Parrocchia Maria SS. del Rosario di Pompei

di Marina di Belvedere (CS)


 

Nuova Chiesa in Via Lungomare Mons. don Ermino Tocci

  Ultimo aggiornamento: 06 maggio 2010

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Nuova Chiesa "Maria SS. del Rosario di Pompei" in Via Lungomare Mons. don Erminio Tocci

 

 

 

Relazione illustrativa del progettista Arch. Salvatore Martorelli

 

Disegnare una nuova chiesa – dopo duemila anni che se ne costruiscono (e molte di esse sono meravigliose) è sicuramente uno tra i temi più interessanti e stimolanti per un progettista. Agli usuali problemi urbanistici e compositivi, ai normali problemi di bilancio si aggiungono quelli non indifferenti di creare il senso della “sacralità”, di ottemperare le indicazioni della nuova liturgia del Concilio Vaticano II, di non deludere le aspettative di quanti – clero e fedeli – vedranno realizzati nel nuovo edificio il centro comunitario delle loro aspirazioni spirituali.

Nel nostro caso, trattandosi di demolizione e ricostruzione, le problematiche incontrate sono state enormemente amplificate in quanto i fedeli erano affezionati alla vecchia chiesa e la demolizione ha provocato alla comunità sofferenza e incredulità.

 

Purtroppo la demolizione si è resa necessaria essenzialmente per motivi statico-strutturali in quanto:

·                    Le strutture portanti, in cemento armato ordinario, si presentavano in cattivo stato di conservazione. In particolare: i saggi effettuati sulla maggior parte dei pilastri e su alcune travi avevano evidenziato la completa corrosione delle armature. La causa è addebitabile alla cattiva qualità dei materiali impiegati e alle sezioni insufficienti in rapporto al carico sopportato. Pertanto si evidenziavano manifestazioni fessurative diffuse;

·                    le fondazioni, costituite da travi rovesce continue, mancavano di molti collegamenti e non erano state adeguatamente dimensionate per cui mettevano in serio pericolo la stabilità della struttura;

·                    il campanile, costruito in epoca successiva, presentava sette livelli sismici con strutture altamente degradate. Tutte le componenti strutturali non erano state adeguatamente dimensionate e manifestano fenomeni di dissesto abbastanza gravi con evidente condizione di pericolosità.

Pertanto la fatiscenza dell’insieme fisico-strutturale ha comportato la scelta dolorosa dell’intervento di demolizione.

 

Naturalmente prima della demolizione si è provveduto a recuperare tutte le opere artistiche collocate all’interno:

·                    le ceramiche del maestro Pino La Fauci;

·                    le vetrate istoriate e il rosone posto sulla vecchia facciata.

 

Il progetto della nuova chiesa, nel tentativo di corrispondere più fedelmente alle esigenze manifestate dalla comunità, desiderosa di avere una Casa del Culto più sicura e funzionale è stato ideato e realizzato tenendo in debita considerazione la nota pastorale della Commissione Episcopale per la Liturgia relativa all’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica. La Chiesa è il luogo del Sacrificio Eucaristico, è il luogo della proclamazione della Parola di Dio, dell'iniziazione cristiana, del Battesimo, dell’Eucarestia, della Penitenza, della Confermazione. La Chiesa è anche il rifugio dell'uomo, il luogo della pace dello spirito, il rifugio del cuore, dove ognuno depone il proprio dolore e lo accomuna a quello di tutta l'umanità. La Chiesa è il luogo della solidarietà e perciò del rispetto reciproco, della carità, dell'affermazione della dignità della persona umana - fondamento della convivenza civile - ed è il luogo dell'incontro; in questo senso deve essere il luogo dell'accoglienza.

 

 

Il volume dell’intero complesso è stato calibrato per produrre le emozioni che derivano da tutti questi elementi. L’edificio è composto da due piani fuori terra ed un piano seminterrato.

