I traditi di Cefalonia
La vicenda della Divisione Acqui 1943-1944
 

un libro di Paolo Paoletti


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Un inedito: la prima richiesta del gen. Gandin (sopra) è identica a quella del col. Lusignani (sotto): rientrare in Italia. Ma c'è una differenza sostanziale tra le due: quella del gen. Gandin parte 35 ore più tardi rispetto a quella del col. Lusignani. Il 12 settembre i tedeschi hanno messo in pratica l'accordo di resa con Gandin catturando batterie e caserme italiane nella penisola di Lixuri. Dopo l'ultimatum tedesco della mattina del 13 settembre, il gen. Gandin si ricorda della patria e chiede aiuto.
Il secondo messaggio (messaggio 41414) del gen. Gandin partito alle ore 15.30 dell'11 settembre.
La risposta del comando supremo al messaggio 41414 del gen. Gandin. Non porta il gruppo data orario ma è dello stesso giorno, l'11 settembre.
Il terzo messaggio del Comando Supremo consegnato alla cifra alle 9,45 dell'11 settembre. Ambedue i messaggi sono firmati "Marina Brindisi".
Intorno alle 13,00 del 15 settembre Argostoli viene attaccata dall'Aviazione tedesca. Dopo più di due ore, alle ore 15,40 Gandin informa il Comando Supremo che si difenderà.
Il Comando Supremo prende in considerazione lo sgombero delle truppe da Cefalonia, quando le sorti della battaglia sono già state decise dall'Aviazione e dai rinforzi tedeschi.
Un intervento tardivo del gen. Gandin: alle 23,40 del 20 settembre chiede il sostegno aereo per un'azione che sarebbe iniziata poche ore dopo: alle ore 6,00 del 21 settembre.
Il primo tentativo del Ministero della Guerra di nascondere le accuse contro il gen. Gandin.
"La divisione si rifiuta di ubbidire al mio ordine...". La vera lettera di Gandin del 14 settembre 1943, che si è volutamente ignorata per decenni. Un'accusa che fa passare i soldati della Acqui per ammutinati.
La prima facciata del fonogramma partito alle 19,00 del 14 settembre da Cefalonia e diretto al XXII Corpo d'Armata tedesco.
La seconda parte del fonogramma partito da Cefalonia alle 19,00 del 14 settembre 1943: "... Lo Stato Maggiore della Acqui ha già lasviato Argostoli. Le trattative sono perciò difficili, in quanto i soldati italiani hanno già sparato a 3 ufficiali, che erano pronti a cedere le armi". Il ten. col. Barge non manca mai di riportare in ogni messaggio lo stato di rivolta latente all'interno della Divisione Acqui.
Dall'Archivio di Friburgo (RH 24-22/3) un altro fonogramma del ten. col. Barge, partito da Cefalonia alle 5,30 del 15 settembre 1943 diretto al XXII Corpo d'Armata: "Il gen. Gandin si è dichiarato pronto a cedere solo le armi pesanti fisse. Egli vuole passarci l'artiglieria mobile e la contraerea solo al momento dell'imbarco. I nostri preparativi per l'attacco sono ultimati. Il momento più favorevole per l'inizio dell'attacco è alle ore 14.00..." Si tratta fino all'ultimo, anche quando i tedeschi sono ormai pronti ad attaccare. Lo faranno qualche ora dopo, intorno alle 13,00, prima dell'ora consigliata.
Dal diario di guerra del XXII Corpo d'Armata tedesco, un altro messaggio trasmesso alle 7,29 del 15 settembre 1943 da Argostoli: "In esecuzione dello sgombero della zona di Argostoli e della cessione in primo luogo di tutte le armi pesanti presenti nelle batterie sulla costa ho richiesto al generale che presenti come ostaggi 1 ufficiale di SM e 10 altri ufficiali; ho dato tempo fino alle 12.00. In caso di rifiuto alle 14,00 si procederà al disarmo con la forza". Un altro inedito: infatti il gen. Gandin non ebbe mai il coraggio di riferire ai suoi ufficiali questa richiesta tedesca.
Allegato 59 del diario di guerra del XXII Corpo d'Armata tedesco, trasmesso alle ore 10,00 del 15 settembre 1943 da Argostoli. "zu 1) Teil it. Truppen weigern sich, die waffen niederzulegen. Es ist auf ihren Kommandeure geschossen", "Parti delle truppe si rifiutano di cedere le armi. Si è sparato contro gli ufficiali comandanti". Per la terza volta da Cefalonia si ripete la menzogna, che i soldati italiani sparano sui loro ufficiali. Chi può aver dato queste false informazioni ai tedeschi? Solo il gen. Gandin, che 12 ore prima era a colloquio privato con il gen. Barge.
Allegato 52 del diario di guerra del XXII Corpo d'Armata tedesco, trasmesso alle ore 22.00 del 14 settembre 1943 da Argostoli: "Verhaudlungen noch im Gange. Kdr noch bei General Gandin. Einsatz in Verdinbung mit Stukaleitoffizer vorbereitet. Thun Ltn", "Trattative ancora in corso. Il comandante (Barge, nda) è ancora presso il gen. Gandin. Attacco preparato in collegamento con l'ufficiale responsabile degli Stukas". Questo dispaccio del ten. Thun assicura che nella notte tra il 14 e il 15 settembre il nostro generale trattava ancora a quattr'occhi con il col. Barge, mentre il nemico aveva già preparato l'attacco.
La risposta del gen. Francesco Rossi al Dr. Triolo, che lo aveva denciato insieme al gen. Ambrosio per aver dato l'ordine di "considerare i tedeschi come nemici". Rossi affermava che: "Nel tardo pomeriggio dell'11... l'ordine era già stato diramato". È la conferma che i fonogrammi N. 1027/CS e 1029/CS dell'11 settembre erano effettivamente partiti nel pomeriggio di quello stesso giorno. Ed infatti il mittente non era il gen. Rossi ma Marina Brindisi.

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