LA FESTA DI SAN GIUSEPPE E LA TRADIZIONE

L’associazione di Maria Ausiliatrice per il secondo anno ha promosso la tradizionale “tavolata di S. Giuseppe”.

Il primo intendimento della festa è quello di far conoscere e mantenere la devozione a San Giuseppe, esempio massimo di virtù mai ripetibile da essere umano.

La tavolata nel terzo millennio pur volendo rievocare la carità per il prossimo, si trasforma in omaggio e ringraziamento alla provvidenza per il nuovo tenore di vita che godiamo, almeno le civiltà occidentali.

Quattro le tavolate di quest’anno, e tutte all’insegna dell’abbondanza dove hanno preso il primo posto i dolci e pietanze che nulla hanno a che fare con la “carestia dei tempi passati”.

Il nostro intendimento è quello di conservare una tradizione divenuta folgore per l’aspetto dell’abbondanza , mentre è punto centrale, quello di accrescere la devozione al santo più venerato dalla cristianità.

Pensiamo fin da adesso che la giornata del 19 Marzo si concludesse con una devota processione per le vie di Lercara del Patriarca San Giuseppe, configurandolo con l’Immacolata, Patrono del nostro paese.

 

LA TRADIZIONE

è la storia minima di ogni paese. Quella di San Giuseppe a Lercara si fa tradizione attraverso le nuove generazioni, nati dall’immigrazione .Lercara nell’800 passa da villaggio agricolo a grosso centro industriale(1840/1900). Gli immigrati da ogni parte della Sicilia, si stabiliscono per ragioni di lavoro nel villaggio del feudo freddi, dove il sottosuolo è ricco di minerale solfifero. Tutti all’insegna del cristianesimo si adoperano per dare alla comunità quanto era da loro conosciuto. Si dice che i salemitani portarono la tradizione delle tavolate,  trovando larghi consensi con quelli che già avevano una devozione a San Giuseppe.

Sappiamo pure, che la famiglia Caltabellotta ha gestito un fondaco nella casa che ora appartiene alla famiglia Rotolo. Nel largo chiamato S. Giuseppe (ora piazza) per molti anni, facevano sosta tutti i carrettieri che commerciavano lo zolfo, e, proprio nel giorno di san Giuseppe i gestori del fondaco offrivano una minestra di pasta e lenticchie e buon pane fresco a chiunque si presentava.

C.P.