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31-03-2008 11:35

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Aforismi
(La follia della saggezza ... della follia)


 

Can che abbaia, non dorme.

Non svegliare il can che morde.

Non c’è più religione. Meglio: usciamo un’ora prima.

Mani, inani manate, emanano immani, umani domani.

Unire l’inutile e il disdicevole.

Il paese è piccolo e la gente forfora.

La vita è sempre in garanzia soddisfatti o soddisfatti.

Il senso della vita è riuscire a prevenire il senno di poi.

O salti la minestra, o mangi la finestra.

Il problema della sovrappopolazione sarebbe un po’ meno grave, se solo ci fossero un po’ meno coglioni.

Sempre in ritardo. Anche al mio funerale.

La religione è l’oppio dei popoli, oppure l’oppio è la religione dei popoli?
... E se ci fumassimo le religioni?

I libri sono troppo cari. Sarà meglio che me li scriva da me.

L’uomo è un animale sociale: si costituisce in branco.

L’uomo è una ciambella: un buco con il maiale intorno.

Quarantamila morti all’anno per fumo passivo. Fortuna che sono un fumatore incallito.

La trinità dell’essere è nell'ordine: pensiero, parola, azione.
Il cretino invece prima la fà, poi lo racconta al bar, e solo se glielo fai notare a volte se ne rende conto.

Un osso può essere definito “sacro” quando è proprio l’ultimo che un uomo esibirebbe senza imbarazzo, mentre è il primo che il cicisbeo dà via volentieri.

L’uomo è un animale sociale. Praticamente un socialista. O meglio un socialaio.

Aristotele: L’uomo è un animale sociale.
Aristotele: L’uomo è un animale intelligente.
Aristotele è un animale piuttosto confuso.

E’ come se stessi imparando a pedalare e, dietro di me, Dio mi reggesse il sellino.

L’uomo nasce Buddha. E’ dopo che diventa un coglione.

La vita è come le bugie. Ha le gambe corte e pelose.

Zapatero: Mr. Bean Loden.

La vita è come un cotechino. Non sai mai da che parte si affetta.

Questa campagna elettorale sembra una titanica lotta fra imbroglioni che ambiscono a conquistare una posizione sufficientemente elevata dalla quale poter dimostrare al maggior numero di persone la loro pervicace propensione a non combinare un tubo.

Il buon senso dice che è meglio essere ricchi. La Bibbia dice che è meglio essere poveri.
O la Bibbia non ha buon senso, o il buon senso non è la Bibbia.

Arrivo persino a credere che le mucche volano. Il problema è quando iniziano a cagare.

Meglio i vivai che i mortai.

Per morire, a volte, ci vuole tutta una vita.

Tutti gli uomini cercano la felicità, ma pochi cercano Dio.
E provare con Google?

Sono, dunque penso.

La democrazia è una soluzione umana, la meno peggiore, in attesa del regno di Dio.

Qualche volta bisogna trovare il coraggio di gettarsi allo sbadiglio.

Le scoreggie che disturbano sono solo quelle degli altri.

Agli esami della vita, contrariamente a ciò che si pensa, è altamente consigliabile copiare.

Oggi cielo coperto, così se piove non si bagna.

Se hai problemi con i peli del naso, impara a fumare i toscani. Quando cerchi di riaccenderli e sono ormai troppo corti, la fiamma te li regola automaticamente.
Questo vale anche per le sopracciglia esagerate.

L'uomo è un tubo digerente, ma ciò che lo distingue dagli animali è la sua caparbia velleità di riformare il congiuntivo.

A Zanzibar, se una donna tradisce il marito, per riparare è costretta a donargli una mucca. Qui da noi invece, per risparmiare, gliene dà solo le corna.

"Non mi aspetto niente. Spero di sopravvivere fino alla morte.", (anonimo mozambicano).

Occhio per occhio fa solo un occhio, non due.

Occhio per occhio, mente perdente.

