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Relazione illustrativa del progettista Arch. Salvatore Martorelli
Disegnare
una nuova chiesa – dopo duemila anni che se ne costruiscono (e molte di esse
sono meravigliose) è sicuramente uno tra i temi più interessanti e
stimolanti per un progettista. Agli usuali problemi urbanistici e
compositivi, ai normali problemi di bilancio si aggiungono quelli non
indifferenti di creare il senso della “sacralità”, di ottemperare le
indicazioni della nuova liturgia del Concilio Vaticano II, di non deludere
le aspettative di quanti – clero e fedeli – vedranno realizzati nel nuovo
edificio il centro comunitario delle loro aspirazioni spirituali.
Nel
nostro caso, trattandosi di demolizione e ricostruzione, le problematiche
incontrate sono state enormemente amplificate in quanto i fedeli erano
affezionati alla vecchia chiesa e la demolizione ha provocato alla comunità
sofferenza e incredulità.
Purtroppo
la demolizione si è resa necessaria essenzialmente per motivi
statico-strutturali in quanto:
·
Le
strutture portanti, in cemento armato ordinario, si presentavano in cattivo
stato di conservazione. In particolare: i saggi effettuati sulla maggior
parte dei pilastri e su alcune travi avevano evidenziato la completa
corrosione delle armature. La causa è addebitabile alla cattiva qualità dei
materiali impiegati e alle sezioni insufficienti in rapporto al carico
sopportato. Pertanto si evidenziavano manifestazioni fessurative diffuse;
·
le
fondazioni, costituite da travi rovesce continue, mancavano di molti
collegamenti e non erano state adeguatamente dimensionate per cui mettevano
in serio pericolo la stabilità della struttura;
·
il
campanile, costruito in epoca successiva, presentava sette livelli sismici
con strutture altamente degradate. Tutte le componenti strutturali non erano
state adeguatamente dimensionate e manifestano fenomeni di dissesto
abbastanza gravi con evidente condizione di pericolosità.
Pertanto
la fatiscenza dell’insieme fisico-strutturale ha comportato la scelta
dolorosa dell’intervento di demolizione.
Naturalmente prima della demolizione si è provveduto a recuperare tutte le
opere artistiche collocate all’interno:
·
le
ceramiche del maestro Pino La Fauci;
·
le
vetrate istoriate e il rosone posto sulla vecchia facciata.
Il
progetto della nuova chiesa, nel tentativo di corrispondere più fedelmente
alle esigenze manifestate dalla comunità, desiderosa di avere una Casa del
Culto più sicura e funzionale è stato ideato e realizzato tenendo in debita
considerazione la nota pastorale della Commissione Episcopale per la
Liturgia relativa all’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica.
La Chiesa è il luogo del Sacrificio Eucaristico, è il luogo della
proclamazione della Parola di Dio, dell'iniziazione cristiana, del
Battesimo, dell’Eucarestia, della Penitenza, della Confermazione.
La Chiesa è anche il rifugio dell'uomo, il luogo della pace dello spirito,
il rifugio del cuore, dove ognuno depone il proprio dolore e lo accomuna a
quello di tutta l'umanità.
La Chiesa è il luogo della solidarietà e perciò del rispetto reciproco,
della carità, dell'affermazione della dignità della persona umana -
fondamento della convivenza civile - ed è il luogo dell'incontro; in questo
senso deve essere il luogo dell'accoglienza.

Il volume dell’intero complesso è stato calibrato per produrre le emozioni
che derivano da tutti questi elementi.
L’edificio è composto da due piani fuori terra ed un piano seminterrato.
Il piano
seminterrato,
raggiungibile sia tramite corpo scala che dall’esterno della chiesa, è
facilmente accessibile anche dalle persone diversamente abili ed è destinato
ad ospitare le attività di ministero pastorale (biblioteca, salone
polifunzionale, servizi igienici).

Il piano
terra,
leggermente rialzato rispetto al piano di campagna ospita la CHIESA e
presenta anch’esso un’attenzione all’abbattimento delle barriere
architettoniche grazie agli
appositi percorsi utilizzabili anche come via
di fuga.

Nella
CHIESA prendono consistenza l’Altare, la Presidenza, l’Ambone, il
Battistero, l’area Penitenziale, la Cappella Feriale, il Tabernacolo, la
Sagrestia e i servizi.
Il primo piano
si
sviluppa lungo la parte perimetrale dell’edificio e ospita le aule
per la catechesi ed i servizi ed è stato adeguatamente insonorizzato
in modo tale da non creare alcun disturbo alla chiesa.
GLI
ELEMENTI ARCHITETTONICI E STRUTTALI DELLA CHIESA

Il
PORTICO
è stato pensato come elemento di filtro tra l'ambiente esterno e lo spazio
interno, luogo di riparo, di sosta e d'incontro.
L’ampio portone consente di vedere l'interno della chiesa già dal portico,
per invitare ad entrare nel tempio e, nelle emergenze di sovraffollamento,
di partecipare alle celebrazioni anche dall'esterno. L'ingresso è
importante, forte e solenne.
Il sagrato è stato visto come luogo che appartiene a tutti, come la Chiesa
che diviene il luogo di soggiorno di tutti e il luogo di incontro con "la
Presenza".
Questa presenza si concentra sulla Mensa attorno alla quale tutti si
raccolgono per partecipare coralmente all'Eucarestia.
Non si è voluto prevedere altra decorazione per lasciar vedere il più
possibile la semplicità dei materiali usati: il legno, il bronzo, il vetro e
il calcestruzzo liscio al tatto (materiale povero, forte e reso nobile, come
pietra rigenerata dall'uomo).
Per la
costruzione della nuova chiesa sono stati utilizzati materiali solidi e
duraturi. Le
strutture portanti sono state realizzate con telai piani a maglie ortogonali
in cemento armato con le fondazioni costituite da travi rovesce continue, il
tutto dimensionato e calcolato secondo la nuova normativa vigente per le
zone sismiche. La
copertura dell’aula è stata realizzata con travi in legno lamellare con
soprastante pacchetto di copertura costituito da perlinato in abete,
pannello isolante in polistirene estruso, guaina di impermeabilizzazione e
tavolato in abete grezzo per il completamento della copertura con
soprastante lamiera di rame.
La
luminosità diretta e l’areazione risultano sufficientemente assicurate
dall’ampia vetrata posta sulla parete principale e dai serramenti presenti
lungo il perimetro della copertura. I muri perimetrali sono a doppia
tamponatura mentre i divisori interni a tramezzatura classica in mattoni
forati. La
pavimentazione dell’aula è stata realizzata in botticino e travertino
persiano con inserti in giallo siena.

