Capitolo 2 – Le Guerre di Separazione

 

Casella di testo: La Migrazione dei Goblin

EM 7.650 circa
Imbarbarimento della razza degli orchi. Yog-Danor corrompe i goblin che si ribellano ai loro padroni orchi. I goblin iniziano a migrare verso ovest.
Inizio delle Guerre di Separazione. Azua riporta in vita i draghi di gemma per uccidere Elehcmi, ma il Dio Drago li trasforma nei draghi metallici.
I goblin si diffondono per Carnamah iniziando a combattere contro i nani per il possesso del sottosuolo. Gli elfi si tengono fuori dalla lotta.
EM 7.150 circa
La lotta tra goblin e nani si placa. I goblin, conquistato un ampio territorio ad ovest dello Stretto di Erenkoy e fondano l’Impero di Erenkoy.

La Migrazione dei Goblin

Caduta Xela, e scomparsi i titani, aelathdar, marardin e orog si spartirono il mondo, come loro era stato detto di fare dai propri creatori. Grandi regni dei marardin sorgevano sotto le montagne, dove i grandi tesori di Eil erano guardati e protetti; stupende città piene di magie e di incanti si espandevano come parte delle foreste in cui sorgevano, dimore degli aelathdar. Solo gli orog rimanevano chiusi nelle loro enormi fortezze, nel mezzo delle pianure sterminate: iniziarono a diventare pigri, stanchi e indolenti, i loro nuovi servi, i goblin, lavoravano per loro svolgendo tutti i compiti al posto dei loro signori.

In breve tempo Yog iniziò a sfruttare i goblin, diffondendo malumore e risentimento verso i loro padroni. Entrò poi nella mente di Retal, ormai divenuto un dio, e gli mostrò le meraviglie che si trovavano nei territori degli aelathdar e dei marardin, di come gli orog fossero una razza ormai destinata a estinguersi e morire, mentre i goblin erano vitali e pieni di capacità costruttive, con le quali avrebbero potuto ottenere tutto ciò che volevano, ed elevare Retal alla pari dei figli di Elehcmi.

Il creatore dei goblin si lasciò tentare dalle parole suadenti di Yog e instillò nelle sue creature un grande risentimento verso i loro padroni, verso i quali si erano sempre comportati in maniera docile e servizievole. Goblin e orog si trovarono così a combattere gli uni contro gli altri e a insanguinare le pianure: alla fine le forze dei goblin ebbero la meglio sugli orog indolenti e pigri. Essi abbandonarono le loro prigioni e iniziarono a migrare verso ovest, verso le terre abitate da aelathdar e marardin.

Gli orog, le loro città distrutte, i loro schiavi fuggiti, non furono in grado di riprendersi: le loro memorie di un passato glorioso erano iniziate a svanire e Oygor già da tempo non ascoltava più le loro preghiere. Lasciati a se stessi, alcuni si rinchiusero nelle loro maestose città, altri fuggirono e si dispersero nelle pianure, iniziando a vivere come nomadi e briganti, assaltando le città dei loro simili e quelle degli aelathdar e dei marardin.

Mentre i goblin si diffondevano per le terre di Carnamah e gli dei e le loro creature guardavano preoccupati questo nuovo fenomeno, Azua si riprese dalla sua follia: con occhi carichi d’odio raccolse dal fondo dello Stretto di Erenkoy i frammenti dei draghi di Xela e li rimodellò a propria immagine.

Essi presero il volo nei cieli di Carnamah con unico scopo: distruggere Elehcmi e tutto ciò che aveva creato. Il Dio Drago osservò le creature portare morte e distruzione e ne fermò con i suoi poteri l’avanzata. I giganti a lui fedeli imprigionarono i draghi e li radunarono al suo cospetto. Egli li prese tra le sue grandi mani e li mutò in metalli preziosi, fedeli amici e alleati dei giganti e guardiani di tutto Carnamah.

Allorché questo accadeva, i goblin approfittarono della distruzione seminata dai draghi e raggiunsero le coste di Erenkoy, dopo aver portato caos e morte nelle terre degli aelathdar e dei marardin.

Alcuni goblin continuarono il loro viaggio verso ovest, mentre altri, scoperti i tesori custoditi dai marardin nel sottosuolo, decisero di farli propri e iniziarono una lunga guerra con i figli di Eil, che durò per i secoli a venire, fino a quando una voce si diffuse tra i goblin del sottosuolo: i loro fratelli di superficie avevano raggiunto una terra di bellezza incomparabile e, così come era iniziata, la guerra con i marardin terminò.

