Kihti

I Kihti sono un vero e proprio mistero. Alcuni studiosi sostengono essi provengano dal continente meridionale, data la loro somiglianza con le popolazioni negroidi del sud, ma nessuna antica cronaca parla della loro migrazione verso nord. Essi furono scoperti dai magi di Alagh, quando questi ultimi fuggirono da Parowan per stabilirsi ad Onezgoe.

Apparentemente i Kihti, una popolazione primitiva e tribale, avevano vissuto per secoli in quella landa, dimenticati da tutti. I magi di Alagh aiutarono i Kihti contro i piccoli draghi che infestavano la loro terra e poi li presero sotto la loro tutela, addestrandoli nelle arti magiche.

I Kihti ora sono parte integrante della magocrazia, e ne compongono la maggioranza della popolazione. Essi hanno un profondo rispetto per Alagh e i suoi sacerdoti e hanno sempre combattuto al fianco dei magi per difendere la nazione. Essi non ricordano praticamente nulla del tempo prima dell’arrivo dei magi ad Onezgoe; si sa solo che vivevano in una società tribale organizzata in numerosi clan, senza un unico centro di potere. La loro religione era rivolta al culto dei morti e degli spiriti, da cui i loro sciamani traevano potere. Con l’arrivo dei magi queste pratiche sono andate poi scomparendo e i Kihti si sono civilizzati, facendo proprio il modo di vita ampoalano.

I Kihti di ceppo puro hanno la pelle color ebano, mentre una pelle brunastra sta a indicare la mescolanza di sangue Ampoalano e Kihti. La loro statura media varia tra i 175 e i 180cm, di corporatura slanciata, con occhi e capelli neri o castani nel caso dei sanguemisti.

Essi hanno una naturale propensione per le arti magiche e furono loro a organizzare la Scuola della Magia da Battaglia e i Guerrieri-Magi di Onezgoe. L’unico dio che essi venerano fra tutti quelli Ampoalani è Alagh, seppure riconoscano l’importanza di Elehcmi e dei suoi figli Polan, Tetam, Ghapaw e Ilpof. Pochi Kihti possiedono il potere della Stirpe, quei pochi che hanno il Sangue degli Dei nelle loro vene sono considerati dei principi fra la loro gente. Essi si prendono cura della popolazione e sono spesso veri e propri paladini del loro popolo.

I Kihti odiano e temono fortemente i draghi, una sorta di memoria razziale che si può tracciare indietro nel tempo fin al periodo precedente l’arrivo dei magi. I Kihti sono gente aperta e disponibile: amano apprendere e a loro volta insegnare agli estranei ciò che conoscono. Ritengono l’uso della magia un atto sacro e disprezzano coloro che ne fanno un uso improprio. Tutti i Kihti cercano fin dall’infanzia di apprendere per lo meno le basi della magia, anche se in seguito apprenderanno un’altra carriera. Tra tutte le razze quella dei Kihti è quella che in percentuale ha il più alto numero di maghi e anche coloro che non sono maghi puri, spesso dispongono di abilità magiche in sintonia con la loro professione.

I Kihti hanno un forte rispetto per la famiglia e per i loro parenti prossimi. Hanno da tempo abbandonato la pratica della faida di sangue e hanno contribuito a cancellare questa pratica dal modo di fare dei magi, ma resta comunque che un insulto verso la famiglia è quanto di più grave si possa fare nei confronti di un Kihti. Anche se quest’ultimo non risponderà immediatamente alla provocazione, è certo che prima o poi troverà il modo di vendicarsi sull’offensore. I Kihti, essendo la più piccola popolazione umana di Carnamah, hanno un forte sentimento che li unisce: un’offesa fatta ad uno di loro è un’offesa fatta a tutto il loro popolo. Un individuo dovrebbe fare quindi bene attenzione prima di entrare in conflitto con uno di essi, soprattutto se il Kihti è in compagnia di altri della sua razza.