Aelathdar (Elfi)

 

AELATHDAR (Elfi della Luce)

Una delle prime razze senzienti a calcare il suolo di Carnamah, gli Elfi sono da sempre stati protagonisti della lunga e travagliata esistenza del continente, combattendo contro le Forze del Male sin dai tempi della prima Guerra dei Draghi. Una razza votata alla causa del Bene, quella elfica è fonte di ispirazione per tutti i valorosi cavalieri che lottano per sostenere questi nobili ideali. Ma dovunque splenda la luce, l’ombra riesce ad insinuarsi, e qui si collocano i malvagi elfi delle tenebre, i Corrotti, coloro che hanno rinnegato la Luce. Puniti per il loro tradimento, questi ultimi furono condannati a trascorrere il resto dell’eternità nell’oscurità degli abissi del mondo sotterraneo.

La razza degli elfi della luce è stata oggetto di studio da parte di numerosi saggi e maghi, e sembra essere dotata di una propensione naturale per tutto ciò che è magico. Gli elfi della luce, o Aelathdar, hanno un’altezza che varia dai 130cm di alcune femmine ai 180cm di alcuni maschi di stirpe pura, discendenti dei Primogeniti, i primi elfi creati da Ghapaw, ma la maggioranza degli elfi è alta intorno ai 150-155cm. La corporatura di un Aelathdar è minuta rispetto all’altezza, andando dai 30 ai 50-60Kg nei casi degli individui di altezza maggiore o dotati di una maggiore massa muscolare: elfi sopra i 60Kg, anche tra i più abili guerrieri di stirpe pura, sono una rarità.

Pur senza dividersi in numerose sotto razze come gli umani, gli elfi possono avere i capelli di qualsiasi colore, dal castano scuro al biondo platino. Gli occhi possono essere di qualsiasi colore, anche nelle combinazioni più improbabili. Per quanto riguarda la carnagione, gli elfi sono quasi tutti di carnagione chiara e d’estate tendono ad assumere un colorito bronzeo, senza scottarsi, mentre d’inverno la loro pelle diventa più chiara, come se fossero dotati di una abilità naturale di mimetismo. Gli elfi hanno i lineamenti facciali molto ben cesellati e angolati e di una bellezza innaturale. Non si sa di un elfo nato con un aspetto sgradevole, e un eventuale brutto aspetto è sicuramente da doversi al ferimento accidentale o a qualche effetto magico subito dall’individuo. Gli elfi mancano completamente dei canini e hanno delle grandi orecchie a punta (anche se non sono così grandi come molti vorrebbero far credere).

Tutti gli elfi sono dotati dell’abilità di vedere al buio, abilità che permette agli elfi di cacciare alla luce delle stelle come se fosse giorno e allo stesso momento di apprezzare le meraviglie del cielo stellato che splende sopra le loro teste (gli Aelathdar si definiscono infatti figli delle stelle, Ruathlath, in contrapposizione agli elfi delle tenebre, Fyrathesti). Non solo la vista, ma tutti i sensi di un elfo sono particolarmente affinati, cosa che permette loro di ricevere notevoli vantaggi quando sono a caccia o alla ricerca di qualcosa.

Gli elfi, seppure molto longevi, non sono immortali come narrano alcune leggende. In media un elfo può raggiungere i 500 anni d’età, con i più anziani che possono arrivare a sfiorare i 1000 anni, anche se sono veramente in pochi coloro che vi riescono; si dice che i rimanenti elfi di stirpe pura possano arrivare a superare i 1000 anni, ma nessuno ha mai mostrato prove certe di ciò.

Alla morte gli elfi né si dissolvono né sentono il bisogno di partire verso una terra lontana, come racconta una leggenda datata prima della Guerra dei Mille Anni, ma vengono riabbracciati dalla Madre Terra per entrare in comunione con essa. I druidi e i maghi elfici si riferiscono a costoro come gli Spiriti della Terra, il cui compito è quello di preservare intatte le risorse naturali di Carnamah. Un elfo viene considerato adulto quando raggiunge l’età di 100 anni, momento in cui il suo corpo è completamente sviluppato e può essere paragonato a quello di un umano di 18 anni. Prima di questa età l’elfo ha l’opportunità di apprendere una grande quantità di nozioni, che lo rendono dal punto conoscitivo superiore ad un umano di 18 anni.

