occhi di cera si sciolgono di fronte a questa scena grottesca.

Mi giro per cercare la mia luna

ma il cielo si lucida e si fa pesante.

Non ho paura.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Jesus” (12/02/1999)

 

Solo quando sarà estate ed i miei pomodori saranno maturi potrò crederti.

Solo quando mi offrirai una spalla su cui piangere sarai mio amico.

Quando potrò vederti fumare una sigaretta avrò fiducia in te.

Solo se mi aspetterai alla porta per incoraggiarmi potrò dire che sei mio

padre.

Quando mi commuoverò davanti ad un ingordo cielo languido potrò sentirti

accanto.

Quando dalla felicità donerò tutto quello che ho nelle mie tasche potrò dire

che sei a mia immagine e somiglianza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(1997)

 

Come un bel vestito di velluto rosso macchiato di sangue,

un vecchio libro gettato a terra,

una donna di mezza età nuda su di un letto mentre piange la sua anima,

l’orrore della solitudine.

Guardare un bambino mutilato correre.

Piangere lacrime amare in cucina,

avere addosso il profumo che non ti appartiene più,

essere aggredita dal tuo sguardo collerico.

Non posso vivere senza di te.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Icona” (12/04/1996 rivisitata 30/11/2000)

 

Una colomba sta piangendo.

La vedo piangere e lo stupore mi assale.

Guardo il suo corpo senza estremità e riscopro i suo occhi sofferenti.

Volare per non morire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“A mia Madre” (21/12/1998)

 

Sento solo adesso questo tuo sangue scorrere nelle mie vene,

lento e partecipe delle nostre disgrazie.

Il cielo si apre sopra le nostre teste, colpendo dritto sui nostri corpi inanimati.

Freddo dentro e fuori.

Tutta la mia pelle percepisce questa pioggia.

Mi rialzo lentamente,

lo sguardo di tutti questi alberi mi confonde,

questo tuo ultimo vento scuote le parti asciutte del tuo vestito.

L’ambiente mi rifiuta, tu fai già parte di esso.

La terra sprofonda sotto di te e non c’è niente che possa fermarla.

Ho paura, tutto intorno è molto cupo.

Cosa dovrei sentire in questo momento?

Da questo momento cosa dovrei provare?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“1/2 Tiro” (8/01/1997rivisitata 5/12/2000)

 

In mezzo a tante luci può essere facile confondersi,

soprattutto quando si rimane estasiati.

 

Ogni cosa che avrò concluso nella vita,

lontano o vicino a te,

l’avrò fatta anche per te.

Per il tuo karma, per chiudere le tue ferite, per ringraziarti ancora, per non perderti più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Noli me tangere” (14/12/2000)

 

Questa sera ho deciso di mettere all’asta il mio cuore,

non che sia un articolo interessante,

ma ci vuole coraggio ad ammetterlo.

Sento che non ho più niente da perdere (a parte quest’orchidea).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Gelo” (27/12/2000)

 

Questo scenario ti sorprende,

il bagliore del bianco rende le tue notti meno dense,

petali di vetro scivolano sul tuo viso contratto.

La mia bocca omette.

Come un animale senza tana,

trai calore da ogni tuo impulso.

Quiete, come un manto,

in questo inverno per te troppo freddo.

 

 

 

 

 

“C.”

 

 

Nel giardino senza pace,

si muove armoniosa con zampe di gazzella.

Con immenso sguardo, pone ogni suo desiderio nel limite tra cielo e terra.

Là, dove le gocce di sangue perse dai padri

hanno già posto il limite che separa ogni suo sogno dalla realtà.

 

 

 

 

 

 

Sospesa in una notte primaverile,

vagavo là, dove gli alberi fitti non permettevano alla luna di penetrare con il suo celeste 

bagliore.

Silenzi, e ancora sospiri di anime giocose

E silenzio e vuoto sotto le mie ginocchia stanche.

 

 

 

 

 

 

 

Orrore nell’abbandonarsi all’emozione,

incatenata dalla mia ragione.

Gabbia dorata, civetta e peccatrice.

Ingannevole compagna sostenitrice.

 

 

 

 

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