Gli ultimi goblin di Gyradetsu superarono lo stretto di Erenkoy e si unirono ai loro simili, dando inizio all’Impero di Erenkoy.

 

La Fuga dalla Luce

Mentre a ovest il regno dei goblin prosperava, a est, in seguito alla grande migrazione, la decadenza degli orog progrediva col passare del tempo. Ormai ridotti a bruti energumeni, privi di tutto il loro splendore passato e abbandonati anche da Oygor, gli orog vedevano nelle rigogliose terre degli aelathdar un nuovo territorio di conquista: una landa da razziare e un nuovo popolo da assoggettare.

Radunate le loro ultime forze gli orog lanciarono un attacco contro il Regno di Sparti, e gli aelathdar risposero usando la forza della propria magia. Quando gli orog, disorganizzati e privi dell’arte arcana sembrarono soccombere, in loro aiuto arrivarono creature della notte e delle tenebre, servitrici di Yog e Oygor. Altre parole disseminate dal Dio Oscuro convinsero Oygor di essere stato tradito da Elehcmi e dai suoi fratelli: i suoi figli languivano e rischiavano di scomparire, il suo potere diminuiva ad ogni giorno che passava mentre quello di Ghapaw e Eil sembrava aumentare a dismisura.

Casella di testo: La Fuga dalla Luce

EM 7.050 circa
Orchi e elfi si combattono nelle terre di Sparti e Gradets. Leunam e Enosim, tradiscono i loro consanguinei e guidano l’esercito degli orchi contro gli elfi. Elfi e nani rinnegati si alleano con gli orchi.
EM 7.000 circa
Gli orchi sconfitti dagli elfi si ritirano a est. Il Re di Sparti unifica i domini elfici dell’ovest. Gli elfi e i nani traditori vengono cacciati dalla luce e divengono elfi delle tenebre e nani degli abissi.
EM 6.950 circa
Gli elfi delle tenebre e i nani degli abissi si diffondono nel sottosuolo di Carnamah.
EM 6.850 circa
Elfi delle tenebre, nani degli abissi e goblin hanno il completo controllo delle terre di Erenkoy.

Oygor corruppe così alcuni alethdar e marardin, portandoli sulla strada dell’oscurità, disseminando invidia e corrompendone gli animi. Le tenebre avvolsero costoro ed essi iniziarono a nutrire odio verso i loro signori, i re e i principi che li governavano, Eil e Ghapaw che li avevano resi schiavi: accecati dalle promesse di Oygor, mossero guerra ai loro simili, e si unirono all’esercito degli orog per aiutarli e al contempo dominarli. Tra le fila degli aelathdar rinnegati tra tutti spiccavano i gemelli Leunam e Enosim: essi erano potenti maghi, figli minori del Re di Sparti, e accecati dall’invidia, desiderosi del potere, guidarono gli orog fin sotto le porte di Alasehir.

Grande era il potere di Ghapaw e la magia che egli aveva donato agli aelathdar: Alasehir, la gemma di Sparti, non poteva cadere così facilmente. Il Re di Sparti riunì i suoi alleati e unificò i domini dell’ovest, partendo in testa alle sue truppe per distruggere il cuore del regno degli orog: sangue reale combatté contro se stesso, e alla fine i gemelli caddero sconfitti e imprigionati, mentre gli orog si ritiravano, impreparati ad affrontare la magia dei Nodi della Natura.

Ghapaw e Eil disconobbero i loro figli rinnegati e pregarono Elehcmi di maledirli. Violenta e impetuosa fu la reazione del Drago di Platino: mai più guarderanno il Disco Solare senza soffrire coloro che avevano rinnegato il bene e la luce. Gli aelathdar e i marardin rinnegati divennero creature delle tenebre, odiati e disprezzati dai loro simili: i loro corpi marchiati dall’infamia per l’eternità. I figli delle tenebre, i fyrathesti, vennero così chiamati gli aelathdar traditori. Anduarin, abitatori degli abissi, è il nome che fu assegnato ai marardin rinnegati.

Ma il male continuava a prosperare e Yog vide il suo piano iniziare a concretizzarsi. Le Guerre di Separazione avevano avuto inizio, e nel sottosuolo, dove erano stati rilegati, i fyrathesti e gli anduarin prosperavano e si diffondevano, tenendosi lontani dai regni di superficie. Essi viaggiarono nelle profondità della terra, sempre fuggendo la luce di Elehcmi, e giunsero infine nei territori dove i goblin regnavano: qui la loro forza e le loro conoscenze mistiche li fecero divenire importanti nella società dei goblin, e l’Impero di Erenkoy iniziò a prosperare e aumentare in potere e conoscenza magica.

