Recensione di Alessandra Costante su Il Secolo XIX - Savona del 18 giugno 2001

 



Romanzo Giallo ambientato nell'ospedale pietrese.
L'autore rivela: l'ispirazione durante il mio ricovero

Un assassino di carta al Santa Corona

 
Un romanziere di fama ha pensato bene di scrivere un noir sceneggiandolo nelle corsie del Santa Corona. «Mi sono ispirato al mio ricovero», ha rivelato. Si parla di un delitto e delle indagini di un paio di detective. La speranza che poi è quella di tutti i pazienti - è che, trattandosi di un ospedale, la realtà non superi mai la fantasia narrativa.

 
 
L'ombra di un assassino si aggira tra i viali del "Santa Corona", entra ed esce dal reparto di urologia, supera il controllo dei portieri e si intrufola, una seconda volta, al pronto soccorso. Calma, è un puro esercizio di fantasia. Ridotta all'osso è la trama di un romanzo giallo, di una vicenda che, intrecciando speculazioni edilizie e loschi traffici internazionali, prende le mosse si conclude proprio tra le corsie dell'ospedale pietrese. L' "Anziano ficcanaso" (Fratelli Frilli editori) racconta l'ennesima avventura investigativa del maresciallo Sebastiano Vitale, nato dalla penna di Antonio Caron. Un sottufficiale dei carabinieri molto particolare: taciturno fino alla scontrosità, al quale anni di servizio nel nord Italia hanno fatto acquistare un pragmatismo che lui, uomo del Sud, lega a creatività, intuizione ed istinto. Al "Santa Corona", Vitale, comandante di una stazione del cuneese, arriva per caso, anzi per calcoli renali. Nell'ospedale del Ponente ligure funziona il litotritore, macchina - e questo è reale - capace di frantumare le pietruzze dei reni. Ed ecco che tra le corsie del reparto di urologia si consuma un delitto, e comincia l'indagine del cocciuto maresciallo. Le ambientazioni sono più che realistiche. L'ospedale non è mai chiamato con il suo nome, ma i riferimenti sono precisi, puntuali, molti medici e sicuramente qualche infermiere si riconoscerà nei personaggi tratteggiati da Caron, giornalista in pensione che, dalle sue prime esperienze di cronista a Torino, ha dato vita alla saga del maresciallo Vitale. «C'è molto di autobiografico - conferma l'autore - Effettivamente sono stato al Santa Corona per essere sottoposto al trattamento con il litotritore. Proprio durante il mio ricovero ho messo giù gli appunti per questa storia che si dipana nel ponente ligure». Vitale, aiutato nelle sue indagini da un anziano ficcanaso che si improvvisa detective, si muove sullo sfondo di una Riviera descritta senza timori reverenziali, della quale viene messa a nudo una certa tendenza all'illegalità. I luoghi si mischiano. La realtà del "Santa Corona", le istantanee di Loano colta nei racconti di vecchi turisti che passano le giornate sulle panchine si alternano a luoghi immaginari, ma neppure troppo, come la fastosa villa sul mare ambita preda degli speculatori. A questo punto "L'anziano ficcanaso" diventa anche un gioco, dedicato a chi saprà scorgere volti e luoghi reali nelle pagine di un giallo italiano.

Alessandra Costante






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