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| MEDICINA |
| SESSUALITA' |
| L'orgasmo nella donna: clitorideo o vaginale? |
| Secondo la teoria freudiana, la femmina avrebbe due zone erogene principali, il clitoride e la vagina, uno sviluppo "normale" presuppone il trasferimento successivo della centralita' erotica dal primo alla seconda per il raggiungimento di una vera maturita' psicosessuale. Né deriva, secondo la psicoanalisi, che una donna capace di soli orgasmi clitoridei sarebbe in realta' una donna sostanzialmente "infantile", fissata ad uno stadio primitivo di sviluppo e incapace di raggiungere una vera maturitr sessuale. In realta', due sessuologi, Masters e Johnson hanno dimostrato in laboratorio che esiste un solo tipo di orgasmo femminile, che non é né clitorideo, né vaginale, ma comprende entrambe le componenti. E' probabile che venga innescato proprio e principalmente dalla stimolazione, diretta o indiretta, del clitoride, ma si localizza ed é quasi sempre avvertito dentro ed intorno alla vagina. In definitiva, la stimolazione del clitoride é importante e probabilmente basilare per la produzione dell'orgasmo femminile. La stimolazione vaginale, per quanto altamente piacevole, probabilmente contribuisce soltanto minimamente all'innesco del riflesso orgasmico nella maggior parte delle donne. In ogni caso, il grado di soddisfazione e di risposta sessuale dipende per lo piu da fattori psicologici, e il benessere sessuale risulta dalla somma di piu sensazioni, con particolare attenzione all'orgasmo, vaginale o clitorideo, come momento privilegiato di comunicazione eterosessuale. |
| Riassumendo, non é sufficente, per la donna il solo rapporto vaginale con sola penetrazione, per ottenere il massimo del piacere sessuale, é opportuno accompagnare la penetrazione con una stimolazione del clitoride, dei capezzoli ed di altre zone erogene. Il piu' delle volte tutto cin c svolto dalla donna, ma se il partner uomo vuole partecipare appieno alla sessualitr della partner donna, dovrebbe essere lui stesso a stimolare tutte queste zone. Facendo cio' la donna pun completamente rilassarsi e donarsi tranquillamente all'uomo, e l'uomo puo' soddisfare il suo spirito di virilita'......basta un po' di attenzione alle esigenze e a ai desideri del proprio partner, per poter vivere in modo sereno la mutua sessualita'. |
| L'imene |
| L'imene, nella donna che non ha avuto rapporti sessuali, consiste in una membrana mucosa perforata che é posta tra la parte inferiore della vagina e il vestibolo e di conseguenza funge da divisione tra i genitali interni ed esterni. Nella deflorazione, durante il primo rapporto, l'imene si lacera in maniera piu o meno estesa; inoltre dopo il primo parto, a seguito della dilatazione dell'orifizio vaginale, non ne rimangono che alcuni residui. Rari ma possibili sono i casi in cui l'imene risulta essere cedevole ed elastico fino al punto di permettere in modo agevole l'introduzione del pene senza alcun dolore. In questo caso quindi di imene "cornpiacente" non si verifichera' l'emorragia perché verra' a mancare la lacerazione della membrana, dando luogo a una "verginita' protratta" sino al primo parto. La forma dell'imene varia moltissimo da soggetto a soggetto e cio' provoca a volte problemi e difficolta' in quelle che sono le visite e le perizie di interesse medico-legale. Tra i tipi piu comuni di imene ci sono l'imene semilunare o falciforme; altrettanto comune é l'imene frangiato o fimbriato, l'imene bilabiato, l'imene biperforato, il cribriforme e infine l'imene imperforato. Importante dal punto di vista clinico é l'imene imperforato, quello cioé in cui la membrana risulta essere completa, senza quindi la normale apertura: infatti all'esordio della prima mestruazione, il cosiddetto "menarca", questo tipo di imene non permetterebbe il normale deflusso del sangue proveniente dall'utero, attraverso la vagina. La conseguenza sarebbe la raccolta del sangue mestruale nell'interno della vagina e il ristagno del sangue stesso nella cavita' uterina che col susseguirsi delle successive mestruazioni pun dilatarsi causando grosse tumefazioni dolorose addominali, o addirittura la risalita del sangue nelle tube. E' importante quindi individuare le imperforazioni dell'imene prima della puberta', e incidere di conseguenza la membrana imenale. Altro tipo di imene che potrebbe richiedere un intervento medico é l'imene rigido o stenotico: in questo caso puo' rendersi necessario dilatare l'apertura imenale meccanicamente previa anestesia locale; in alcuni casi potra' anche essere opportuno incidere il segmento rigido. E' raro, tuttavia, che questa stenosi sia tale da impedire il rapporto sessuale: ecco perché anche se sospettata durante una visita ginecologica prematrimoniale, sara' opportuno non rnetterla in evidenza; il conoscere questo fatto potrebbe contribuire ad alimentare una nevrosi sessuale di origine medica. Se il problema sara' irrisolto dopo alcune settimane di rapporti sessuali, l'incisione dell'imene stenotico e la dilatazione manuale dell'apertura vaginale saranno sufficienti a risolvere il problema. |
| Concludendo, i maschi devono perdere la convinzione che la verginita' della ragazza sia strettamente legata alla perdita di sangue durante il primo rapporto sessuale, tutto cio' é assolutamente falso, per vari motivi anatomici cio' puo' non accadere e questo deve essere compreso dall'uomo, il quale spesso rimprovera alla partner di avergli mentito, riguardo alla sua verginita', se ancora al giorno d'oggi ce ne fosse motivo, provocando in essa un profondo sconforto che va a distruggere cio' che di positivo aveva sempre sperato per la "sua prima volta". |
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MEDICINA
| tumori
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