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Vico del Gargano Storia |
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| Vico del Gargano conta 8.816 abitanti, la sua superficie territoriale, che va dal mare alla montagna, è di 110 Kmq. Dista 7 Km da S. Menaio ( mare) e 12 km. dalla Foresta Umbra. La storia urbana di Vico è quella di un piccolo insediamento autoctono preromano. Più tardi il modesto insediamento attraverserà la fase romana, ove ora è collocata la Civita, e alto medioevale per giungere attorno al Mille ad una nuova fase di crescita, per aggregazione di insediamenti minori a causa dei pericoli incombenti, con l'espansione araba, sui centri costieri. Le vicende successive sono quelle di un centro di castello assoggettato ad una oscura dominazione feudale che, con il susseguirsi delle Signorie, giungerà in pratica fino ai primi dell'ottocento all'abolizione murattiana della feudalità. | ![]() |
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L'Unità d'Italia, più tardi, si accompagnerà alla diffusione del brigantaggio, favorito dal persistente isolamento del Gargano, senza alcuna novità nella organizzazione economica e sociale. Tra il 1951 e il 1971 Vico registra un forte fenomeno di emigrazione, passando dai 9500 abitanti circa del '51 agli 8500 del '71. L'abitato di Vico si caratterizza per l'impianto nei tre nuclei principali della Civita, della Terra e del Casale formatisi in tre successive fasi di sviluppo dell' habitat del X secolo (epoca di costruzione della rocca) ai secoli XV-XVII quando nel Casale si è installata una colonia di mercanti-artigiani slavi attivi nel settore dei panni. Intorno a corso Umberto si sviluppa tra gli anni '700-'800 il Borgo Nuovo ed in tale assetto ottocentesco Vico giunge praticamente fino agli anni '50. L'espansione a partire da quella data, lungo le strade per Ischitella, San Menaio e Monte S. Angelo, è senza storia. |
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Nel centro storico i caratteristici tipi a " pujedd", sorta di case a schiera con scala esterna, con abitazioni al piano superiore e vano sottoscala adibito a stalla o magazzino, costituiscono elemento emergente e seriale dell'architettura urbana. La mancanza di risorse ed una economia non fiorente hanno fatto si che non si riscontrino episodi architettonici e spaziali significativi, ma l'insieme della struttura urbana conserva la sua specificità e validità cui il carattere minore e spontaneo nulla toglie.