ALLEN IVERSON - L'OPINIONE DI DAN PETERSON

 

Paragonare Iverson con giocatori del passato è difficile. Me ne vengono in mente due: Nate Archibald, dei Boston Celtics 1981, e Isiah Thomas, dei Detroit Pistons, Anni 80 e 90. Archibald aveva il fisico di Allen (magro, nervoso, scattante) e Thomas aveva la tecnica (tiro, palleggio, passaggio). Ma non ho mai visto nessun atleta con la rapidità l'accelerazione, i riflessi e la coordinazione di Allen. Thomas aveva un tiro in sospensione più forte di Iverson, che, però ha un palleggio incrociato più efficace. Di Archibald ricordo le grandi penetrazioni verticali, in contropiede e contro difese schierate che spezzavano la difesa in due o la schiacciavano sulla linea di fondo. Allen è ancora più rapido. La differenza fra i due è che "Archi" rimane, tuttora, l'unico giocatoe a essere stato primo realizzatore e primo negli assist. Con lui non c'era scelta: era maestro nel penetrare e nello scaricare. Solo di recente Iverson ha nel suo gioco quel gesto tecnico che sa di altruismo, che coinvolge i compagni e fa squadra e gioco. Il grande difetto di Allen, finora, era di non avere la mentalità di squadra come Archibald e Thomas. Anzi era come Jordan a inizio carriera: 35 punti per lui e niente per compagni. Poi, come MJ ha cambiato per divenire il più forte uomo - squadra di sempre, così ha fatto Iverson, con tanti assist micidiali. E ha un'altra qualità: è un duro. A vederlo, uno direbbe: "uno spiffero forte e quello lì casca in terra". Invece, avendo praticato football (era un super quarterback, capace di lanciare la palla 60-70 metri), sa subire i contatti e segnare. Insomma, migliorando il tiro, la leadership e la difesa, Iverson è ora un giocatore completo. E perciò è MVP. Il migliore.

Dan Peterson

 

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