ALFRED NEUBAUER

scarica la pagina

 

Neubauer e CaracciolaNato nel 1891 si innamora delle automobili quando, all’età di sette anni, vede per la prima volta una macchina, una Benz che transita per il suo paese, Neutitschein nella Moravia del Nord. Pur essendo solo un bambino, ha la benzina nel sangue.

Dopo aver passato la prima Guerra Mondiale come autista, viene preso dall’Austro-Daimler come pilota di vetture da corsa. Quando Ferdinand Porsche lascia l’Austro-Daimler per la Mercedes, si porta dietro anche il giovane Neubauer. Alla Mercedes troverà la sua casa, lavorerà infatti in questa azienda per il resto della vita anche se si capisce subito che non è destinato a diventare un pilota: addirittura sua moglie gli fa notare che giuda come un cieco di notte!

Mentre lavora per la Mercedes sente parlare dell’exploit di Rudolf Caracciola al primo Gran Premio di Germania ad Avus nel 1926. Durante la gara Caracciola guida nelle più terribili condizioni atmosferiche e, non conoscendo la propria posizione, arriva alla fine senza rendersi conto di essere primo. Questo conferma quello che Neubauer ha sempre sostenuto, ossia che uno pilota "è l’essere umano più solo al mondo".

E’ convinto che un pilota debba essere informato, durante la gara, della sua posizione, della velocità, della distanza ancora da percorrere e di altri particolari e, tutto questo, per dargli più possibilità di raggiungere i suoi limiti.

Neubauer porta la sua idea ai suoi superiori e, per fortuna sua e della Mercedes, trova un grande supporto da parte di Wilhelm Kissel. Neubauer sovrintende alla costruzione della AvusOltre ad essere alla testa del team sportivo Mercedes, Kissel è anche un corridore entusiasta e capisce subito che l’idea è ottima, attuandola e portandone i benefici anche nella produzione di vetture di serie.

Alla prima gara come team manager, Neubauer organizza una squadra Mercedes composta da tre vetture ed assegna una squadra di meccanici per ogni macchina. Vengono preparate bandiere e pannelli di segnalazione e si inventa anche un linguaggio di segni – simile a quello utilizzato nel baseball - comprensibile solo dal pilota e dai meccanici ai box. Di fatto iniziano con segnali molto semplici: indice destro che gira in aria per chiedere il numero di giri che mancano alla fine della gara, un dito puntato avanti per avere l’informazione sulla distanza del pilota che precede, il pollice che punta dietro per sapere a quanto sono gli inseguitori. E’ il primo a far fare ai meccanici prove di pit-stop finché non viene fatto tutto alla perfezione.Neubauer e Aymo Maggi (a destra) alla mille miglia

All’inizio di ogni gara si piazza a bordo pista con una bandiera nera ed una rossa in mano e nessun direttore di gara riesce mai a farlo spostare. C’è anche una fotografia in cui si vede Neubauer davanti alla griglia con la mano con quattro dita aperte in aria per segnalare quattro secondi all’inizio della gara; tutti gli occhi sono su di lui anziché sullo starter!

Da quel momento una gara senza di lui veniva considerata una gara poco importante.

Con una mossa che ha dell’incredibile, tanto era la sua devozione alla casa di Stoccarda, Neubauer lascia la Mercedes nel 1932 per seguire Ferdinand Porsche all’Auto Union quando la Mercedes, durante la grande depressione di quegli anni, abbandona le gare e promette che tornerà per riportarla ai vertici. Tornerà alla Mercedes nel 1954 per dimostrare al mondo che è ancora il maestro.

Neubauer in "ufficio"Le sue tante innovazioni continuano anche ai giorni nostri. E’ diventato famoso per aver creato le frecce d’argento rimuovendo il colore bianco dalle vetture ma, in realtà, l’idea gli viene suggerita dal suo pilota, Von Brauchitsch, per far sì che le vetture raggiungano il peso regolamentare. E’ stato il primo a praticare la sosta ai box con il cambio di tutte e quattro le gomme e, tra le sue mille idee, ne ricordiamo anche una che non ebbe un gran seguito: una ricetta, per il pasto prima della gara, composta da caffè nero, uova strapazzate, zucchero, un dito di vino e spezie. Non funzionò molto bene, così come fallì la sua idea di seguire la gara su di un aeroplano: le comunicazioni con il pilota e con i box furono praticamente inesistenti e più di una volta, per riuscire a farsi vedere, rischiò di sfracellarsi al suolo….

Questo suo grande entusiasmo, unito al suo spirito indomito e alla sua grande simpatia, hanno fatto di Alfred Neubauer il personaggio più caratteristico di questo sport. Stirling Moss lo ricorda come un uomo "dal carattere sensazionale, in grado di ottenere l’attenzione di chiunque e di grande intelligenza. Sul lavoro era una persona tanto preparata e competente quanto seria mentre nei momenti di relax ci faceva letteralmente rotolare dalle risate con le sue storielle o con le sue imitazioni di Hitler, della Monroe e di tanti altri personaggi famosi".

Neubauer con von Brauchitsch, Caracciola e Lang

Neubauer con von Brauchitsch e Otto Merz

 

 

Torna ai Grandi della Formula 1