LA CHIESA DEL ROSARIO
La
domenica di pasqua del 1931 alle ore 11 fu celebrata lultima
S. Messa nella chiesa del Rosario dal Can. Don Lorenzo Pecoraro.
Subito dopo, uscirono in processione San Michele e la Madonna di
Pasqua, di lì si diressero nella piazza per il tradizionale
incontro.
In
quello stesso anno, la chiesa del Rosario fu chiusa al culto per
le infiltrazioni di acqua che avevano reso pericolante il tetto.
Di
questa chiesa si sa solamente che funzionò di parrocchia fino a
quando non venne aperta al culto l'odierna chiesa Madre.
Le
origini della chiesa del Rosario, la sua data di costruzione, non
sono chiare e se detta chiesa fu Parrocchia o fungeva da
Parrocchia. Se è vero che fin dai primi anni del 600 vi
battezzarono i nati nella terra delli Friddi alcuni
residenti, e poi nel 1653 il figlio del barone Scammacca Giuseppe.
A
questo punto, pare che gli Scammacca abbiano trovato già
costruita la chiesa, ed in questo caso si mette in dubbio che labbiano
costruita i baroni De Miceli, perché sicuramente vennero dopo
degli Scammacca.
Comunque
siano andate le cose sono da dire che una storia documentata
della chiesa del Rosario e di tante altre cose, prima del 1595
non esiste. Si può affermare che sul feudo Friddi
esistevano casolari o masserie con una casa adibita a culto.
La
chiesa di San Gregorio Taumaturgo, la chiesa di S. Anna e la
chiesa di S. Nicolò, tutte costruiscono sulla via reggia che fin
dallanno mille portava ad Agrigento.
Per
quelli come me, che ho impresso nella mente come era dallesterno
e dallinterno la chiesa del Rosario, rimane un rammarico di
averla perduta. Oggi sarebbe un museo di storia se si pensa alle
tante lapidi tombali e scritte sul marmo nel pavimento ed un
magnifico altare maggiore di marmo colorato, tratto dalle cave di
Castronovo di Sicilia.
Sarà
un destino, sarà una iettatura, ma Lercara ancora oggi tenta a
non conservare niente del suo passato. Se entro questi
primi 50 anni del secolo in corso non si faranno i lavori di
ristrutturazione e restauro nella chiesa Madre, i posteri non
avranno loccasione di vederne, seppur modeste, le vestigi.
C.P.