 

Il Regno di Schwyz

Casella di testo: Il Regno di Schwyz

EM 6.850 circa
Distruzione del Regno elfico di Waldernorrland nell’Helgolander settentrionale, in seguito alla guerra tra nani e elfi. Solo la foresta di Hedmark sopravvive.
EM 6.783 (anno 0 del Calendario di Schwyz)
Inizio del Regno di Schwyz. Fondazione di Laax.
EM 6.650 circa
I nani sconfiggono i giganti e li costringono a ritirarsi a Thun.
Il regno nanesco di Mollis viene distrutto dai nani degli abissi.
Mentre le migrazioni dei goblin e le guerre degli orog devastavano il sud, nel nord dell’Helgolander, l’ombra scura di Yog si stendeva e minacciava i popoli liberi delle fredde distese ghiacciate. I marardin avevano bisogno del legno e del carbone prodotto dalla foresta, gli aelathadr dei minerali preziosi estratti dal cuore delle montagne. Ma corruzione e odio si insinuarono nei loro cuori, e invece di prendere accordi, essi iniziarono a combattere per ottenere le agognate risorse di cui avevano necessità: quando la guerra sembrava essere sul punto di volgersi a favore degli aelathdar, i marardin decisero di scatenare il potere dei loro macchinari contro la foresta di Waldernorrland, prima che i loro regni venissero distrutti. L’enorme foresta bruciò in pochi giorni, e gli aelathdar si ritrassero sempre più a nord, sconfitti e privati delle loro dimore: l’ira di Ghapaw e di Eil fu tremenda. Gli aelathdar furono costretti a sopravvivere nella foresta di Hedmark, mentre i marardin furono privati da Eil dei suoi tesori e costretti a risalire i monti per sorvegliarli in mezzo a picchi inaccessibili: così le due razze sarebbero per sempre rimaste separate.

Allontanati gli aelathdar, i marardin scalarono i monti e scoprirono la grotta sacra di Eil. Qui fondarono Laax e diedero inizio al Regno di Schwyz.

L’occhio di Yog si rivolse ai marardin superstiti. Egli scatenò dapprima la furia dei giganti sugli abitanti di Schwyz e Mollis, ma questi furono forti e resistenti e sconfissero i loro avversari. I fomori al servizio di Yog vennero cacciati, mentre i pochi giganti che erano stati sviati dalle sue parole, ritornarono a Thun, per subire la punizione per il loro atto. Ma attraverso questo diversivo i marardin erano stati indeboliti: dai cunicoli sotto i monti sbucarono gli anduarin per seminare la guerra nel cuore stesso delle fortezze dei marardin. Nano contro nano lottarono fino all’ultimo centimetro, ma mentre i signore di Schwyz trionfarono grazie ai poteri magici del Santuario di Eil, quelli di Mollis vennero sconfitti dal numero sempre maggiore di anduarin, che dai lontani territori di Erenkoy, avevano seguito la voce di Yog fino all’Helgolander Settentrionale.

 

La Seconda Guerra dei Draghi

Casella di testo: La Seconda Guerra dei Draghi

EM 6.750 circa
Inizio della Seconda Guerra dei Draghi. Estensione dei domini goblin di Erenkoy. Inizio della guerra tra Erenkoy e Edenderry. Azua ricrea i draghi cromatici.
EM 6.700 circa
Ribellione nei feudi goblin di Tuam. I territori di Tuam si separano dall’impero. Formazione del Principato di Tuam, dove goblin e elfi vivono assieme.
EM 6.670 circa
Fine della Seconda Guerra dei Draghi. Termina la guerra tra Erenkoy e Edenderry. I goblin messi in rotta dagli elfi fuggono verso le pianure dell’Helgolander occidentale.
EM 6.600 circa
I goblin rifugiatisi nell’Helgolander occidentale si sono completamente adattati alla vita nelle pianure.
EM 6.539
Assassinio del Sommo Sapiente di Ghapaw a Tuam. Edenderry dichiara guerra ai goblin di Tuam.
EM 6.530
I goblin delle pianure dell’Helgolander si scontrano con i nani di Glaris. Fondazione dell’Ordine del Martello.
I goblin di Tuam vengono schiavizzati dagli elfi. Inizio del frazionamento dell’Impero di Erenkoy.