     

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Citazioni


"Non sono più sicuro di cosa sono sicuro.", "Mi dispiace per quello che sono.", (Il gigante di colore ne: Il miglio verde, Tom Hanks)
"Tutti dobbiamo morire, ma qualche volta, Dio mio, il miglio verde sembra così lungo.",
(Il miglio verde, Tom Hanks)

"Per seguire il proprio cuore, Uno deve fare la cosa sbagliata.", (L'uomo bicentenario, Robin Williams)

"Resisto a tutto, tranne che alle tentazioni.", (Oscar Wilde)

"Vivere é la cosa più rara del mondo: i più, esistono solamente.", (Oscar Wilde)

"Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero.", (Oscar Wilde)

E’ già grave perdere un genitore, ma perderli entrambi rasenta la distrazione.”, (Oscar Wilde)

"I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere.", (Le leggi di Murphy, cap. 1, n. 8, p. 2)

"Funziona meglio se si mette la spina.", (Le leggi di Murphy, Legge di Sattinger, cap. 4, p. 14)

"Quando tutto il resto fa fiasco, leggi le istruzioni.", (Le leggi di Murphy, Assioma di Cahn, cap. 4, p. 15)

"L'organizzazione di ogni burocrazia è molto simile a una cloaca: i pezzi più grossi emergono sempre.", (Le leggi di Murphy, Legge di Imhoff, cap. 6, p. 19)

"Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza.", (Le leggi di Murphy, cap. 7, p. 22)

"A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada.", (Le leggi di Murphy, Churchill, cap. 12, p. 33)

"Finché ti morde un lupo, pazienza. Quel che secca è quando ti morde una pecora.", (Le leggi di Murphy, Legge di Joyce, cap. 12, p. 34)

"L'unico mezzo per arrestare la caduta dei capelli è il pavimento.", (Maurizio Costanzo)

"Ama et fac quod vis - Ama, e fa ciò che vuoi.", (S. Agostino)

Secondo Carlo Maria Cipolla la terza legge della stupidità è quella che consiste nel perseguire il danno altrui recando danno a sè stessi.”, (Citazione di Paolo Mieli, Corriere Della Sera, da Allegro ma non troppo di Carlo Maria Cipolla).

"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.", (Albert Einstein)

"I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri.", (Albert Einstein)

"E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.", (Albert Einstein)

"Chiedere a me cosa ne penso dei critici, è come chiedere ad un palo della luce che cosa ne pensa dei cani.", (Roberto Benigni - citazione)

"Si nasce vecchi e occorre tutta la vita per diventare giovani.", (Jean Guitton, fonte sconosciuta, cit. in: http://it.wikiquote.org/wiki/Jean_Guitton)

"L'ateismo non è soltanto macchinoso e raro, è anche un fenomeno recente, una bizzarria sostenuta da pochi e da poco tempo nel solo ambiente di certa intelligentia occidentale.", (Jean Guitton, citato in Vittorio Messori, Inchiesta sul Cristianesimo, http://it.wikiquote.org/wiki/Jean_Guitton)

 

 

 

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IL VANGELO DI GIOVANNI


 

 

Traduzione letterale dal testo greco.

mowkup

 


"... nello spirito e non nella lettera ...", S.Paolo, Romani 2,29. 



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IL VANGELO DI GIOVANNI



Capitolo 1

 


Prologo


1 In principio era la Coscienza, e la Coscienza era proveniente da Dio, e Dio era la Coscienza di essere.

 

2 Ella in principio era in Dio.

 

3 Tutte le cose naquero da Lei, e fuorché da Lei nulla venne all'esistenza di ciò che venne all'esistenza.

 

4 In Lei era la Vita, e la Vita era la Luce degli uomini.

 

5 E la Luce nell'oscurità si manifesta, e l'oscurità non La comprese.

 

6 Venne alla vita un uomo separandosi da Dio. Il nome di questo: Giovanni.

 

7 Egli giunse in veste di testimonianza, nel luogo dove renderà testimonianza della Luce, qui dove tutti crederanno grazie a lui.

 

8 Non era lui la Luce, ma piuttosto perchè renderà testimonianza sulla Luce.

 

9 Era la Luce la Verità, quella che illumina ogni uomo, giunto fino a comprendere l'ordine dell'universo.

 

10 Ella era nell'universo, e l'universo attraverso Lei fu generato, e l'universo non La riconobbe.

 

11 Giunse fra le proprie creazioni, e i suoi figli non La accolsero.

 

12 Coloro che invece La accolsero, a questi donò la facoltà di manifestare le opere di Dio, a quelli che credono nella Sua divinità.

 

13 Loro che non da sangue né da volontà di carne e nemmeno da volontà di uomo mortale, ma da Dio sono nati.

 

14 E la divina Coscienza divenne carne e venne a dimorare fra di noi, e proclamammo la Sua divina maestà, gloria come unigenito dal padre, ripieno di grazia e di verità.