Gli appartenenti a questa razza amano la vita e le cose positive che questa offre: la magia, la musica, la danza e la bellezza. Gli elfi, e particolarmente coloro che hanno avuto modo di avere meno contatti possibili con il mondo esterno alle loro foreste, tendono a prendere le cose con molta tranquillità, valutando attentamente ogni situazione, senza mai farsi prendere dalla fretta: questa loro attitudine li fa considerare spesso altezzosi e boriosi dalle altre razze, ma d’altronde essendo creature che possono vivere per un millennio e che amano la vita, nessuna decisione sembra essere mai presa troppo alla leggera. Ciò nonostante gli elfi non mancano di stringere amicizia con membri di razze dalla vita più breve, e un amico non verrà mai dimenticato da un elfo, così come un nemico.

La leggendaria inimicizia tra elfi e nani non è così radicata quanto la gente si immagina ed è più che altro una questione dei rapporti intercorsi tra le due razze nella regione in cui esse si trovano a vivere. Se i rapporti tra i nani di Schwyz e gli elfi di Edenderry sono tesi per la chiusura di Edenderry a qualsiasi rapporto con coloro che vivono all’esterno del territorio elfico, lo stesso non si può dire degli elfi e dei nani che vivono a Erdek, i quali collaborano attivamente al benessere della regione e se hanno qualche contrasto questo ricade facilmente nell’ottica delle lotte economiche tra i principati. Ottimi rapporti esistono tra gli elfi e gli gnomi, soprattutto con gli gnomi delle foreste, con i quali gli elfi condividono lo spazio vitale.

Tre sono le nazione elfiche del mondo di superficie, Edenderry, Sparti e Wilcannia, con Devin e gli elfi di Tuam considerati come vassalli di queste nazioni maggiori. Effettivamente solo nelle prime tre la cultura elfica viene mantenuta intatta in tutti i suoi aspetti e nel caso di Wilcannia, gli elfi sono riusciti a far partecipare alla loro forma di vita anche altre razze, quali gli gnomi, gli umani e i nani.

Tutti gli Aelathdar fanno capo al Grande Re, l’unico designato da Ghapaw per guidare l’insieme delle nazioni elfiche, ma dalla scomparsa del Principe Successore a Ladozkoe e la Grande Piaga, l’unità delle tre nazioni è stata minata, fino al sorgere della Confederazione Elfica, che ha aiutato grandemente a restaurare i rapporti tra le comunità elfiche sparse per il continente.

Il tipico villaggio elfico è costituito da un insieme di capanne costruite sugli alberi e unite tra loro da passerelle e ponti di legno che creano una fitta ragnatela tra gli alberi. Esso è costruito nel cuore della foresta, dove la vegetazione è più folta, per permettere agli elfi di muoversi più agilmente tra i rami vicini. La comunità è di solito diretta da un anziano, da un consiglio o da un sacerdote di Ghapaw, e la divisione del potere cambia da regione a regione. Le famose e meravigliose città elfiche sorgono invece nelle radure al centro della foresta, spesso occupando uno spazio di diversi chilometri. L’architettura di queste città è semplicemente sublime, con lunghe e affusolate guglie che si levano verso l’alto e splendide cupole che risplendono alla luce del sole. In queste città risiede l’aristocrazia elfica e i più potenti e nobili della razza fatata. Queste città non si trovano esclusivamente nel cuore della foresta, ma dovunque, all’interno del loro territorio, gli elfi abbiano notato la presenza di ingenti quantità di energia mistica, che essi sfruttano per i propri incantesimi.

 

FYRATHESTI (Elfi delle Tenebre)

La controparte malvagia degli elfi della luce, gli elfi delle tenebre, variano d’altezza tra i 130 e i 155 cm per i maschi e tra i 145 e i 170 cm per le femmine, con un peso che varia tra i 40 e i 50 Kg per i maschi e dai 45 ai 60 Kg per le femmine. Essi hanno i capelli di colore argentato o bianco, cosa che in un elfo di superficie denota sangue fyrathesti nelle vene, gli occhi degli stessi colori di un elfo di superficie, ma con la predilezione per toni accesi come il rosso e il porpora e la carnagione nera come la notte. Tutti gli elfi appartenenti a questa razza sono dotati dell’abilità di vedere al buio tramite l’infravisione, abilità fondamentale per chi voglia sopravvivere sottoterra. Quando la vista notturna è attiva i loro occhi appaiono come due sfere rosse infuocate.

A differenza degli Aelathdar, i Fyrathesti hanno una vita media molto più breve, caratterizzata dal fatto che essi conducono un’esistenza molto violenta, che porta spesso alla morte per cause non naturali. L’età media massima di un elfo delle tenebre raggiunge comunque i 400 anni e i più anziani della razza (particolarmente le Matriarche di Oygor) raggiungono un’età superiore ai 500 anni. Data la natura della loro società, i Fyrathesti maturano più in fretta degli Aelathdar, raggiungendo l’età matura al compiere degli 80 anni.

