IL GRANDE MIRACOLO

 Io Antonietta Acunzo in Raspaolo, nata il 29.03.1940 a Napoli, e residente in Via del Sabotino, 72 - Secondigliano - Napoli, per la sola Gloria e onore di Dio Padre Onnipotente, sento il dovere e la gioia di testimoniare la guarigione istantanea di mia sorella Anna Voria (perché di II matrimonio) avvenuta la sera del 21 settembre 1988 presso l'Ospedale "Cardarelli" di Napoli e ottenuta per l'intercessione del Ven. Domenico Lentini di Lauria.

La sorella che lunedì 21/11/88 sarà dimessa dall'Ospedale era ammalata di fibroma maligno da oltre sette mesi. Nel corso di questi mesi era stata operata a febbraio c.a., a luglio mandata a casa senza speranza e non le avevano dato che sei mesi di vita. Prima della data della guarigione in agosto era ritornata all'ospedale con forti febbri e dolori, mentre io ero in vacanza.

 

La storia della guarigione

 

Inizia ad Oliveto Citra

 

Il 17 luglio, portandomi in quel luogo delle apparizioni della Madonna, vedo Gesù, la Madonna Santissima e un prete con le mani incrociate che riconoscerò per il Ven. Lentini allorché, dopo un'altra apparizione della Vergine  del 21 luglio, don Mario Riccio, che ne era venuto a conoscenza a telefono, mi presentò un'immaginetta del Ven. Lentini. Nell'apparizione di Oliveto Citra il Lentini mi disse: "Chiedimi tutto quello che vuoi che a me lo concederà". Non aspettavo altro, con la sorella ammalata, e dissi: "Chiedile la grazia per mia sorella".

Passa per Agropoli

 

Ero in vacanza con la famiglia ad Agropoli. Una notte vedo in sogno un sacerdote che si presenta come P. Giacomo e mi dice: "Parla con Carmelina che è una catechista che si è allontanata dalla Chiesa, deve ritornare". Sulla spiaggia ne stavo parlando con una donna conosciuta per caso e questa a sentire il racconto chiese: "Ma tu non lo sai chi è Carmelina?". Io: "No!" La donna della spiaggia: "Sono io Carmelina". Un giorno Carmelina, con cui avevo fatto amicizia, mi portò dei nastri religiosi per farmeli sentire, e mentre la sera li ascoltavo, sentii una voce che mi diceva: "Guarda, Antonietta, dillo a Carmelina che ti deve dare l'olio benedetto perché ti serve per i malati". Mi meravigliavo che una voce dal Cielo si manifestasse anche in vacanza e dissi pregando: "Signore Gesù! Proprio qua ti manifesti? Può essere? Se viene da te, ripeti, altrimenti togli da me questa visione", e il Signore ripeté: "Carmelina ha l'olio benedetto, ti serve per i malati". Dove incontrare Carmelina che incontravo solo sulla spiaggia? Mi raccomandai di nuovo a Gesù, e a tarda ora, ecco bussare alla mia porta proprio Carmelina che entrando mi dice: "Antonietta, io ho sentito una voce dentro di me che dovevo venire da te". Io mi misi a ridere tanto che Carmelina mi rimproverò che non credessi anche alle sue voci, ma le dissi subito: "Si' che ci credo (anche alle tue voci) perché tu mi devi dare una cosa". Carmelina: "Se la tengo, te la darò con tutto il cuore". Io: "Per il nome di Gesù tu mi devi dare l'olio di P. Ralfh perché tu sei stata all'incontro con P. Ralfh". E mi diede appunto di quell'olio.

La guarigione al Cardarelli

 

