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GARBUGLIA DAY
Potremmo
cominciare a raccontare del Garbuglia Day partendo dalla fine, dagli occhi
lucidi di Gianfranco Garbuglia al momento dei saluti ma, parlando di una festa,
partiremo dall’atmosfera gioiosa che ha animato questo meeting. Amici e
compagni degli anni trascorsi sullo Stretto o in riva al Tevere si sono riuniti
intorno a questo campione degli anni ’60, ricreando quello spogliatoio che,
allora come oggi, era la forza principale della squadra peloritana. Erano più
di 35 anni che lui e i vari Benatti, Recchia, La Rosa, Sulfaro, Pesce,
Caposciutti, Rigo, Frisoni non si riabbracciavano: superata l’emozione
iniziale, tornati immediatamente “ragazzi”, i segni del tempo sono diventati
motivo di scherzi e sfottò come in una compagnia affiatata da sempre. Ma il
“Garbuglia Day”, organizzato da “Sempre
Messina” (il club delle vecchie
glorie) e dal prestigioso Circolo Canottieri Lazio, è stato un momento per
celebrare questo campione che, con le sue 52 presenze in biancazzurro e le 144
in giallorosso, è stato protagonista del calcio nazionale: basti pensare che,
come ha ricordato Mario Pesce, un grande
campione del calibro di Gigi Riva ha affermato che Garbuglia era stato l’unico
difensore in grado di annullarlo completamente. Dopo aver assistito alla gara
della Lazio dalla tribuna d’onore (salutato anche dallo speaker
dell’Olimpico), al momento dei saluti gli occhi fieri di “Cori ‘ranni”
si sono velati e nell’abbraccio agli amici di sempre, una promessa:
arrivederci a presto, magari per un altro incontro, stavolta a Messina.
Filippo D’Angelo