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I
segnali
In
elettronica si considera segnale una grandezza fisica, la cui variazione
è utile per studiare il comportamento del circuito al quale il
segnale stesso è stato applicato.
Esiste il segnale periodico e quello aperiodico.
In quello periodico, dopo un intervallo di tempo, il segnale si ripete
uguale. L'intervallo di tempo si chiama periodo e il numero di periodi
in un secondo determina la frequenza F:
F
= 1/T [Hz]
I
segnali aperiodici sono invece senza periodo e quindi non hanno una frequenza
di ripetizione; o meglio si possono considerare periodici con frequenza
nulla. Un esempio sono i segnali in continua dei generatori di tensione
e corrente.
In elettronica analogica vengono studiati di più i segnali periodici
alternati e cioè che hanno come valore medio zero, variano da un
valore positivo ad uno negativo.
Un parametro molto importante dei segnali alternati è il valore
efficace (Root Mean Square - RMS). Prendendo come esempio un segnale di
corrente alternata che attraversa un resistore, il valore efficace di
questo segnale è il valore continuo che provocherebbe, in un certo
tempo, sul resistore lo stesso effetto termico del segnale in alternata.
La spiegazione non l'ho capita neanche io, è da sapere invece la
formula:
Veff
= Vp / 1.41
dove:
Veff: valore efficace
Vp: valore di picco del segnale
N.B.
1.41 è la radice quadrata di 2
Un
consiglio esterno all'elettronica: se dovete comprare un Hi-Fi guardate
soltanto la potenza espressa in RMS.... è quella che conta.
Per
concludere vi elenco alcuni tipi di segnali. Sappiate che quelli più
usati sono il sinusoidale e a gradino.
segnale
a gradino
segnale
sinusoidale
segnale
triangolare
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