Ero ormai ritornata dalle vacanze. La sorella il 21 settembre peggiorò e mi chiamarono all'ospedale. Fu precisamente mia nipote, Adriana, a telefonarmi: "Zia, corri perché mamma sta male". Lungo la strada e i corridoi dell'ospedale andavo pregando in dialetto napoletano: "Gesù  o' tà pigli o a' guarisci! mò mi ferma! Gesù o' tà pigli o' a' guarisci! perché i' nun m'a' firu' ra' vede' che stà in d'a nu' liettu' abbandonata!" Con questi pensieri mi recai da mia sorella e mentre mi accostavo al suo letto, le chiesi subito: "Senti, ma tu credi a Gesù Cristo?" E lei: "Sì". Io allora, che non pensavo più al Lentini, le dissi con fede: "Allora non ti preoccupare. Io ti metto l'olio benedetto". Ripetei ancora una volta: "Gesù, o' tà pigli o' a' guarisci". Aveva 39 e mezzo di febbre, la feci girare, la unsi con l'olio e le imposi le mani. La sorella che aveva avvertito un calore forte e profumo di rose si addormentò, ma dopo 10 minuti si svegliò, spalancò degli occhi così grandi, mi guardò, sudava forte come un fuoco e gridò forte verso di me: "Guarda che io sono guarita!". Io in quel momento mi dissi dentro di me: "Sent' chest' è a guarigion' d'a' mòrt'". Ma lei insisteva: "Io s'ò guarit', io s'ò guarit', io s'ò guarit'!". Ed io per calmarla: "Guarda, non ti preoccupare, se il Signore ti vuole guarire sia fatta la sua volontà, però non ti agitare." Mi portai nel frattempo in un'altra stanza dove c'era una signora di nome IOLE alla quale da cinque mesi non sapevano dire cosa avesse e gridava. "Io non c'ià facc' cchiù! Stù Crist' quand s' move!". Mi sono avvicinata a lei con un'immaginetta di Gesù con la corona di spine e le ho detto: "Guarda la sofferenza di Gesù!". Ma quella malata disse: "Eh! l'hann mis' 'ncroc' 'e s' sta scaglian' ncontr' a' nui'. Si' song cinq' mesi e nun sann' cosa teng'. Tu c'i' pienz'? - disse vicino a me - Ma quale Cristo m' vuo' purtà?". Ed io: "Il Cristo Risorto".Mi sono poi ritirata a casa e a letto nella nottata, non prendendo sonno, sentii una voce: "Senti, figlia, come intercessore di tua sorella è stato il Ven. Lentini e di' all'altra figlia, Iole, che la sua malattia è guaribile. Ha solo la brucellosi. Deve cambiare ospedale, deve andare al Cotugno, venticinque giorni e sarà guarita". Per l'incredulità o altro non si portò quella donna al Cotugno, passarono venticinque giorni e morì. Una guarigione annunciata dal Lentini, ma purtroppo è stata rifiutata. Io ringrazio invece, il Lentini, cui con tutta la famiglia sarò devota e apostola per tutta la vita, che ha voluto ascoltare la mia umile preghiera del mese di luglio ad Oliveto Citra e ha guarito perfettamente la sorella. Niente è risultato nella Tac che le fecero il giorno dopo né le è stata fatta alcuna terapia. L'infermiera e i medici hanno gridato subito al Miracolo tanto che  lei, che non si muoveva da mesi, saltellava e le hanno permesso di recarsi due volte ad Oliveto Citra. Avevo pregato i dottori di non operarla più perché mi dicevo, che era stata guarita dal Cielo e lì non si fanno i miracoli a metà. Il Lentini mi confortava e appariva spesso a me e ai familiari, come era apparso alla sorella durante la notte della guarigione. L'indomani infatti che andai a trovarla le presentai la figurina del Lentini e le dissi: "Ecco chi ti ha guarita!" e mia sorella gridò dicendo: "Oh Dio! l'ho visto vicino all'armadietto della stanza, come un'ombra e poi è scomparso salutandomi con la mano destra". Il Lentini ci ha confortati tutti. Lo abbiamo visto seduto su un trono con il libro della messa, oppure, come l'altro giorno, ancora seduto vicino alla sorella all'ospedale. E anzi vedendo che non riuscivo a convincere i medici a non aprirla di nuovo il Lentini disse: "Lasciali fare, apriranno ma non troveranno niente". E così è stato, e così penso risulterà dalle documentazioni che allego alla presente. Grazie Ven. Lentini!

Il giorno 29 settembre c.a. ho riferito oralmente al Cardinale di Napoli, Sua Em. Michele Giordano che ascoltò con gioia e soddisfazione, e alla fine chiese anche la documentazione esclamando: "Era ora che si manifestasse perché aspettavo con gioia questo giorno!".

Napoli, 19 novembre 1988IN FEDE, f.to: Antonietta Acunzo in Raspaolo

 

Cronologia Del Miracolo Del Lentini

 

Domenica 17 luglio 1988: Visione del Prete con Gesù e Maria a Oliveto Citra.

21 luglio 1988 (a casa a Napoli): messaggini della Madonna per don Mario Riccio, tra cui il complimento per una Preghiera.

23 luglio 1988: Antonietta riconosce il Prete della visione nella figura del Lentini (gliela presenta don Mario Riccio).

Sulla spiaggia di Agropoli: Antonietta fa amicizia con una bagnante agropolese, ma senza presentarsi (saprà dopo che è Carmelina).

Una notte non precisata Antonietta sogna un prete ("che deve essere di qui", cioè di Agropoli) che si presenta come P. Giacomo (P. Giacomo Selvi) e le dice solamente di Parlare con Carmelina.