I Fyrathesti vivono nel sottosuolo in grandi città lontane miglia e miglia l’una dall’altra. Questa razza del sottosuolo odia gli abitanti di superficie e conduce una perenne lotta contro le altre razze con cui divide il territorio, in modo particolare i divoratori di cervelli e occasionalmente i nani degli abissi, di cui più spesso sono alleati, in nome della guerra santa che li unisce contro gli abitanti di superficie. La loro è una società violenta e selvaggia, dove il più forte prevale sul più debole e in cui le Matriarche di Oygor dominano su tutti. Sotto razza dei Fyrathesti, sono i pericolosi ragni centauri, creati dalle Matriarche durante misteriosi rituali.

 

LathARESS (Mezzi Elfi)

I mezz’elfi sono il prodotto dall’unione tra un umano e un elfo o tra due mezz’elfi. Essi possono riprodursi, ma in genere il prodotto dell’unione di un mezz’elfo con un elfo o un umano dà sempre vita ad un elfo o ad un umano. L’aspetto tipico di un mezz’elfo risulta una via di mezzo tra quello dei due genitori, con spesso la parte elfica ad essere quella dominante (i mezz’elfi cui uno dei genitori è un elfo delle tenebre avranno la pelle grigia con i capelli molto chiari). I mezz’elfi hanno tendenzialmente le orecchie a punta.

La vita media di un mezz’elfo si aggira intorno ai 120 anni con picchi di 180 nei casi dei membri più longevi di questa razza. Essi maturano in fretta quanto un umano e nel corso di quasi tutta la loro esistenza mantengono ritmi di vita identici a quelli di un essere umano. Proprio per questo motivo è più facile che i mezz’elfi si trovino a loro agio all’interno delle comunità umane anziché di quelle elfiche, poiché il loro stile di vita si adatta maggiormente a quello degli umani che a quello della razza fatata.

Generalmente le condizioni di vita di un mezz’elfo sono determinate dalla regione in cui vive. Se un mezz’elfo è considerato alla stregua di chiunque altro a Erdek, nelle Mittelmark può venir cacciato come membro della razza elfica, mentre a Injune viene considerato con tutti gli onori dalla popolazione umana, in quanto il suo genitore umano ha avuto l’onore di unirsi ad un membro della razza fatata.

 

Il Metallo Elfico

Oggetto di numerose ricerche e epiche imprese il metallo degli elfi è uno tra gli oggetti più preziosi di Carnamah. Questo minerale deriva il suo nome dal fatto che i primi esemplari furono rinvenuti proprio dagli elfi tra i Monti di Mayo, in un tempo antecedente quello delle Guerre di Separazione. Fra tutte le razze dell’epoca solo gli elfi erano in grado di forgiarlo in splendide armi e armature che avrebbero poi usato in battaglia contro i mostri che infestavano Carnamah in quell’epoca lontana. Quella fu l’era in cui tutti i nobili principi degli elfi e i loro scudieri scendevano orgogliosi in battaglia brandendo le loro magiche armi.

Vennero poi le Guerre di Separazione e l’inizio del declino della razza elfica, la sua divisione e l’arrivo degli umani su Carnamah. Durante il lungo assedio di Sparti molti cavalieri e nobili elfici morirono nelle numerose battaglie susseguitesi nei Campi Insanguinati e molti di questi oggetti leggendari andarono distrutti, perduti per sempre.

La maggior parte degli oggetti sopravvissuti fino ai giorni nostri sono esemplari delle Cotte di Maglia indossate dai nobili di rango minore e alcuni rarissimi esemplari di Armature di Piastre, in possesso delle più alte cariche all’interno dei regni elfici; il Principe Successore indossava proprio una di queste armature quando scomparve a Ladozkoe.

Il metallo elfico è un materiale estremamente leggero e delicato, in grado di essere utilizzato per creare preziose armature di Maglia o di Piastre, il cui peso risulta la metà di quello delle normali armature. I Fyrithesti hanno trovato un ulteriore metodo di sfruttare i poteri dei Pozzi Oscuri, utilizzando le loro particolari energie magiche per potenziare le armi e le armature che essi costruiscono con il metallo elfico, per renderle degli oggetti di magia, mentre in superficie gli elfi hanno ormai perduto le conoscenze necessarie a produrre oggetti di tale potere.