 

Il piano seminterrato, raggiungibile sia tramite corpo scala che dall’esterno della chiesa, è facilmente accessibile anche dalle persone diversamente abili ed è destinato ad ospitare le attività di ministero pastorale (biblioteca, salone polifunzionale, servizi igienici).

 

 

Il piano terra, leggermente rialzato rispetto al piano di campagna ospita la CHIESA e presenta anch’esso un’attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche grazie agli appositi percorsi utilizzabili anche come via di fuga.

 

 

Nella CHIESA prendono consistenza l’Altare, la Presidenza, l’Ambone, il Battistero, l’area Penitenziale, la Cappella Feriale, il Tabernacolo, la Sagrestia e i servizi.

 

Il primo piano si sviluppa lungo la parte perimetrale dell’edificio e ospita le aule per la catechesi ed i servizi ed è stato adeguatamente insonorizzato in modo tale da non creare alcun disturbo alla chiesa.

 

GLI ELEMENTI ARCHITETTONICI E STRUTTALI DELLA CHIESA

 

 

Il PORTICO è stato pensato come elemento di filtro tra l'ambiente esterno e lo spazio interno, luogo di riparo, di sosta e d'incontro. L’ampio portone consente di vedere l'interno della chiesa già dal portico, per invitare ad entrare nel tempio e, nelle emergenze di sovraffollamento, di partecipare alle celebrazioni anche dall'esterno. L'ingresso è importante, forte e solenne. Il sagrato è stato visto come luogo che appartiene a tutti, come la Chiesa che diviene il luogo di soggiorno di tutti e il luogo di incontro con "la Presenza". Questa presenza si concentra sulla Mensa attorno alla quale tutti si raccolgono per partecipare coralmente all'Eucarestia.

Non si è voluto prevedere altra decorazione per lasciar vedere il più possibile la semplicità dei materiali usati: il legno, il bronzo, il vetro e il calcestruzzo liscio al tatto (materiale povero, forte e reso nobile, come pietra rigenerata dall'uomo). Per la costruzione della nuova chiesa sono stati utilizzati materiali solidi e duraturi. Le strutture portanti sono state realizzate con telai piani a maglie ortogonali in cemento armato con le fondazioni costituite da travi rovesce continue, il tutto dimensionato e calcolato secondo la nuova normativa vigente per le zone sismiche. La copertura dell’aula è stata realizzata con travi in legno lamellare con soprastante pacchetto di copertura costituito da perlinato in abete, pannello isolante in polistirene  estruso, guaina di impermeabilizzazione e tavolato in abete grezzo per il completamento della copertura con soprastante lamiera di rame.

La luminosità diretta e l’areazione risultano sufficientemente assicurate dall’ampia vetrata posta sulla parete principale e dai serramenti presenti lungo il perimetro della copertura. I muri perimetrali sono a doppia tamponatura mentre i divisori interni a tramezzatura classica in mattoni forati. La pavimentazione dell’aula è stata realizzata in botticino e travertino persiano con inserti in giallo siena.

 

         

 

La torre campanaria, in cemento armato rivestito in pietra, è posta sulla facciata principale per dare equilibrio architettonico all’insieme.

 

Gli spazi celebrativi sono stati predisposti secondo la riforma liturgica tenendo conto della nota pastorale della Commissione Episcopale per la Liturgia. La disposizione dell’aula della chiesa comprendente navata, presbiterio, area battesimale, area penitenziale, ha tenuto conto che l’aula stessa fosse riservata all’assemblea e dunque è stata articolata in modo tale che l’altare ne costituisca il punto principale di riferimento.

 

 

Il presbiterio ha un duplice scopo: consentire un agevole svolgimento della liturgia e mettere in evidenza i tre luoghi eminenti del presbiterio stesso che sono l’altare, l’ambone e la sede del presidente. Sul presbiterio sono state sistemate tutte le opere artistiche del maestro Pino la Fauci recuperate dalla vecchia chiesa:

 

 

l’altare,

 

 

l’ambone

 

 

e le ceramiche con le iconografie collocate sulla parete.