 

15 Giovanni gli rende testimonianza e grida dicendo: «Egli è colui di cui io dissi: quello che giunge dopo di me sorse prima di me, perchè egli era il principio rispetto a me.

 

16 Poiché dal suo perfetto contenuto noi tutti ricevemmo, e grazia sopra grazia.

 

17 Perchè la legge fu donata attraverso Mosè, la grazia e la verità sorsero attraverso Gesù Cristo.

 

18 Dio nessuno lo vide mai: l'unigenito Dio, colui che è nel grembo del Padre, proprio Lui lo ha svelato».



IL MINISTERO DI GESù

 

 


1. L'Annuncio della nuova economia

 


A. La settimana inaugurale

 


La testimonianza di Giovanni


19 E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i giudei inviarono [presso di lui] sacerdoti e leviti perchè gli chiedessero: «Tu chi sei?».

 

20 E ammise e non negò, e confermò che: «Io non sono il Cristo».

 

21 E gli domandarono: «Che cosa dunque? Tu sei Elia?», e rispose: «Non lo sono». «Il profeta sei tu?», e rispose:«No».

 

22 Gli intimarono dunque: «Chi sei? Così daremo una risposta a coloro che ci hanno inviato. Cosa dici di te stesso?».

 

23 Disse: «Io sono voce che rimbomba nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse Isaia il profeta».

 

24 E gli inviati erano mandati dai farisei.

 

25 E lo interrogarono e gli dissero: «Perchè dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».

 

26 Rispose a questi Giovanni dicendo: «Io immergo nell'acqua. In mezzo a voi si eleva uno che voi non immaginate,

 

27 colui che dopo di me si manifesta, a lui non sono [io] degno di slacciare la cinghia del sandalo».

 

28 Queste cose avvennero in Betania, oltre il Giordano, nel qual luogo era Giovanni che stava battezzando.

 

29 Là il giorno dopo vede Gesù che viene da lui e dice: «Vedo l'agnello di Dio, colui che leva il peccato del mondo!

 

30 Costui è colui riguardo al quale io dissi: Dietro di me viene un uomo che nacque prima di me, perchè era il primo rispetto a me.

 

31 E io non lo avevo conosciuto, ma affinché si svelasse a Israele, per questo venni a battezzare in acqua».

 

32 E Giovanni rese testimonianza dicendo così: «Ho assistito allo Spirito che scendeva come colomba dal cielo e rimase su di lui.

 

33 E io non lo avevo conosciuto, ma colui che manda me a battezzare in acqua, quegli mi disse: Colui sul quale se del caso vedrai lo Spirito scendere e rimanere su di esso, questi è colui che battezza in Spirito Santo.

 

34 E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il figlio di Dio».

 


I primi discepoli


35 Là il giorno dopo di nuovo stava Giovanni e due dei suoi discepoli,

 

36 fissò lo sguardo su Gesù che camminava e disse: «Ecco l'agnello di Dio!».

 

37 E udirono i due discepoli che lì discorrevano e seguirono Gesù.

 

38 Si volse allora Gesù e accorgendosi che lo stavano seguendo disse a costoro: «Cosa cercate?». Essi allora gli dissero: «Rabbì (che significa maestro interprete delle scritture), dove vivi?».

 

39 Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono infatti e videro dove stava, e quel giorno rimasero presso di lui; era circa l'ora decima.

 

40 Era Andrea, il fratello di Simon Pietro, uno dei due che ascoltavano da Giovanni e che lo avevano seguito.

 

41 Egli incontrò per primo il proprio fratello Simone e a questi disse: «Abbiamo trovato il Messia (che è il Cristo interprete delle scritture)».

 

42 Lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che significa pietra)».

 

43 Là il giorno dopo decise di partire per la Galilea, e incontrò Filippo. E Gesù disse a questi: «Seguimi».

 

44 Filippo era di Betsàida, della città di Andrea e Pietro.

 

45 Filippo incontrò Natanaéle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale scrisse Mosè nella Legge e i profeti, Gesù, figlio di Giuseppe, quello di Nazaret».

 

46 E Natanaéle gli disse: «Da Nazaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».

 

47 Gesù vide Natanaéle che gli veniva incontro e disse di lui: «Ecco veramente un israelita in cui non c'è inganno».

 

48 Natanaéle gli chiese: «Come mi conosci?». Gesù rispose e gli disse: «Prima che Filippo ti chiamasse vidi che eri sotto il fico».

