Capitolo 4 – La Guerra dei Mille Anni

 

Il Ritorno degli Orchi

Casella di testo: Il Ritorno degli Orchi

EM 2.750 circa
Inizio della Guerra dei Mille Anni. I maghi di Parowan evocano i demoni abissali e guidando i goblin riconquistano Erenkoy. Tutta la costa di Mayo e la parte meridionale di Tuam cade sotto il controllo di Parowan.
EM 2.710 circa
Numerosi orchi giungono da oriente, oltre Omsk, e minacciano Onezgoe e Gyda.
EM 2.6500 circa
Gyda e Menzies vengono distrutte dagli orchi. Fondazione dei magi combattenti di Onezgoe.
EM 2.630 circa
Gli orchi oltrepassano i Daglari e giungono a Gradets.
EM 2.610 circa
Devin resiste agli attacchi degli orchi. Gradets e Erdek vengono poste sotto assedio.
EM 2.584
Gli orchi conquistano Dospat e Murgash e con esse le ultime città del Gradets orientale.
EM 2.579
Anche Erdek cade. Edremit viene conquistata dagli orchi.
EM 2.550 circa
Parowan continua ad assaltare Parnis. Numerosi profughi da Kosovo e Zagora raggiungono Zakros. Gli orchi di Ladozkoe si uniscono alla guerra.
EM 2.510 circa
Zagora e Kosovo vengono distrutte dagli orchi. Gli orchi di Kozani si uniscono agli invasori. Inizio dell’assedio di Zakros.

Seppure sconfitti durante la guerra contro Parnis, gli stregoni di Parowan non desistettero dai loro propositi di conquista, e continuavano ad osservare dall’alto dei Monti del Grande Fuoco i ricchi territori a est del Lago Maruin. Durante una notte infernale e sotto l’auspicio di Enosim, i maghi richiamarono i demoni dagli abissi infernali e radunati i goblin al loro servizio rincominciarono la battaglia contro Parnis, riprendendo Erenkoy e assoggettando Mayo e tutta la costa meridionale di Tuam. Il Sommo Patriarca cercò di organizzare una controffensiva, ma le forze di Parowan erano centuplicate dal potere dei demoni, mentre le preghiere dei fedeli di Elehcmi sembravano risuonare nel vuoto.

Così mentre le grandi forze del Grande Impero Ampoalano combattevano ad ovest, richiamando le truppe che presidiavano i confini orientali dell’impero, una nuova minaccia si profilava all’orizzonte: attraverso gli ampi deserti di Omsk un’imponente orda di orchi comparì in Carnamah e si diffuse velocemente per il sud-est, entrando in contatto con i magi di Onezgoe e combattendo con le poche truppe imperiali lasciate a difesa di Gyda. Gli ampoalani, divisi su due fronti, cercarono di arginare entrambi i conquistatori, ma le poche truppe spedite ad oriente, poco poterono contro l’avanzata degli orchi: Menzies e Gyda caddero sotto l’avanzata dell’orda. Solo il nobile sacrificio di Arslan permise ai magi di Onezgoe di respingere gli orchi, e sulla sua tomba i maghi suoi alleati promisero di apprendere anche le vie di Polan per difendersi dal nemico e fondarono l’ordine dei magi combattenti di Onezgoe.

Seppur sconfitti dai magi ad Onezgoe, gli orchi trovarono via libera a occidente e, aggirati gli irti Daglari, penetrarono nel Gradets e misero a ferro e fuoco la regione mentre il grosso dell’esercito imperiale era ancora impegnato in occidente per liberare le terre aldilà dello Stretto di Erenkoy. Il Sommo Patriarca tentennava troppo nelle sue decisioni, e le nere navi di Parowan più volte si avvicinarono a Parnis e continue battaglie venivano ingaggiate nelle acque dello Stretto. Intanto gli orchi, alleatisi con i loro simili che vivevano a Kozani sciamarono sulle indifese terre di Gradets ed Erdek, mentre gli aelathdar di Devin, combattevano strenuamente a difesa della loro terra.