Il nuovo potere magico e militare ottenuto dall’Impero di Erenkoy, fece sì che i goblin, con i loro alleati fyrathesti e anduarin, iniziassero a guardarsi intorno, alla ricerca di nuovi territori da conquistare e assoggettare. Appena oltre le montagne di Mayo si stendeva la rigogliosa foresta di Edenderry: subito i fyrathesti videro il modo di vendicarsi dei loro fratelli che li avevano cacciati dalla luce. Essi guidarono i goblin oltre le montagne e gli fecero occupare le terre di Mayo e di Tuam, sottraendole agli aelathdar, per sferrare da lì l’assalto a Edenderry.

Attraverso rituali blasfemi i fyrathesti e gli anduarin evocarono l’attenzione di Azua: folle di ira contro Elehcmi, la Dea Drago accettò di aiutare i figli delle tenebre. Per loro creò draghi simili in tutto e per tutto a lei, ancora più potenti di quelli già un tempo sconfitti e assoggettati da Elehcmi. Ella li donò ai fyrathesti in modo che apprendessero la magia, agli anduarin perché imparassero a combattere e ai goblin perché divenissero numerosi come le stelle del firmamento.

Con questo grande esercito a propria disposizione, l’imperatore di Erenkoy guidò i goblin e i loro alleati oltre i monti di Mayo, e in gran numero essi sciamarono verso Edenderry.

Nulla essi potevano immaginare che i nuovi domini di Tuam sarebbero stati la causa della loro rovina. Gli aelathdar assoggettati e schiavizzati ricevettero una visione da Ghapaw: i goblin non erano il male incarnato, ma potevano essere riportati sulla via del bene, se istruiti nella giusta maniera. Così mentre la guerra infuriava ai confini tra Edenderry e Erenkoy, e i draghi seminavano terrore nelle terre degli aelathdar, i goblin di Tuam si trovarono di fronte ad una resistenza passiva: gli aelathdar proclamavano che le due razze avrebbero potuto convivere in pace, e alcuni goblin crederono loro e deposero le armi. Un nuovo dominio venne a formarsi, il Principato di Tuam: qui aelathdar e goblin vivevano fianco a fianco, amministrando congiuntamente il territorio e repellendo gli assalti di Erenkoy e dei draghi, la cui guerra contro Edenderry, perso il fronte di Tuam, stava andando sempre peggio.

Il potere magico degli aelathdar venne infine liberato quando ormai i goblin sembravano condannati alla sconfitta: i draghi vennero sconfitti e fuggirono, spargendosi per Carnamah, mentre i goblin che erano riusciti a penetrare a Edenderry rimanendo separati dal grosso dell’esercito, che si era ritirato ad Erenkoy a leccarsi le ferite della sconfitta, si ritrassero in preda al panico e raggiunsero l’Helgolander occidentale. Così si concluse la Seconda Guerra dei Draghi.

Col tempo questi goblin si adattarono completamente alla vita nelle pianure dell’Helgolander occidentale, divenendo nomadi e abili cavallerizzi. Prolifici di natura, in poco tempo i nomadi goblin dell’Helgolander, pur senza entrare mai in contatto con l’Impero di Erenkoy, divennero nuovamente una forza da temere. Le loro orde iniziarono a spaziare lungo tutta la costa dell’Helgolander occidentale e presto arrivarono fino ai regni marardin di Glaris. Alcuni draghi di fuoco li avevano seguiti durante la loro fuga e si unirono ad essi nella guerra contro i marardin: il re dei marardin fece allora appello al potere di Polan, Eil ed Elehcmi, e gli dei gli donarono armi invincibili con cui sconfiggere i draghi di fuoco.

Armati dei Martelli Sacri, i marardin fondarono l’Ordine del Martello, e iniziarono la grande purga dei goblin e dei draghi di fuoco dai loro territori.

Intanto a Tuam, la convivenza pacifica tra aelathdar e goblin, fino a quel momento favorita dalla decadenza di Erenkoy, veniva infranta dall’assassinio del Sommo Sapiente di Ghapaw: Finarfin, colui che aveva unito gli aelathdar e i goblin durante la Guerra dei Draghi, venne ucciso da un goblin, scatenando l’ira degli aelathdar.

