Qualcuno si chiederà da dove nascono certi racconti.
Questo nasce dall'incertezza del futuro e dall'impressione irrazionale che
talvolta  ho avuto, tornando a casa dal lavoro a tarda sera,
 che dietro la porta del box ,
si nascondesse  nel buio,
 una tigre, bellissima e terrorizzante,
pronta ad assalirmi

La regola del lombrico

 

 


Gesummaria, cosa mi sta succedendo - mormorò sbigottito Andrea, sollevando
gli occhiali da lettura e strofinandosi forte gli occhi, a palpebre chiuse,
con le nocche delle mani - sicuramente sarà la stanchezza che mi fa brutti
scherzi!
Riaperti gli occhi , però  lo strano offuscamento da cui sembrava emergere
un'immagine dagli incerti contorni, continuò a persistere nel  centro dello
schermo.
- Basta e ora che vada a letto, finirò di scrivere domani  queste ultime
e-mail - così dicendo spense il computer.
Per tranquillizzarsi riaccese l'apparecchio e con suo grande sollievo
constatò che funzionava perfettamente e cosa ancora più importante la strana
immagine era scomparsa.
Ma era nervoso, una strana inquietudine lo pervadeva, quell'immagine
offuscata aveva qualcosa di familiare, ma non riusciva ad associarla a nulla
di conosciuto e a parte il turbamento che gli aveva causato,  non riusciva a
richiamare alla memoria l'idea che, a quella vista per un attimo, era
balenata nella sua mente, come se avesse un blocco psichico.
- Pazienza una bella tisana mi calmerà e forse mi tornerà in mente tutto-
disse, fra se e se, poco sicuro, avviandosi in cucina.
Neanche la vicinanza del morbido e caldo corpo femminile della moglie, che
dormiva nel gran letto matrimoniale e a cui si abbraccio strettamente come
era solito fare per addormentarsi,servì a placare le sue ansie.
Dormi un sonno agitato, pieno di bruschi risvegli e ogni volta nella
penombra della stanza, ai piedi del letto, gli sembrò di scorgere uno strano
luccicore, da cui voleva emergere qualcosa, come il fantasma di un ricordo
sepolto nel più profondo della sua mente.
La mattina lo trovò imbronciato a fare svogliatamente colazione con the e
frollini, ma pian piano le allegre chiacchiere della moglie, lo distrassero
dai cupi sogni notturni
che era sicuro di aver fatto, ma di cui non ricordava assolutamente niente.
- Ricordati di comprare pane e latte, tornando dal lavoro io ho in mattinata
ho una riunione al giornale e non ci riesco - gli ricordò la moglie dandogli
un affettuoso bacio sulla soglia di casa, una piacevole abitudine che non
aveva perso nonostante i lunghi anni di matrimonio.
Andrea fischiettando, felice in pace con se stesso e il mondo, i fantasmi
della notte definitivamente spazzati via dalla serena, assolata,
limpidissima giornata di pieno inverno, scese nel box stringendosi nel
morbidissimo cappotto di cashmere blu.
Sempre fischiettando allungò la mano per premere l'interruttore che comandava
la porta basculante motorizzata di uscita, ma prima ancora che fosse giunto
a mezza strada l'ombra del fuoristrada sulla parete sinistra improvvisamente
si animò e lo assalì.
Cercò di urlare, cercò di lottare, ma era tutto inutile, la cosa non aveva
forma e lentamente lo stava assorbendo... allora in quell'attimo  ricordò la
sua missione. Cercò di estrarre  le sue antenne, cercò, disperatamente cercò
di zipnagare, ma ormai l'Orghel l'aveva estratto fuori dal suo involucro
umano, ora era completamente nudo e indifeso, simile ad un grosso e grasso
lombrico giallo-fucsia e il nemico stava per carpirgli... per impadronirsi
delle informazioni da lui così faticosamente raccolte su quel pianeta di
frontiera, un ultimo sorriso gli sfiorò la mente prima della fine... il
nemico... il nemico  non sapeva che così facendo avrebbe innestato il
processo automatico che li avrebbe distrutti entrambi...
Ci fu solo un brevissimo bagliore.
- Hai problemi con la macchina tesoro?- disse la moglie entrando nel box -
dove ti sei cacciato e cos'è questa macchia di nafta sul pavimento?
Andrea, su non fare lo stupido, lo sai che prima devi accompagnare me al
lavoro... Andrea... Andrea... Andrea?

Fine
 

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