In pochi anni le truppe imperiali, meglio armate, ma inferiori di numero, vennero costrette a lasciare ampi territori davanti all’avanzata degli orchi: il Gradets e Erdek bruciavano mentre, con la conquista di Edremit, Dospat e Murgash, l’egemonia ampoalana in oriente aveva definitivamente termine. La popolazione era nel panico, molti degli abitanti del Kosovo e di Zagora abbandonarono le loro dimore e si trasferirono nella pacifica Zakros, aldilà di Sparti, mentre Parnis continuava ad essere cinta da assedio dagli stregoni neri e dalle loro orde infernali. La fede negli dei iniziava a venire meno, quando un ulteriore orda di orchi, fuoriuscita da Ladozkoe si unì ai conquistatori venuti da Omsk. Essi portavano con sé le insegne di Akul e Enosim, ma tutti invocavano il nome del Dio Oscuro, il nome di Yog, che col passare dei secoli aveva edificato un proprio orrendo dominio a Ladozkoe e qui aveva riunito tutte le sue creature. Gli orchi raddoppiati di numero e con al loro servizio molte creature magiche, conquistarono rapidamente le terre abbandonate di Zagora e Kosovo e poi volsero la loro attenzione verso Zakros, dopo che anche gli ultimi orchi di Kozani si erano uniti a loro.

 


La Grande Orda dell’Ovest

Casella di testo: La Grande Orda dell’Ovest

EM 2.455
Parnis viene conquistata dalla Grande Orda dell’Ovest. La città viene rasa al suolo dai draghi cromatici. I paladini si rifugiano a Zakros. 
EM 2.454
Fondazione di Krios.
EM 2.440 circa
Inizio dell’assedio di Sparti. I paladini respingono le orde degli orchi e di Parowan.
EM 2.390 circa
Yog-Danor si manifesta a Ladozkoe e unifica la nazione.
EM 2.383
Unificazione di Injune e elezione del primo re. 
EM 2.362
Sedecrem guida un gruppo di donne ampoalane verso Enisej.
EM 2.350 circa
Fondazione di Enisej.
EM 2.337
Battaglia dei Rodna-Vecha. Sedecrem sconfigge gli orchi e uccide l’incarnazione mortale di Akul.
EM 2.300 circa
I nani aiutano gli elfi di Sparti. Zakros resiste ancora.
EM 2.290 circa
Sedecrem viene elevata allo stato di divinità da Polan. Le donne di Enisej iniziano a farsi chiamare amazzoni.
EM 2.250 circa
Yog-Danor proclama il suo totale controllo sulle terre di Gradets. Fondazione dell’Impero Oscuro di Gradets.
EM 2.240 circa
I draghi cromatici attaccano Zakros.
EM 2.200 circa
Parowan intensifica i suoi attacchi su Zakros ma i paladini continuano a resistere.
EM 2.160 circa
Gli elfi e i nani respingono gli orchi fino a Zagora e Kosovo. Come in passato gli elfi fanno uso dei Poteri dei Nodi della Natura distruggendo gli orchi ma riducendo ad un deserto il territorio delle due nazioni.

Mentre gli orchi avevano devastato le forze dell’impero ad oriente, gli stregoni di Parowan avevano apparentemente allentato la loro presa su Parnis: le truppe imperiali avevano preso fiato e cominciato a rispondere agli orchi, impedendo il loro passaggio nell’Atthikas e liberando parte delle terre occidentali di Zagora. Ma negli oscuri anfratti dei Monti del Grande Fuoco, gli stregoni di Parowan complottavano, osannando e pregando le loro oscure divinità: i grandi draghi cromatici, da tempo sopiti, vennero risvegliati dal potere di Yog e prestarono nuovamente fedeltà agli stregoni neri. Radunati i demoni e i draghi al loro servizio, gli stregoni neri, a capo della Grande Orda dell’Ovest, calarono su Parnis distruggendola e costringendo gli ultimi paladini alla fuga verso Zakros. Lì Lord Illen, guidato dalla luce del Drago di Platino, giunse sul colle di Krios, radunò gli ultimi paladini e fondò il Santuario della Fenice.