La punizione fu esemplare: ogni combattente goblin vide un membro della propria famiglia passato al fil di spada, e tutti i goblin vennero brutalmente imprigionati e schiavizzati dagli aelathdar e ridotti ad una vita di miseria e servitù. Invece di assistere al ritorno dei goblin di Erenkoy, gli aelathdar, dal profondo delle loro foreste, poterono assistere lieti al dissolvimento dell’impero dei goblin, diviso tra gli innumerevoli eredi al trono che proclamavano il loro diritto di regnare.

 


La Guerra dei Nodi della Natura

Casella di testo: La Guerra dei Nodi della Natura

EM 6.650 circa (anno 0 del Calendario di Wilcannia)
Unificazione del regno di Wilcannia, nel Kihti settentrionale.
EM 6.480 circa
Inizio della Guerra dei Nodi della Natura. Gli elfi di Wilcannia vengono cacciati dalla regione di Injune dagli elfi delle tenebre. I nani di Roccia Nera scendono in battaglia accanto agli elfi di Wilcannia.
EM 6.450 circa
Fine della Guerra dei Nodi della Natura. La regione di Injune, devastata, viene abbandonata sia dagli elfi della luce che da quelli delle tenebre.

Con i territori di Gyradetsu che ancora dovevano recuperare dalla prima grande guerra tra orog e aelathdar, con l’impero di Erenkoy ritiratosi a leccarsi le ferite dopo la grande sconfitta nella Seconda Guerra dei Draghi, e i regni di marardin e aelathdar dell’Helgolander settentrionale devastati, l’attenzione di Yog si diresse verso il resto di Carnamah, per completare la sua opera di corruzione.

Ghapaw, ormai resosi conto della minaccia, ma incapace di percepirne il responsabile, decise di erigere una sua roccaforte inespugnabile nel Kihti settentrionale. Visioni e grandi ammonimenti visitarono gli aelathdar di Wilcannia e i marardin di Roccia Nera: essi percepirono il nemico come qualcosa di alieno e completamente estraneo alla loro mentalità. I goblin e gli orog non erano comparsi nei loro territori, e proprio per questo Ghapaw decise di preparali prima che potessero essere presi di sorpresa. D’accordo con Eil radunò i regnanti dei marardin e degli aelathdar e fece stringere loro un accordo destinato a durare nei millenni: così il Regno di Wilcannia sorse possente nel Kihti settentrionale, un luogo di pace e di splendore protetto dai marardin e dagli aelathdar uniti.

L’ombra scura di Yog si insinuò anche in questo luogo sacro. I fyrathesti, attratti come falene dal potere dei Nodi della Natura, che potenti scorrevano nel territorio di Wilcannia, attraverso tunnel e condotti sotterranei arrivarono fino ai territori di Injune. Come incubi, nelle notti essi fuoriuscirono dalle profondità del sottosuolo e attaccarono marardin e aelathdar. Una battaglia cruenta e violenta, da cui gli aelathdar di Wilcannia, incapaci di battersi, furono costretti a ritirarsi.

Rispettando il patto stabilito, i marardin di Roccia Nera levarono le loro asce in alto pronti a combattere: ne seguì una grande guerra alla fine della quale i fyrathesti vennero sconfitti, ma solo al costo delle grandi risorse magiche di Injune. Anche gli aelathdar, visto il territorio ormai devastato lo abbandonarono a se stesso, nella speranza che col tempo le sue risorse magiche sarebbero tornate a fiorire.

 

La Terza Guerra dei Draghi

Casella di testo: La Terza Guerra dei Draghi

EM 6.650 circa
Elfi e nani formano il protettorato di Erdek. 
I draghi neri creano il proprio dominio nella palude del Siretul.
EM 6.630 circa
Inizio della Terza Guerra dei Draghi. I draghi neri attaccano Gradets.
EM 6.600 circa
Declino del Regno di Gradets. I draghi neri fondano Dospat. I nani degli abissi distruggono i domini naneschi dei Daglari.
EM 6.580 circa
Inizio del Regno dei Draghi di Gradets. Gli orchi di Gradets vengono assoggettati dai draghi di Siretul. Fine della Terza Guerra dei Draghi.
EM 6.550 circa
Erdek viene conquistata dagli orchi e dai draghi neri. Gli orchi dissidenti si rifugiano a Kozani e poi a Zakros dove entrano in conflitto con gli elfi.