 

49 Gli replicò Natanaéle: «Rabbì, tu sei il figlio di Dio, il re d'Israele!».

 

50 Gesù rispose e gli disse: «Poiché ti ho detto che ti ho visto sotto il fico tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».

 

51 Quindi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo svelato e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo».




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Note al capitolo 1


1 Il logos è: parola, voce (latino: vox), ma ancora meglio: ragione ("In principio era il λόγος ... Dio agisce σὺν λόγω, con logos. Logos significa insieme ragione e parola – una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione.", Benedetto XVI, Università di Regensburg, 9-9-2006), causa, affermazione, risoluzione, intento (Castaneda), intelligenza, giudizio, giustificazione, informazione (dare forma all'Idea, Eidos), pensiero, idea o ragione divina (Aristarco).

L'idea a sua volta è: Eidos, forma, aspetto, bellezza, Qualità (cfr "Lila", Robert M. Pirsig), materia in quanto argomento (latino: mater, greco: meter), causa formale, essenza, conoscenza, coscienza, sophia. S.Agostino ad esempio dice che Maria Vergine "est quasi forma Dei", è quasi la forma di Dio. Concetto ripreso da San Luigi Maria Grignion de Montfort, prendendo questa idea di Maria forma Dei, idea antichissima (prof. Enrico Medi e P.Thomas Tyn). È il mistero della verginità di Maria. Simbolicamente la verginità di Maria rivela la verginità di Dio che, quando genera una nuova creatura, non viene intaccato nella sua pienezza (pleroma), perchè è puro pensiero, pura coscienza di essere, e il pensiero genera pensiero senza alcuna perdita di sè, al contrario arricchendosi in sostanza. È un tipo di concezione immacolata. È gratis.

In principio quindi era la forma della coscienza di sè, coscienza di esistere (ex-istemi). Senza nome: infatti "Dio" non è un nome. Pura sophia. Pura coscienza di essere Sè, cioè Dio. Egò eimì ò òn. La Vita. La Verità. Sostanza conoscenza-amore senza bisogno di alcun nome (Cfr "gnothi seauton - conosci te stesso", detto socratico inciso sul tempio di Apollo a Delfi, e cfr "tat tvam asi - quello tu sei", Chandogya Upanishad, la parabola di Svetaketu).

La "V" di Vita, Verità, Verbo, è il simbolo del Femminino Sacro dell'antichità. Simbolo del grembo femminile che accoglie la vita. È lo spazio a "V" che separa Gesù da Maria Maddalena nel Cenacolo vinciano, spazio che, tutt'altro che vuoto, accoglie il cielo dipinto sullo sfondo, accogliendo così la Vita che viene appunto dal cielo. Per inciso il colore del cielo è il colore di Maria Vergine.

Sempre la "V" di vaso simboleggia il vaso sanguigno che è il cuore, che accoglie la sostanza coscienza-amore-vita che viene dal cielo (accogliere: "Cogo sta a cogito come ago sta ad agito", S.Agostino, Confessioni. Cogo è raccolgo, cogito è raccolgo molto, quindi penso. "Cogito ergo sum", René Descartes. Il cuore coglie molto, se vuole, quindi è accoglione).

"Io do all'umanità un vaso ...", promessa di Gesù a suor Faustina Kovalska, Plock, Polonia, 22-2-1931.


2 La Coscienza, in quanto cosciente di sè, della propria esistenza, è persona, dal latino per-sona, cioè, come nel teatro della Magna Grecia, maschera con funzione di portavoce attraverso la quale risuona il sè: l'attore.


3 Dia in greco, dalla radice sanscrita √dis, duo, con l'idea di separazione (Vocabolario Greco Rocci). Ogni cosa nasce separandosi da Lei. È un tipo di separazione che lascia intatta, vergine, la coscienza madre, la matrice (latino: matrix, da mater = madre, grembo femminile). 


4 La vita è la luce dell'autocoscienza di esistere, luce che illumina anche gli uomini. Penso, dunque sono. Sono, dunque penso. Sono colui che penso. Penso colui che sono. Penso colui che penso. Sono colui che sono. 'ehjeh 'asher 'ehjeh. Egò eimì ò òn. Ego sum qui sum. Io sono l'esistente (vedi nota a "La Bibbia di Gerusalemme", Esodo, 3,14). Io sono il vivente. Io sono (senza nome).