La tecnica di produzione delle armi è invece andata ormai irrimediabilmente perduta, e pochi tra i più anziani saggi elfici sono in grado di enumerare i poteri di queste armi leggendarie. La stessa Woodhold, la spada del re di Sparti, è solo una copia dell’originale, andata perduta durante le Battaglie dei Campi Insanguinati nell’ultimo periodo delle Guerre di Separazione. Le Spade Danzanti, il cui processo di creazione è stato appreso anche da maghi umani e mezz’elfi, sono copie delle originali spade in possesso dei Cavalieri della Lama che Danza, che vennero completamente annientati nelle Guerre di Separazione. Proprio a questo ordine cavalleresco fa inoltre capo la tecnica della Lama che Canta, illustrata qui di seguito.

 

La Lama che Canta

Gli esperti e dedicati guerrieri elfi prendono la loro arte molto seriamente, tanto da aver creato uno stile di combattimento unico. A differenza delle arti marziali delle altre razze, lo stile di combattimento degli elfi, conosciuto come Lama che Canta, pone la bellezza e la semplicità dei movimenti al di sopra della pura forza bruta. La Lama che Canta degli elfi è però tremendamente pericolosa, nonostante tutta la sua grazia e la leggerezza nei movimenti.

La tecnica della Lama che Canta è così chiamata per diverse ragioni. La prima e più ovvia è a causa del fischio prodotto dalla lama mentre si muove attraverso l’aria quando lo spadaccino sta impiegando questo stile. La seconda è per l’ossessivo motivo senza parole che molti dei suoi praticanti cantano durante i combattimenti.

Coloro che praticano la Lama che Canta sembra che ballino durante il combattimento: i loro movimenti sembrano ingannevolmente lenti e eleganti, deviando le lame degli avversari spostandosi avanti e indietro per colpire i propri avversari. La tecnica richiede soprattutto la capacità di disorientare e trarre in inganno l’avversario. I Cantori della Lama non credono nel colpo devastante o in una offensiva forte e prorompente, ma piuttosto nel condurre i loro avversari ad anticipare un attacco completamente diverso, così da sbilanciarli e farli apparire goffi.

La Lama che Canta può essere praticata con qualsiasi arma da mischia di taglia piccola o media, anche se la maggioranza dei praticanti preferisce la spada. A causa della lentezza delle armi ad asta e delle armi a due mani, non esistono studenti della Lama che Canta abili in queste armi.

Un Aelathdar non insegnerà mai questo stile a coloro che non sono elfi, inclusi i mezz’elfi e i Fyrathesti (questi ultimi hanno un proprio stile di combattimento). Gli elfi non fanno eccezioni a questa regola, anche per coloro che si sono dimostrati eterni amici degli elfi o che hanno addirittura sposato il loro modo di vivere. Gli elfi hanno diversi motivi per comportarsi così: il primo è che questo stile potrebbe essere un’arma terribile contro gli elfi nel caso in cui studenti non elfi scegliessero di usarlo in questa maniera. Anche se essi potessero fidarsi di qualcuno come di se stessi, l’insegnamento della Lama che Canta è in definitiva un segreto razziale - un segreto che non verrà rivelato neppure sotto la minaccia di morte. L’unico modo concepibile per un non elfo di apprenderne la conoscenza è attraverso l’uso di potenti magie per forzare un praticante a rivelarne i segreti. In simili casi gli elfi compirebbero un patto di sangue e si metterebbero immediatamente alla caccia del ladro fino a quando questo non sarà stato distrutto.

Il secondo è che esistono così pochi insegnanti della Lama che Canta che essi hanno poca voglia di dedicare il loro prezioso tempo a qualcuno che non sia un elfo. Anche se ciò sembra un pregiudizio contro le altre razze, i maestri di questa arte sono inflessibili nel non addestrare nessuno al di fuori di un altro elfo. Mentre poche altre creature possiedono la grazia necessaria per la complessità dei movimenti della Lama che Canta, essi sicuramente non possiedono il giudizio e l’acume di cui dispone la maggior parte degli elfi.

Infine, motivo principale, pochi altri esseri dispongono del tempo necessario per apprendere in maniera appropriata la Lama che Canta. Negli anni che servono ad imparare i rudimenti della Lama che Canta, un umano potrebbe crescere una famiglia, costruirsi un impiego redditizio, e ritirarsi da uomo ricco. Ci sono numerose altre vie per diventare un abile guerriero, tutte le quali richiedono molto meno tempo dell’apprendimento della Lama che Canta. Anche la maggior parte degli elfi non è desiderosa di spendere il tempo necessario per imparare questa tecnica. Solo i più devoti all’arte del combattimento saranno disposti a trascorrere decadi nell’apprendimento di questo stile.