Al sud, intanto, aelathdar e marardin, sopravvissuti alla guerra contro gli orog, ma separati da Sparti, si unirono alla stessa maniera degli abitanti di Wilcannia. Essi stabilirono un protettorato nella regione di Erdek e ne chiusero gli accessi, edificando enormi cittadelle ai valichi che concedevano l’accesso all’interno del territorio circondato dalle vette dei Monti Hateg, abitati dai marardin. Gli aelathdar si nascosero nel profondo delle foreste, ma col tempo si avvidero che non avrebbero potuto sopravvivere a lungo in solitudine: accordatisi con i marardin, iniziarono a mandare spedizioni composte da membri di entrambe le razze oltre i valichi, per cominciare un piccolo commercio con le città degli orog più vicine ai Monti Hateg.

Nello stesso periodo l’essenza di Yog trovò altri vassalli da corrompere e guidare: egli guidò uno stormo di draghi neri, fuggiti da Edenderry in seguito alla guerra tra goblin e aelathdar, verso Gyradetsu, oltre le terre degli orog e vicino alle grandi pianure di Gyda. Lì i draghi trovarono una dimora adatta a loro, e in mezzo alle lugubri paludi del Siretul iniziarono a complottare e progettare la caduta di Elehcmi e i suoi figli.

Ormai tutto Carnamah era coinvolto nella spirale della corruzione, ma ancora orgogliosi gli aelathdar e i marardin si levavano sul territorio che Yog voleva solo per sé. I draghi neri furono i suoi primi accoliti: sotto l’aspetto di Azua evocò il potere dei grandi rettili e li condusse in forze sopra i cieli di Gyradetsu. Le ultime forze degli orog cercarono di opporre una timida resistenza, ma il destino delle pianure di Gyradetsu era ormai inevitabilmente segnato.

I draghi occuparono le rovine della città di Dospat, dove un tempo regnava Re Tal. Qui, con gli orog al loro servizio, edificarono monumenti a loro nome e inneggianti la loro potenza: la città venne ribattezzata Thosspaat, e sul trono del Signore dei Draghi sedette il re di tutti i Draghi Neri.

Attratti dal potere di Yog e dei draghi, i fyrathesti e gli anduarin sciamarono verso sud e si posero al servizio del Signore dei Draghi, allo scopo di distruggere i loro fratelli che ancora adoravano Eil e Ghapaw. A cavallo di draghi possenti, gli anduarin volarono verso i domini marardin dei monti Daglari e li distrussero, mentre i fyrathesti insegnarono ai Draghi Neri come attingere alla magia di Carnamah e utilizzare la stessa magia degli aelathdar contro di essi.

Gli orog, ormai avviati verso la barbarie più completa, erano diventati schiavi dei Draghi Neri, dei fyrathesti e degli anduarin. In mezzo secolo, il grande e possente regno degli orog era scomparso, svanito nel nulla: il Regno dei Draghi di Gyradetsu era cominciato.

Subito i draghi, assisi sui loro troni ingemmati, iniziarono a meditare piani di conquista. Primi a cadere sotto il loro controllo furono gli aelathdar e i marardin di Erdek. Attaccati dall’aria, dalla terra e dal sottosuolo, i coraggiosi guerrieri marardin e i maghi aelathdar poco poterono opporre alla potenza del Signore dei Draghi e dei suoi eserciti. Schiavizzati e oppressi dai fyrathesti e dagli anduarin, gli abitanti di Erdek cominciarono ad essere deportati a Gyradetsu ed essere usati come servi dal Signore dei Draghi e i suoi comandanti.

Gli ultimi orog civilizzati fuggirono in questo periodo da Gyradetsu e si rifugiarono nei territori di Kozani e Tsakoros, dove entrarono inevitabilmente in conflitto con gli aelathdar che vivevano lì. Cacciati e ripetutamente attaccati, alla fine furono costretti a sopravvivere ai margini della foresta, cercando di avere il meno possibile a che fare con gli aelathdar di Sparti e gli schiavi del Signore dei Draghi.

 