5 L'oscurità non comprende la luce. Catalambano in greco è la catalepsis di Zenone, l'afferrare, il cogliere, il catturare un'idea (Eidos-Dio). È anche la comprehensio di Agostino D'Ippona: la comprensione, l'intelligere (cfr "Contra Academicos").


6 Generazione attraverso la separazione di una piccola parte della sostanza divina, lasciando integra la sostanza madre.


7 Marturìan in greco è testimonianza. I martiri sono testimoni di Dio. Giovanni Battista è martire in quanto verrà decapitato testimoniando così Dio.


9 La traduzione CEI omette "erkomenon eis ton kosmon". La luce della verità illumina di consapevolezza ogni uomo che sia intenzionalmente e faticosamente pervenuto alla conoscenza dell'ordine dell'universo. Kosmos è l'universo ordinato, il contrario del kaos che invece è l'immenso vuoto baratro dell'abisso infinito precedente la creazione. La Luce è la luce dell'intelletto, della ragione, della coscienza, della conoscenza, della vita, della carità.

Esiodo, nella sua Teogonia, racconta che in principio c'era Caos, il quale diede vita a Gea (la Terra), Tartaro (gli Inferi), Eros (amore), Nyx (l'oscurità della notte) ed Erebo (le tenebre degli Inferi).

La conoscenza va intesa in senso biblico. "Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo»", Luca 1,34. È conoscenza diretta, personalmente esperita. L'albero della conoscenza del bene e del male produce il frutto della conoscenza diretta, sulla propria pelle, nella propria carne, del bene e del male. Per questo Adamo ed Eva si incarnano.


10 Al contrario della traduzione CEI, il soggetto della frase è ancora la Luce.


11 La Luce illuminò tutta la creazione, anche le cose materiali; solo i suoi stessi figli non la compresero.


12 Concetto completamente travisato nella traduzione ufficiale. Genesthai significa compiere, manifestare. Tecna, sono le opere. "Secondo l'uso ebraico, onoma, nome, sta anche per potenza, autorità, fama, divinità, e talora per persona, individuo.", Vocabolario Greco-Italiano, Lorenzo Rocci, voce onoma, p. 1339. Anche in italiano avere un nome significa essere famoso.


13 Aima, in greco sangue, schiatta, stirpe, diventa poi alma (poetico), anima. Almus in latino significa che dà vita, nutrimento, benefico. Il sangue simboleggia l'anima (forse dal greco ana+aima=la parentela che sta su in cielo, l'anima degli avi). Il sangue è nutrimento per l'anima, "è la vita delle anime", dice Gesù a suor Faustina Kovalska.


14 Karis, Karitos, greco: grazia, gioia, gratitudine. Diventerà in italiano carità. La carità non è una cosa che si fa, ma è un sentimento che si prova. È l'esserci caro di qualcosa o qualcuno. La parola carezza esprime lo stesso concetto: il gesto della mano esprime il sentimento di carità che proviamo verso qualcuno, anche solo un animale. Accarezzare ad esempio un bambino esprime quanto è caro al nostro cuore. Accarezzare invece un pollo arrosto esprime quanto esso sia caro al nostro palato e al nostro stomaco. 

"... e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.", S.Paolo 1 Corinzi 13,2.

"San Tommaso dirà: caritas est vis unitiva, la carità è una forza di unione.", "Ma il vino è anche dolce al nostro palato e così significa la sapienza, che è senza amarezza. Ed infine il vino è inebriante, sotto questo aspetto, raffigura allegoricamente la carità, poiché la carità porta l'anima alla sobria ebrietas, la sobria ebbrezza.", P.Thomas Tyn, Esegesi del Vangelo delle nozze di Cana.


15 Cristo era il principio generatore, Giovanni invece era solo una sua creatura. Il discorso di Giovanni al versetto 16 prosegue, a differenza della interpretazione CEI.


16 Il Pleroma divino è il perfetto contenuto di carità di Dio. Dio è sostanza amore-conoscenza-felicità perfetti. Giovanni testimonia che tutti abbiamo ricevuto abbondantemente di questa sostanza. Per la felicità, vedere pensiero sull'uomo come nominatore di Dio invano nel definirlo felicità, per poi cercarne solo il nome nel mondo (Adamo nominatore di Dio invano e Cultura sociale e conoscenza spirituale - L'Eternità).