       

Le stesse ceramiche recuperate sono state anche ricollocate sulle pareti della navata centrale.

 

 

Il rosone posto sulla facciata principale è stato riprodotto con le stesse iconografie di quello preesistente come i vetri istoriati dei santi calabresi ricollocati sulla facciata.

 

 

E’ stato importante riproporre gli stessi riferimenti iconografici ormai incisi nella memoria collettiva. Un omaggio storico all’identità locale. Oltre al recupero delle opere artistiche preesistenti sono state inserite nuove opere d’arte che descriverò di seguito.

 

 

CAPPELLA FERIALE

 

 

Un elemento cardine dell’intero edificio è la cappella feriale, situata dietro l’abside della chiesa. L’organizzazione dell’arredo liturgico e dei banchi è affidata all’inserimento di una pedana dal bordo curvo, parallelo alla suddetta parete absidale. Tale elemento ha consentito, pur in uno spazio ristretto, di collocare gli elementi liturgici, altare, ambone, sede e di accedere alla custodia del SS.mo.

 

 

Le vetrate artistiche policrome, create dal maestro Ernesto Tross, lungo il nastro continuo della parete esterna sono state realizzate dalla Domus Dei con vetri Lambert della Germania soffiati a bocca e legati con trafila di piombo in vari spessori e creano effetti suggestivi all’interno della cappella. La luce mediata attraverso il vetro soffiato ricrea un’atmosfera che fa da sfondo al raccoglimento, alla preghiera. A chiudere la cappella sull’ingresso principale sono state concepite semplici ante di cristallo temperato che permettono una trasparenza come filtro e interazione con la CHIESA e non come chiusura. L’altare, un cubo di travertino collocato al limite della pedana, presenta un piano mensa e quattro lunette decorate ad albero della vita; sul fronte rivolto all’assemblea, è stato  inserito il monogramma di Cristo. Tale decorazione è stata realizzata mediante incisione del travertino con inserimento di un mosaico in tessere di marmi e smalti con inserti in oro.

 

 

Il mosaico che circoscrive la custodia eucaristica, realizzato dalla Domus Dei su disegno di Suor Agar, vuole essere una composizione cromatica che richiama il roveto ardente ed una mediazione fra nuovo e preesistente dopo il recupero di una portella di tabernacolo della chiesa parrocchiale precedente.

 

 

BATTISTERO

 

 

Nello spazio riservato al battesimo, essendoci una forte presenza cromatica nel fonte battesimale di ceramica smaltata, recuperato dalla precedente chiesa parrocchiale, si è ritenuto opportuno inserire nella nuova proposta architettonica, degli elementi cromatici a mosaico, realizzati da suor Agar della Domus Dei,  con la funzione di ricerca di un equilibrio estetico e compositivo. L’iconografia, essenziale, parla degli elementi simbolici relativi al sacramento del Battesimo: acqua, fuoco, Spirito.

 

 

IL PORTONE

 

 

Un altro elemento importante di questo progetto è il portone interamente in bronzo realizzato, dallo scultore Augusto Ranocchi che sviluppa la tematica Cristologica in chiave mariana. La lettura è da sinistra a destra e dall’alto verso il basso. I pannelli ripropongono: L’Annunciazione – La visita di Maria ad Elisabetta – La Nascita di Gesù – Le Nozze a Cana di Galilea – La Pentecoste e l’Assunzione di Maria al cielo. Lo schema è semplice e riporta i testi della Scrittura senza cadere nel descrittivo.

 

 

Progettare una chiesa provoca emozioni straordinarie proprio per il luogo che essa rappresenta. Il luogo, la comunità, il paesaggio, il profilo di Belvedere che emerge a distanza, il contesto con il mare hanno prodotto un'immagine e sono stati alla base della progettazione di questo edificio.

 

 Arch. Salvatore Martorelli

 

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