La torre campanaria,
in
cemento armato rivestito in pietra, è posta sulla facciata principale
per dare equilibrio architettonico all’insieme.
Gli spazi
celebrativi sono stati predisposti secondo la riforma liturgica tenendo
conto della nota pastorale della Commissione Episcopale per la Liturgia. La
disposizione dell’aula della chiesa comprendente navata, presbiterio, area
battesimale, area penitenziale, ha tenuto conto che l’aula stessa fosse
riservata all’assemblea e dunque è stata articolata in modo tale che
l’altare ne costituisca il punto principale di riferimento.

Il
presbiterio ha un duplice scopo: consentire un agevole svolgimento della
liturgia e mettere in evidenza i tre luoghi eminenti del presbiterio stesso
che sono l’altare, l’ambone e la sede del presidente. Sul
presbiterio sono state sistemate tutte le opere artistiche del maestro Pino
la Fauci recuperate dalla vecchia chiesa:

l’altare,

l’ambone

e le
ceramiche con le iconografie collocate sulla
parete.
Le stesse
ceramiche recuperate sono state anche ricollocate sulle pareti della navata
centrale.

Il
rosone posto sulla
facciata principale è stato riprodotto con le stesse iconografie di quello
preesistente come i vetri istoriati
dei santi calabresi ricollocati sulla facciata.

E’ stato
importante riproporre gli stessi riferimenti iconografici ormai incisi nella
memoria collettiva. Un omaggio storico all’identità locale. Oltre al
recupero delle opere artistiche preesistenti sono state inserite nuove opere
d’arte che descriverò di seguito.
CAPPELLA
FERIALE

Un
elemento cardine dell’intero edificio è la cappella feriale, situata dietro
l’abside della chiesa. L’organizzazione dell’arredo liturgico e dei banchi è
affidata all’inserimento di una pedana dal bordo curvo, parallelo alla
suddetta parete absidale. Tale
elemento ha consentito, pur in uno spazio ristretto, di collocare gli
elementi liturgici, altare, ambone, sede e di accedere alla custodia del
SS.mo.

Le
vetrate artistiche policrome, create dal maestro Ernesto Tross, lungo il
nastro continuo della parete esterna sono state realizzate dalla Domus Dei
con vetri Lambert della Germania soffiati a bocca e legati con trafila di
piombo in vari spessori e creano effetti suggestivi all’interno della
cappella. La luce mediata attraverso il vetro soffiato ricrea un’atmosfera
che fa da sfondo al raccoglimento, alla preghiera. A chiudere la cappella
sull’ingresso principale sono state concepite semplici ante di cristallo
temperato che permettono una trasparenza come filtro e interazione con la
CHIESA e non come chiusura. L’altare,
un cubo di travertino collocato al limite della pedana, presenta un piano
mensa e quattro lunette decorate ad albero della vita; sul fronte rivolto
all’assemblea, è stato inserito il monogramma di Cristo.
Tale decorazione è stata realizzata mediante incisione
del travertino con inserimento di un mosaico in tessere di marmi e smalti
con inserti in oro.

Il
mosaico che circoscrive la custodia eucaristica, realizzato dalla Domus Dei
su disegno di Suor Agar, vuole essere una composizione cromatica che
richiama il roveto ardente ed una mediazione fra nuovo e preesistente dopo
il recupero di una portella di tabernacolo della chiesa parrocchiale
precedente.
BATTISTERO

Nello
spazio riservato al battesimo, essendoci una forte presenza cromatica nel
fonte battesimale di ceramica smaltata, recuperato dalla precedente chiesa
parrocchiale, si è ritenuto opportuno inserire nella nuova proposta
architettonica, degli elementi cromatici a mosaico, realizzati da suor Agar
della Domus Dei, con la funzione di ricerca di un equilibrio estetico e
compositivo. L’iconografia, essenziale, parla degli elementi simbolici
relativi al sacramento del Battesimo: acqua, fuoco, Spirito.
IL
PORTONE

Un altro
elemento importante di questo progetto è il portone interamente in bronzo
realizzato, dallo scultore Augusto Ranocchi che sviluppa la tematica
Cristologica in chiave mariana. La lettura è da sinistra a destra e
dall’alto verso il basso. I pannelli ripropongono: L’Annunciazione – La
visita di Maria ad Elisabetta – La Nascita di Gesù – Le Nozze a Cana di
Galilea – La Pentecoste e l’Assunzione di Maria al cielo. Lo schema è
semplice e riporta i testi della Scrittura senza cadere nel descrittivo.

Progettare una chiesa provoca emozioni straordinarie proprio per il luogo
che essa rappresenta. Il luogo, la comunità, il paesaggio, il profilo di
Belvedere che emerge a distanza, il contesto con il mare hanno prodotto
un'immagine e sono stati alla base della progettazione di questo edificio.
Arch. Salvatore Martorelli
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