17 Cristo è il compimento della legge donata a Mosè. Ne è la dimostrazione nonchè l'attuazione mediante verità vivente e personale.


18 L'unigenito è in sè stesso Dio, ed è nel grembo del Padre. Kolpos in greco significa seno, utero, grembo, cavità. È in definitiva nuovamente il vaso, simbolo che accomuna tutte le religioni. È il vaso del Tao Té Ching. È la ciotola per le offerte, uno dei simboli del Buddha. È il sacro Graal. È il calice amaro di Gesù. È il calice dell'eucaristia. Il vaso è sempre il cuore, recipiente destinato a recepire la sostanza amore-conoscenza, in base alla sua sempre crescente capacità di comprenderla (comprehensio, katalepsis, Agostino D'Ippona e Zenone in "Contra Academicos"). Cfr il vasaio di Geremia 18,1.


23 Una alternativa valida potrebbe essere: "Correggete la via [che porta] al Signore" (Isaia, 40, 3).


26 Baptizo, battezzo vuol dire immergere.


39 L'ora decima: le quattro del pomeriggio.


42 Kephas, forse aramaico per petros, che significa pietra, sasso, non Pietro come traduce la CEI.




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~ ∞ ~

 

TI SPIEGO L'UNIVERSO

 

~ ∞ ~

 

- Papà, papà come è fatto l'universo?

- ...

- Papaà?!

- ... lasciami stare, non vedi che ho da fare? Devo rammendare questo mucchio di profilattici bucati. E' parecchio che rimando. 
Vedi, se lo avessi fatto prima, tu non saresti qui a farmi domande alle quali non so rispondere.

- ... sì, ma cos'è l'universo?

- Vedo che non ti arrendi. Va bene. Solo che non ci sono parole sufficienti per descriverlo.

- Perchè? Non puoi usare la bocca per dirmelo? La mia amichetta Carmela mi ha detto che c'è l'universo. Ma io non so cos'è.
Dov'è? Com'è fatto?

- Uffa, lo sai che qualcuno si è dato la pena di contare le parole che abbiamo in italiano e ha scoperto che ne abbiamo solo quattromila? Credimi sono troppo poche per descrivere l'universo.
Pensa che sfigati gli inglesi: ne hanno solo milleseicento. Circa.

- Ma io so contare solo fino a dieci. Non puoi usare dieci parole per spiegarmelo?

- Senti, ti faccio un disegnino. Dammi quella matita, così fra l'altro la smetti di infilartela nelle orecchie. Non è un cottonfioc.
...
Ecco, questo è l'universo. Ti piace?

- Bello! ... ma è in bianco e nero?

- Hai ragione. Portami le matite colorate ... eccolo. Adesso è giusto. Come ti sembra?

- Bellissimo. E' tutto colorato. Allora la mia amica si sbagliava: non è vero che sei un deficiente.

- Beh, guarda questo mucchio di inutili preservativi e ti rendi conto.

- Mmh ... allora l'universo è così? E' tutto liscio e piatto, come questo foglio di carta?

- No. Hai ragione. Ce l'hai il pongo? Portami anche gli stuzzicadenti e le candele.

- Adesso ho capito! E' stupendo. Tutte queste palle. E queste lucine. Hai fatto anche il mio cane Bau. Grazie papà. Non avevo mai visto prima una cosa così bella. 
Ci sono anch'io, che mi infilo le dita nel naso, anche se tu mi dici sempre di non farlo, "per non rovinare quel poco cervello che ho". Ma io non ci credo e di nascosto lo faccio lo stesso.
Però io non sono piccola così. Neanche il mio cane. L'universo è davvero grande come il tavolo della cucina?

- No. Aspetta un attimo, mi servono altri materiali. Abbi un pò di pazienza.
...
Ecco, adesso dovremmo esserci.

- Incredibile, adesso sono grande come me. Anche il mio cane, e pure la mia amica. C'è anche il tuo tabaccaio preferito. 
E' talmente grande questo universo che non riesco a vedere dove finisce. 
C'è anche la piantina di basilico. Ma come hai fatto? 
Domani Carmela mi sente. Lei non ce l'ha mica un papà così.
Ma, senti, perchè è tutto fermo? Non c'è nulla che si muove?

- Scusa, avevo dimenticato di girare la chiave.

- Papà ... ti voglio bene.

- Anch'io. Tanto.

 


~ ∞ ~

 

 

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