I Campi Insanguinati

Casella di testo: I Campi Insanguinati

EM 6.430 circa
Inizio della Guerra dei Campi Insanguinati. Gli orchi e i draghi neri attaccano Sparti.
EM 6.360 circa
Distruzione del Kosovo. Gli elfi fanno uso del Potere dei Nodi della Natura.
EM 6.350 circa
Devin è tagliato fuori da Sparti. Ribellione nelle terre di Erdek.
EM 6.300 circa
Akul ristabilisce l’ordine nell’Impero di Erenkoy. Massimo splendore dell’Impero dei goblin.
EM 6.280 circa
Prima Battaglia dei Campi Insanguinati.
EM 6.250 circa
I goblin di Erenkoy oltrepassano lo stretto e si uniscono agli orchi. Enosim viene liberato dalla sua prigionia.
EM 6.240 circa
Termina la Guerra dei Campi Insanguinati. Gli elfi costretti a rifugiarsi nel profondo della foresta. Zagora, Atthikas e Zakros conquistate dagli orchi. Akul e Enosim ascendono allo stato di divinità.
EM 6.150 circa
La Guerra di Separazione. Edenderry e Wilcannia mandano aiuti a Sparti. Battaglia di Atthikas.
EM 6.120 circa
I nani si uniscono agli elfi. Totale ribellione di Erdek. Il Re dei Draghi Neri viene ucciso.
EM 6.105
Inizio della fine del Regno dei Draghi di Gradets. I draghi metallici sconfiggono i draghi neri. Erdek nuovamente libera.
EM 6.050 circa
I draghi metallici cacciano gli umanoidi da Sparti. Gli elfi riprendono il controllo della foresta.
EM 6.027
Crollo del Regno dei Draghi di Gradets. I draghi metallici, gli elfi e i nani distruggono Dospat.
EM 5.850 circa
Gli orchi imbarbariti iniziano una vita nomade nelle pianure di Gradets. Una grande piaga colpisce la regione di Gradets, uccidendo 2/3 della popolazione.
EM 5.650 circa (anno 0 del Calendario di Sparti)
Gli elfi di Sparti riescono a ricostruire il proprio regno, ma Devin mantiene la propria indipendenza. Ghapaw, preoccupato per lo sfruttamento dei Nodi della Natura, fonde parte della sua energia vitale con quella dei nodi per diminuirne il potere.

Ormai tutta la regione di Gyradetsu era nelle mani dei draghi e dei loro servitori. Gli aelathdar di Sparti, armatisi e pronti alla guerra, attendevano con impazienza l’inizio dello scontro decisivo.

Come previsto, presto l’esercito dei draghi e degli orog iniziò la sua inarrestabile avanzata. I territori più orientali di Sparti furono i primi a subire il pieno impatto dell’avanzata dell’esercito dei Draghi Neri. Stupefatti, gli aelathdar videro il proprio stesso potere rivolto contro di loro: i draghi bene avevano appreso gli insegnamenti dei fyrathesti, e i loro poteri li rendevano invincibili. Come una formazione compatta, l’esercito degli orog tagliò attraverso i territori degli aelathdar, ed un’ultima disperata resistenza fu operata dagli aelathdar nel Kosovo. Visti i loro poteri inutilizzabili, gli aelathdar di Sparti decisero di rivolgere contro i draghi gli stessi poteri che essi stavano loro sottraendo: e così in un solo giorno le energie magiche di molteplici nodi vennero liberate, e centinaia di draghi perirono. Della foresta un tempo rigogliosa del Kosovo, poco o nulla rimaneva, e gli aelathdar si scoprirono all’improvviso deboli contro le orde degli orog, che avevano sottovalutato.

Nell’est il principato aelathdar di Devin venne tagliato fuori dal resto della guerra, evitato da orog e draghi, ormai incentrati nella conquista di Alasehir. La distruzione del Kosovo e la morte di tanti draghi fece sì che la morsa del potere si allentasse all’interno del Regno di Gyradetsu: Erdek, il territorio più lontano dal centro del potere, fu preda della ribellione dei marardin e degli aelathdar lì schiavizzati. Gli orog, incapaci di distribuire un numero abbastanza alto di forze, lasciarono perdere la ribellione a Erdek, per concentrarsi sulla caduta di Sparti.

Intanto le guerre di successione a Erenkoy vennero poste a termine dall’ascesa al potere del nuovo imperatore goblin, Akul il Sanguinario: questi riunì le fazioni divise dell’impero e seguendo una visione di una ricca terra oltre lo stretto di Erenkoy, radunò un grande esercito per ricondurre i goblin nelle terre da cui erano fuggiti secoli addietro, allo scopo di tornarvi da conquistatori.

Alasehir era ormai circondata, e le forze magiche degli aelathdar parevano agli sgoccioli: neppure l’intervento dei marardin fu di qualche utilità, e le battaglie dei Campi Insanguinati esigettero un grande tributo di vittime tra tutti i partecipanti alla guerra.

