LA CASETTA

 

Il Messaggio della Casetta

 Aveva dunque due stanzette con un altro locale attiguo, dove un tempo il padre vi svolgeva i suoi lavori di calzolaio e il Diacono e poi Sacerdote Don Domenico vi teneva le sue lezioni. C'è tutta una schiera di giovani che sono passati per questa casetta e che domani faranno tesori degli insegnamenti ricevuti per le loro attività professionali o per guidare la Città di Lauria. Saranno anche i testimoni della santità del Lentini. Leggendo infatti il Processo Canonico per la Beatificazione, si notano come le loro testimonianze sono le più belle, varie e ricche. Parlano di poveri che arrivano a tutte le ore. Della carità che, gli scolari, dovevano apprendere prendendo dalla cassaforte, una pignata, il denaro da dare al povero che bussava durante le lezioni. Di una cultura che non deve essere a sé stante, ma fondata sulla fede, sulla sapienza, sulla onestà. La Casetta è il luogo più santo della Santità del Lentini: conserva i battiti del suo cuore di innamorato di Gesù e di Maria.

La Casetta per la sua piccolezza e per essere stata dimora costante del Beato Lentini, ci dice che santi possiamo e dobbiamo essere tutti: santi di casa, santi in una casa aperta a tutti, come quella del Lentini che non conosceva chiusure alcune.

Beatitudini lentiniane

 

Beati voi se ancora mi avete vicino:

Padre, Pastore, Guida.

Beati voi se amate sentire la mia voce

perché i Servi di Dio vivono

e parlano al presente.

 

Beati voi se amate venire

a questa casa di saggezza

dove i bimbi imparano

a vivere, credere, sperare.

Beate voi, madri di giovani,

se saprete insegnare

il sacrificio, il dovere, il rispetto.

 

Beati tutti se amate venire

a questa casa di penitenza

dove appresi le fecondità del deserto,

dove piansi lacrime di gioie

per seguire il passo liberante

del Pellegrino della Croce.

Lo scoprii amore:

mi ci posi accanto

e non ci sentimmo soli.

Beati voi se vi farete deserto

lungo i sentieri bui,

vuoti della terra:

camminerete accanto a Colui che è.

Beati voi se mi farete uscire

da questa casa di provvidenza

dove ritornavo spesso la sera

nudo,

spogliato dai poverelli di Cristo

senza scarpe

e mi facevano felice

quando l'ultimo pane mi rubavano

di bocca.

Quanta fame, Gesù, tu avevi

in quelle ore

e come ero pago di prolungare la mia

per la tua!

Quanti poveri,

amici,

tra voi!

Come vorrei essere in voi

per soccorrere i tanti nudi,

soli, disperati!

E' lì Gesù:

cercatelo per me,

cercatelo con me.

(Festa del Ven. Lentini, 25/2/1984)

Bibliografia

 

Don Mario Riccio, Il Ven. Domenico Lentini, il messaggio della Casetta, Tip. Faracchio, Sapri, 1986.

Interventi alla Casetta tenuti ogni anno da un Vescovo o Cardinale e pubblicati nel Bollettino del Lentini.