Riunitisi agli orchi dell’ovest, gli stregoni neri non ebbero difficoltà ad assoggettarli al loro potere e insieme i due grandi eserciti iniziarono a stringere d’assedio Sparti e Zakros, le ultime terre libere. Il coraggio dei paladini e degli aelathdar fu grandioso, e più volte gli assalti degli orchi e degli stregoni neri furono respinti, anche se a costo di un gran numero di vite.

Mentre i fuochi della guerra divampavano ad occidente, ormai forte del suo potere, Yog poté manifestarsi in tutta la sua potenza: edificò un trono dorato, per parodiare il Trono degli Dei e assiso su di esso diede inizia al suo regno su Carnamah, eleggendo Ladozkoe come sua capitale.

Intanto nel resto del continente si aspettavano con ansia le notizie provenienti dal sud. Nelle Mittelmark i pochi mercanti che avevano ancora il coraggio di attraversare le acque per raggiungere le terre imperiali, riportavano notizie di orrendi massacri, mentre gli abitanti di Wilcannia e delle terre limitrofe meditavano se intervenire o meno: ad Injune gli ampoalani e i kivalo misero fine alle loro rivalità ad elessero un unico re, e più o meno nello stesso periodo, Sedecrem, una guerriera votata a Polan, guidò un gruppo di schiave lontano da Dospat e verso i monti Enisej. Sui picchi montani, inseguite dagli orchi, le donne ebbero una visione da parte di Polan: la visione di una grande città dove sarebbero potute vivere libere e indipendenti e dove mai più uomini e mostri le avrebbero rese loro vittime. Infine Polan si manifestò con i suoi poteri e fermò gli orchi, permettendo a Sedecrem e le sue compagne di fuggire e fondare il regno di Enisej, di cui Sedecrem fu la prima Majestrix.

Ma l’intervento di Polan aveva fatto sì che l’equilibrio tra gli dei venisse infranto: anche Akul prese forma mortale e guidò gli orchi verso Enisej, per distruggere quello che Polan aveva creato. L’antico re dei Goblin aveva fatto male i propri calcoli e sui picchi dei Rodna-Vecha, brandendo la spada benedetta da Polan, Sedecrem guidò le sue guerriere alla vittoria e decapitò l’incarnazione mortale di Akul. Per questo Polan premiò Sedecrem con la divinità, e le donne guerriere che seguirono la guerriera amazzone si iniziarono a fare chiamare amazzoni in suo nome e aprirono le porte di Enisej ai rifugiati che giungevano da Gradets.

Questo duro colpo all’esercito degli orchi fece sì che la loro pressione in oriente diminuisse, mentre in occidente i marardin erano fuoriusciti dalle loro montagne e a fianco degli aelathdar e dei paladini combattevano incessantemente contro gli orchi a difesa di Sparti, Zakros e quel poco che rimaneva dell’Atthikas.

Il potere di Yog era ormai consolidato, e anzi pareva che la morte di Akul avesse più che mai rinforzato il Dio Oscuro, tanto che Elehcmi era impotente contro di lui: i messaggeri del Dio Oscuro ne decantavano le lodi e le sue truppe stringevano in una morsa d’acciaio tutte le terre a est di Devin. L’Impero Oscuro di Gradets era cominciato, e i draghi e gli stregoni neri di Parowan iniziarono ad intensificare il loro attacco contro Zakros; a Sparti, i marardin e gli aelathdar riuniti respinsero definitivamente gli orchi dalla foresta, e li incalzarono verso il Kosovo e Zagora: ancora una volta come millenni addietro, gli aelathdar fecero uso del Potere dei Nodi della Natura e con esso distrussero gli orchi che avevano minacciato Sparti, riducendo Zagora e Kosovo a distese desertiche e spazzando via le magiche città che una volta sorgevano in quei luoghi.


