MEDITAZIONI

L'Assunta in alto e giù S. Giacomo, dove fu cresimato il Lentini e dove per l'Anno Santo della Redenzione (1984/85), predicai con questi temi del Lentini.

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E' l'arte dell'anima della predicazione del Lentini: è l'inattuale attuale.

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I Meditazione: L'ANIMA

 

"Voi anime belle bagnate di Sangue Divino" (Pisani, Le Prediche, pag. 249)

 

Se il Lentini avesse potuto rubare le anime, sarebbe stato il più grande ladro. Fece tutto il possibile per riuscirci. Tante ne salvò. Tanto vuole ancora fare con noi: salvarci l'anima!

Ascoltiamolo meditando con lui qualche suo brano:

"Peccatori, fratelli miei, peccatrici, sorelle care. Gesù Cristo, il nostro buon Padre, è morto per i nostri peccati e noi vorremo ancora peccare? Ah! No, cristiani miei, per l'avvenire si viva in maniera che si comprenda che noi abbiamo un'anima fatta a immagine di Dio, lavata col sangue di Gesù Cristo per essere eternamente beata in Paradiso. ANIMA, dunque, ANIMA, ambiziosi, e non raggiri; ANIMA, donna, e non vanità; ANIMA, impuri, e non lascivie: ANIMA, o popolo mio, e non peccati" (cit. pag. 252).

Il Lentini invita a mettere al primo posto la preziosità dell'Anima. Dio l'ha creata e redenta:

"Ella è stata creata da Dio e fatta a sua immagine; ella è stata comperata dall'Uomo Dio non a peso di oro e di argento, ma costo del Sangue Prezioso di Gesù Cristo: ella l'anima tua è stata destinata regina del cielo, erede del Paradiso" (cit. pag 244).

Lo stesso Demonio ne conosce il valore e usa tutti gli inganni per portare un'anima all'Inferno:

"Che non tenta, che non promette il maligno per fare acquisto di un'anima? ché il mondo tutto darebbe per un'anima sola" (cit. pag. 243).

A che punto è la cura della nostra anima? Forse anche per noi il Beato Lentini si lamenta:

"Ora, peccatori, fratelli miei, io piango e piango a lacrime di sangue perché non vi siete emendati" (cit. pag. 309).

Decidiamo ad essere veri devoti e imitatori del Lentini che questo attende da noi e per questo prega per noi:

"O Signore, non permettete che il demonio possa mostrare fra le sue prede la mia (anima), una sola di queste anime che mi ascoltano. E voi, anima belle, bagnate di Sangue Divino, avete voi il cuore di vedere il Sangue sparso di Gesù Cristo in disonore e disprezzo?" (cit. pag. 249).

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II Meditazione: La Misericordia

 

"Dove troverai un cuore più bello del Cuore di Dio?" (cit. pag. 447).

 

Il Lentini commenta le parabole del Vangelo sulla Misericordia di Dio verso i peccatori ed esorta a scoprirvi il vero volto del Padre: un Padre che ama il peccatore, lo cerca, gioisce quando ritorna, fa festa e dona tutti i suoi averi.

"Sì, ci grida ancora, cantiamo la gran Misericordia di Dio, che ci ha aspettato tanto dopo tanti peccati, ed ora ci va in cerca; ed oh come ci cerca! Oh con quante premure ci va dappresso" (cit. pag. 444).

E' una premura che supera ogni limite e il Padre è felice perché può usare l'attributo della sua Misericordia Infinita. Il Lentini, citando S. Lorenzo Giustiano, dice che senza i peccatori Dio non potrebbe gustare la gioia del suo Perdono:

"Il nostro Misericordioso Dio, o peccatore, ti viene dietro con tanta premura che sembra aver quasi bisogno del tuo servizio, né poter essere beato in cielo senza di te" (cit. pag.444). E spiega: "Ma senti. Iddio, è vero, è quel solo Ente necessario che non ha bisogno di alcuno, ma l'attributo di Misericordia non si farebbe sentire, se non vi fossero peccatori per praticarla; dunque i peccatori in un certo modo sono necessari affinché Dio così possa usare con essi quest'attributo della sua Misericordia" (cit. pag. 449). Perciò invita il peccatore: "Vieni, che gli sei necessario" (cit. 44).