Le nere navi dei goblin oltrepassarono lo stretto e si unirono all’esercito degli orog: Akul dettò al Signore dei Draghi le sue condizioni e poi, scelto un gruppo di potenti maghi e guerrieri, decise di intrufolarsi all’interno di Alasehir, per liberare l’unica persona che avrebbe potuto dare l’accesso al suo esercito nella città degli aelathdar. In una notte senza luna, abitata solo dagli spettri dei combattenti morti, il re dei goblin aprì la volta dove da tempo immemore erano imprigionati Leunam e Enosim. I due gemelli avevano meditato vendetta contro coloro che li sconfissero all’epoca della Seconda Guerra dei Draghi ed erano pronti a combattere per distruggere tutti i figli di Elehcmi.

Enosim, Leunam e Akul percepirono chiaramente la presenza di Yog in quella notte fatidica. Egli promise loro il dominio del mondo se lo avessero servito fedelmente per sempre: senza pensarci due volte Enosim uccise Leunam; in questo modo sarebbero stati solo in due a spartirsi il mondo. Fuggiti da Alasehir, Enosim e Akul guidarono gli orog a numerose vittorie: le Guerre dei Campi Insanguinati erano ormai perdute dagli aelathdar che si asserragliarono all’interno di Alasehir. I territori circostanti, Tsagophya, Tsakoros e Avvichas, erano in mano all’esercito dei Draghi Neri.

Akul e Enosim, guidati dalla voce di Yog, lasciarono il campo dei Draghi Neri per raggiungere Ladozkoe: qui apparve loro in visione Yog che conferì ad essi poteri divini.

Il tempo passava, e i draghi preferirono attendere e assoggettare definitivamente i territori conquistati prima di distruggere Alasehir. Messaggeri aelathdar partirono alla volta di Edenderry e Wilcannia per chiedere aiuto, mentre a Erdek, gli orog erano costretti a combattere strada per strada per tenere a freno la ribellione dei marardin e degli aelathdar.

Un’alba di sangue salutò l’arrivo delle truppe di Edenderry e Wilcannia sulla costa di Tsakoros. La battaglia si riaprì con una violenza inaudita e nei territori di Avvichas avvenne lo scontro finale. Facendo uso dei poteri dell’Albero della Vita di Edenderry i sommi maghi aelathdar affrontarono in battaglia il Re dei Draghi Neri, uccidendolo e gettando nel panico l’esercito dei draghi. A cavallo dei draghi metallici, i marardin giunsero da Schwyz, Glaris e Roccia Nera, sconfiggendo i draghi cromatici al servizio del Signore dei Draghi. Intanto, aiutati dagli aelathdar di Wilcannia, i popoli di Erdek si liberarono completamente dal giogo dei loro oppressori, cacciando gli orog dai loro territori.

L’ira dei draghi metallici si riversò su Gyradetsu. Le città degli orog vennero rase al suolo, e gli aelathdar passarono al fil di spada tutti gli orog e i goblin che non riuscirono a fuggire nelle pianure o oltre lo Stretto di Erenkoy. A Thosspaat si svolse lo scontro finale della lunga guerra dei Campi Insanguinati: usando potenti magie i maghi aelathdar fecero sprofondare nel sottosuolo la città degli orog, seppellendola sotto chilometri di roccia e detriti. Gli ultimi draghi cromatici fuggirono e si dispersero nei cieli di Carnamah, mentre gli orog, sconfitti, furono ridotti ad una vita nomade per le pianure di Gyradetsu, afflitti da una pestilenza, invocata su di loro dai sacerdoti aelathdar e marardin, che nel giro di poche generazioni ne falcidierà la popolazione, condannando gli orog superstiti ad un’esistenza barbarica e violenta, lontana dagli splendori della loro epoca d’oro.

Posta definitivamente termine alla minaccia degli orog e dei draghi, gli aelathdar di Sparti cominciarono a ricostruire il loro regno, anche grazie al potere di Ghapaw che fuse parte della sua essenza divina con i Nodi della Natura, per alimentarne nuovamente il loro potere, ormai quasi svanito alla fine della lunga guerra. Il regno di Devin, rimasto separato da Sparti durante la Guerra dei Campi Insanguinati, decise di mantenere la propria indipendenza, mentre gli abitanti di Erdek ricominciarono i loro commerci via terra e via mare con gli abitanti del resto del continente.

Maledetti più volte sia dagli aelathdar che dai marardin, i territori degli orog furono lasciati abbandonati, abitati soltanto dai pochi orog imbarbariti che erano sopravvissuti ai grandi massacri e alla pestilenza seguita alla fine della Guerra dei Campi Insanguinati. Intanto a occidente l’Impero di Erenkoy, nuovamente privo di una guida, tornava velocemente a sfaldarsi.