Coram il Pacificatore

Casella di testo: Coram il Pacificatore

EM 2.000
Nasce Coram il Pacificatore.
EM 1.990 circa
Le amazzoni di Enisej accorrono in aiuto di Gradets e Gyda.
EM 1.970
Coram inizia il suo viaggio per le terre ampoalane, riunendo uomini valorosi per combattere contro Yog-Danor.
EM 1.965 circa
Primi attacchi contro Ladozkoe. Coram giunge a Onezgoe e convince i magi di Alagh a partecipare attivamente alla guerra.
EM 1.960 circa
I magi di Alagh arrivano in soccorso dei paladini e insieme respingono gli orchi verso sud. Coram viaggia verso Injune.
EM 1.950 circa
Truppe inviate da Injune giungono a Menzies. Coram viaggia verso Wilcannia.
EM 1.940 circa
Menzies viene conquistata da Injune. Wilcannia e Roccia Nera si preparano alla guerra. 
EM 1.920 circa
I paladini di Zakros distruggono le roccaforti degli stregoni di Parowan, riconquistando la regione di Aliverion. 
EM 1.854
Consiglio di Alasehir. Coram convince Onezgoe, Zakros, Sparti, i nani e Enisej a stilare un trattato d’alleanza.

Carnamah ardeva per i fuochi della guerra e l’influenza del Dio Oscuro era avvertita per tutto il continente, quando in una piccola cittadina nel cuore del Gradets devastato nasceva un piccolo bambino, che con il suo agire avrebbe cambiato il corso della Ruota del Fato: il suo nome era Coram, e sarebbe stato in futuro conosciuto come il Pacificatore.

Le leggende sul piccolo Coram e i suoi atti di bontà e carità presso le popolazioni schiave di Gyda sono ben conosciute e diffuse, così come del suo primo incontro con Elehcmi e del suo apprendimento della missione che era stato incaricato di compiere. Prima che Coram iniziasse il suo viaggio, le amazzoni di Enisej erano intervenute a favore degli schiavi di Gradets e Gyda, e avevano liberato Coram e i suoi dalla schiavitù degli orchi e dei loro alleati. Libero, Coram iniziò il suo viaggio per le terre ampoalane, guidato dalla luce di Elehcmi e con l’intenzione di radunare uomini coraggiosi, disposti a combattere contro il Dio Oscuro e i suoi servi.

Le amazzoni, rinvigorite dalle vittorie in Gyda e nel Gradets orientale, compirono i loro primi attacchi contro Ladozkoe, riuscendo soltanto a procurare pochi danni alle truppe di orchi asserragliate nel Territorio della Morte; nel frattempo Coram giunse a Onezgoe, e dopo aver superato difficilissime prove, convinse i magi di Alagh a entrare nel conflitto: lo stesso Alagh apparve davanti alla corte dei maghi di El’nja e diede il suo consenso affinché i magi rinunciassero alla loro neutralità.

Mentre Coram continuava il suo viaggio verso Injune, le navi volanti dei magi di Onezgoe levarono le ancore e portarono aiuto ai paladini: insieme i allontanarono gli orchi dai confini di Zakros.

Coram intanto, dopo aver convinto gli ampoalani e i kivalo di Injune ad entrare nella guerra e portare sollievo alle popolazioni schiave di Menzies, si diresse verso Wilcannia: qui il Pacificatore venne rapito dall’incantesimo del Re degli Aelathdar, ma col tempo e la pazienza che gli erano propri convinse anche i marardin di Roccia Nera e gli aelathdar di Wilcannia a unirsi alla lotta.

Coram venne liberato dalla sua prigionia presso la corte degli aelathdar, e nel frattempo Menzies era stata liberata dall’esercito di Injune, e gli orchi costretti a ritirarsi verso Gyda: da lì a poco anche gli eserciti degli aelathdar e dei marardin provenienti da Wilcannia si sarebbero uniti alla guerra.

Mentre nell’est le forze del Dio Oscuro venivano lentamente ricacciate dall’avanzata degli eserciti radunati da Coram, a ovest i paladini, senza più l’incombenza della guerra contro gli orchi, iniziarono a strappare agli stregoni di Parowan i territori perduti: iniziò proprio in questo periodo la lunga guerra, che si sarebbe perpetrata per millenni, per il controllo del territorio di Aliverion.

Tornato nelle terre meridionali, Coram radunò gli eserciti fedeli ad Elehcmi ad Alasehir. Qui aelathdar, marardin, paladini, magi e amazzoni si riunirono al Consiglio di Alasehir e strinsero un’alleanza allo scopo di spezzare l’egemonia del Dio Oscuro e dei suoi seguaci sulle terre di Gradets e liberarle dalla schiavitù.