Dimentichi il peccatore il passato e ogni timore perché il Padre vuole fargli festa e dargli tutta la sua eredità:

"".Siano pure i vostri peccati quante le arene del mare, e quante sono le stelle del cielo, e quante sono le foglie degli alberi di tutto il mondo … sempre la Misericordia di Dio è di più, ella è infinita

Dio non solo non conserva il ricordo del passato del peccatore, ma lo arricchisce e lo innalza:

"Vi arricchirà di beni infiniti; vi darà in cibo il suo Corpo col suo Sangue Preziosissimo" (cit. pag. 448), "Vieni che ti vuol far regina del suo Regno beato, ti vuole dare il Paradiso" (cit. pag. 449).

E' tanto l'Amore del Padre per il peccatore che soffre finché non sia ritornato a Lui:

"Egli, supplica il Lentini, da molto tempo ti aspetta su questa Croce, più addolorato per la sua lontananza che per tutti i suoi strazi" (cit. pag. 447).

Il Padre è come una mamma che ha paura che il figlio, lontano da lei, possa cadere in errori irreparabili:

"Cento e mille volte- Gli fa dire il Lentini - mi tremò il cuore che qualche fiera ingorda me lo avesse in mezzo al bosco sbranato" (cit. pag. 447).

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III Meditazione: Il Perdono Sacramento del Cuore del Padre

 

"Cristiani miei, pace con Dio, pace col vostro prossimo, pace, pace con tutti"

(cit. pag. 242).

 

Il perdono è l'unica condizione per avere accedere all'Abbraccio e alla Misericordia del Padre: "Non vi sarà mai, mai perdono per chi non dà il perdono; né vi sarà misericordia per chi non usa misericordia" (cit. pag. 241). Il perdono, però, non è un puro passaporto per il Cielo, ma il Segno della Croce che si deve portare e vivere già in terra: essere Croce nella Croce, essere Cuore di Amore come il Padre. Tale fu il Lentini: figlio vivente della Croce e Servo della Croce che addita la Croce come unico Albero di Vita, di Libertà e di Pace.

Il Lentini andava di casa in casa, di persona in persona a predicare il perdono del fratello. Lo gridò in piazza sui pulpiti.

Conosce l'animo umano che ostile a perdonare e dice: "Che io perdoni al nemico? Che ami chi mi odia? Che faccia bene a chi mi perseguita? Eh! Non si può, non si deve, non ci torna conto, dicono i vendicativi" (cit. pag. 233). Non diciamo anche noi lo stesso?

Il Lentini sapeva che era una predicazione difficile e supplicava il Cristo della Croce perché solo con la Croce si può insegnare la Croce: "Adorato mio Redentore, se l'è così trovatevi per questa volta un altro ministro che bandisca il vostro Vangelo, ché io per me non mi fido; vel dico chiaro, no, no, non mi fido. E che io posso sperare da una passione sì contumace da uomini così infelloniti? Mi sforzerò, m'ingegnerò di persuaderli colla forza ed efficacia degli argomenti? Ma invano perché lo sdegno estingue del tutto il lume della ragione. Intimerò loro il risoluto vostro comando? Ma che prò, se lo sdegno li acceca in modo che non fa loro badare né a comandi, né a premi, Né a minacce alcune. E se pure, mio buon Gesù, se volete che io loro favelli stamane, deh! Parlate voi, parlate da questa Croce al cuore, mentre io parlerò da questo pergamo all'orecchio" (cit. pag. 234).

Ecco la lezione del Lentini: non bastano le parole per decidersi a perdonare. Bisogna aprire il cuore alla Croce: contemplare il Cuore del Padre nella Croce e pregare perché il Cuore del Padre scenda e si imprima nel nostro cuore. Questo è il Cuore che fa aprire con gioia le braccia al nemico. Questa è la Roccia della Pace fra gli uomini.