 

La Caduta del Dio Oscuro

Casella di testo: La Caduta del Dio Oscuro

EM 1.981
Devin e Sparti sconfiggono gli orchi a Kosovo e Zagora nella Battaglia dei Demoni Urlanti.
EM 1.970 circa
Le amazzoni di Enisej, gli elfi e i nani liberano il Gradets meridionale.
EM 1.967
Battaglia del Morava. Gli orchi vengono sconfitti e costretti a ritirarsi.
EM 1.950 circa
Coram arriva a Krios e organizza la controffensiva dei paladini di Zakros.
EM 1.930 circa
Ripetuti attacchi contro Edenderry spingono gli elfi a schierarsi contro Parowan e rompere la loro neutralità.
EM 1.923
Liberazione di Tuam da parte di Edenderry. 
EM 1.915 circa
Coram giunge nelle Mittelmark e ferma la Lotta di Successione. I nani di Schwyz e Glaris offrono il loro aiuto agli umani.
EM 1.900 circa
Nani e umani di Mittelmark attaccano i goblin delle pianure dell’Helgolander, respingendoli verso sud. 
I nani dell’Ordine del Martello e i paladini portano a Krios i Martelli Sacri e le Spade dei Draghi. 
EM 1.890 circa
Coram libera i draghi metallici dal loro sonno. 
EM 1.875 circa
Ladozkoe viene accerchiata dagli Eserciti di Elehcmi.
EM 1.850 circa
Yog-Danor richiama i draghi cromatici a Ladozkoe. 
EM 1.840 circa
Gli orchi vengono cacciati da Gradets e Erdek.
EM 1.810 circa
Con tutte le terre ampoalane riconquistate, gli Eserciti di Elehcmi dichiarano una tregua. Parowan si ritira dalla lotta.
EM 1.801
Consiglio di Murgash. I maestri artigiani di Glaris iniziano a creare le Armi Sacre. Gli Eserciti di Elehcmi radunano le forze.
EM 1.795
Armati delle Armi Sacre gli Eserciti di Elehcmi si muovono verso Ladozkoe per porre fine all’Impero di Yog. 
EM 1.793
La Maledizione di Glaris. Yog-Danor distrugge il regno di Glaris. I demoni imperversano nelle Mittelmark.
EM 1.789
Gli Eserciti di Elehcmi riconquistano definitivamente Gyda e si preparano a invadere Ladozkoe. 
EM 1.788
Battaglia del Castello dei Morti. I magi di Onezgoe si uniscono all’Esercito di Elehcmi. Invasione di Ladozkoe. Coram, aiutato da Radagast, uccide Yog.
Dispersione del sangue e la Nascita degli Insanguinati e delle Armi del Sangue. Fine della Guerra dei Mille Anni.

Stretta l’alleanza, le forze della luce cominciarono così la controffensiva contro il dominio del Dio Oscuro. Questi rivolse le sue forze verso il regno degli aelathdar, ma questi ingaggiarono coraggiosamente battaglia nelle devastate terre di Kosovo e Zagora, sconfiggendo nella Battaglia dei Demoni Urlanti l’orda degli orchi al servizio di Yog.

La vittoria in occidente permise agli aelathadr di unirsi ai marardin dei Daglari e alle amazzoni e di attaccare insieme le roccaforti di Yog nel Gradets Meridionale. Dopo tre anni di lotta, le forze degli orchi dell’est, sconfitte infine alla Battaglia del Morava, furono costrette a ritirarsi.

Nel frattempo Coram riprese il suo viaggio e, giunto a Krios, radunò intorno a sé gli ultimi paladini di Zakros. Essi ancora combattevano duramente contro gli stregoni di Parowan, i quali, più volte sconfitti iniziarono a volgere la loro attenzione anche verso nord, commettendo l’errore di suscitare l’ira degli aelathdar di Edenderry. Questi infransero il loro patto di neutralità e entrarono nella lotta, iniziando a reclamare le terre di Tuam. La forza magica degli aelathdar di Edenderry fu talmente superiore, che in poco tempo gli stregoni di Parowan furono costretti a ritirarsi: Coram ebbe così la via spianata e proseguì oltre il suo viaggio, diretto verso l’Helgolander settentrionale, arrivando nelle Mittelmark dove le leggende vogliono che pose termine alla Lotta di Successione e instaurò un nuovo re. I nani di Schwyz e dei Glaris, riappacificatisi con gli umani delle Mittelmark grazie a Coram, decisero di entrare nella lotta contro Yog e le sue orde.

Le forze del nord unite scesero così insieme verso sud, verso i territori di Parowan; dapprima essi sconfissero i goblin dell’Helgolander occidentale, ponendo per lungo termine fine alle loro scorrerie. Radunati da Coram, i paladini di Zakros e i marardin dell’Ordine del Martello, presero con sé le armi sacre benedette da Eil e Polan nella guerra contro i draghi e i goblin nell’antichità e le portarono a Parnis per combattere la Grande Orda dell’Ovest. Coram salutò i suoi compagni e poi da solo attraversò le acque del Vesteralen e giunse nel luogo in cui i draghi metallici stavano riposando: qui il Pacificatore risvegliò i draghi, e a cavallo del loro dorso tornò indietro verso le terre ampoalane.

Riunite così le forze dei fedeli di Elehcmi, Coram guidò le truppe verso Ladozkoe: accerchiato e indebolito in occidente, Yog tentò un’ultima disperata difesa, richiamando a sé i draghi cromatici che combattevano ancora in occidente. Gli orchi, privi della loro forza, furono facilmente sconfitti e respinti, le loro truppe allo sbando, disseminate per le terre brulle intorno alle Pianure di Gradets: con questo evento la presa degli orchi su Gradets e Erdek venne finalmente rimossa. Le forze alleate sancirono un’interruzione del conflitto e si radunano a Murgash, mentre gli stregoni di Parowan, provati dallo scontro con Edenderry, si ritirarono dalla guerra.

Il Consiglio di Murgash deliberò infine che la presenza del regno di Yog era un affronto alla santità di Elehcmi. Coram giunse a Murgash e portando la benedizione di Elehcmi, fece sì che i mastri artigiani forgiassero nuove armi sacre, da usare nell’imminente scontro finale. Gli Eserciti di Elehcmi si mossero così verso Ladozkoe: ma grande era il potere di Yog e maggiore la sua ira. Egli si vendicò, scatenando l’inferno su Glaris: il Re dei Marardin, perì nella tempesta di fuoco e l’antico regno scomparve in una notte, facendo così perdere le tracce della Scatola di Xela. Prive di protezione le Mittelmark furono assalite dai demoni, e così i territori di Kihti e del Gradets: ma la magia degli aelathdar e le armi sacre riuscirono a respingerli.

In poco tempo gli Eserciti di Elehcmi distrussero le difese di Yog: il regno degli orchi di Gyda venne annientato, e le forze alleate si radunarono nella piana di Ladozkoe.

Al Castello dei Morti, Yog guardava il suo regno del terrore sbriciolarsi intorno a lui: il suo potere vanificato, i suoi demoni annientati. Accompagnato dal mago Radagast, Coram e con altri pochi fedeli alleati si introdusse nella roccaforte del maligno e lo affrontò in battaglia: mentre Radagast sconfiggeva Enosim e lo costringeva alla prigionia nel Reame Grigio, Coram armato della Spada di Elehcmi duellava con Yog. Gli Eserciti di Elehcmi nel frattempo avevano iniziato il loro scontro finale contro l’Armata delle Tenebre e in quei luoghi si tenne l’epica battaglia che avrebbe concluso la Guerra dei Mille Anni.

1788 anni prima dell’inizio dell’Era dei Mortali, Coram brandì il colpo mortale verso Yog, e l’Oscuro Dio perì insieme ai suoi figli: il Sangue Divino venne sparso e tutti i nobili ampoalani e coloro che avevano partecipato allo scontro ne ricevettero una porzione, dando così inizio alle Seconde Stirpi degli Insanguinati.

Con la morte di Yog, Coram aveva terminato il suo compito: il suo vecchio corpo si adagiò al suolo e insieme a Radagast venne condotto alla gloria di Elehcmi. La Guerra dei Mille Anni si era conclusa.