Sulla spiaggia Antonietta parla alla donna della spiaggia e le racconta il sogno. Quella donna dice di essere lei la Carmelina del sogno (è Carmelina Fiorino in Migliora). Da Carmelina Antonietta riceve dei nastri.

Probabilmente la stessa sera La Grande Voce-Gesu' dice ad Antonietta di farsi dare da Carmelina l'olio benedetto perché gli dovrà servire per i malati. Ma dove abita Carmelina? Antonietta non lo sa e prega Gesù di aiutarla. E immediatamente, spinta anche lei dallo Spirito, Carmelina bussa alla porta. Sembra che non faccia nemmeno a tempo ad entrare che Antonietta le chiede a nome di Gesù l'olio benedetto. Effettivamente ha a casa olio benedetto: è quello che ha preso nel raduno carismatico fatto a Laureana Cilento e benedetto da P. Ralph Di Iorio.

Antonietta ritorna dalle vacanze e subito la chiamano al Cardarelli dove sta per morire la sorella Anna.

Ma Anna Voria non muore: così ha voluto Gesù ascoltando quella lunga processione di preghiere partite in nome del Lentini dal famoso 17 luglio. L'ultima preghiera fu il rito di Antonietta: grande fede in Gesù, richiesta di fede alla sorella, un po' di olio benedetto (per l'occasione era quello del sudamericano P. Ralph) e il francobollo del Lentini (immaginetta) messo prima sul petto e poi esposto sul lettino accanto alla Regina del Castello di Oliveto Citra ... per spedire la lettera finita, con destinazione: IL PADRE! E la sua risposta si sa!

***

Il miracolo fu approvato con 6 voti su 7 nella Commisione dei Teologi del 13 ottobre 1995. Il 6/2/1996 avrebbe dovuto approvarlo la Plenaria Cardinalizia. La riunione però fu sospesa. Motivo: non era attendibile la testimonianza di Antonietta Raspaolo senza aver ascoltato me. In tutte le fasi, sia al Tribunale Campano sia alla Congregazione delle Cause dei Santi ero stato tenuto fuori. Il 9/2/96 mi telefona Mons. Sandro Corradini, Teologo della Congregazione, e mi invita in Vaticano. Ci vado con don Franco Alagia il 12/2/96. Sente le mie testimonianze. Devo essere soprattutto io a garantire che c'è stata la preghiera al Lentini e fuori dell'estasi. Il 19/2/96, dinanzi a Mons. Rocco Talucci, Vescovo di Tursi, delegato dal Cardinale, saremo interrogati ufficialmente io e Antonietta Raspaolo. La Plenaria Cardinalizia approverà il miracolo il 4 giugno 1996. In quei giorni di febbraio, a sette anni dall'avvenuto miracolo, non potevo ricordare i minimi particolari. Li trovai nelle mie pagine computerizzate dei Sentieri della Veggenza, ma telefonai anche ai vari veggenti a cui avevo chiesto di pregare per la sorella di Antonietta. Appena tornato da Roma, lo chiesi subito a Giulia nella stessa sera del 12. Lei ricordava di aver pregato. Io però volevo anche un messaggio di conferma: sia per me che per lei. E il giorno successivo,13/2/96, ore 7.30, la Madonna diede questo messaggio:

 

"Figlio mio, figlio santo, Mario, tu non solo hai pregato il Figlio Domenico Lentini, ma hai fatto pregare per ben tre volte la Piccola Giulia della Croce: lei ha pregato perché tu con cuore sincero hai affidato a lei dicendo: prega perché una sorella ne ha di bisogno: Prega Domenico Lentini. Lei la prima volta ti ha chiesto chi era questo Domenico Lentini e tu gli hai risposto: E' UN SACERDOTE CHE E' INNAMORATO DELLA CROCE. E per ben tre volte hai chiesto l'aiuto della preghiera alla Piccola Croce (=Giulia) pregando (=finale, cioè affinché pregasse) sempre al Figlio Domenico. E tu hai sempre pregato da solo e in compagnia nella Piccola Casa dell'Amore (= La Casetta). Non temere, figlio mio! Vi benedico con Amore Materno".

Da Antonietta e da me i fuochi d'artificio, da Giulia il colpo oscuro.

***

Il miracolo avrà l'approvazione del Papa, Giovanni Paolo II, il 17/12/96. Assisteranno all'evento a Roma il nostro Vescovo, Mons. Rocco Talucci, don Franco Alagia, don Vincenzo Orofino e don Giuseppe Cozzi. Noi aspettiamo la notizia nella chiesa di S. Nicola: Confessioni (dalle 10 alle 11), S. Messa (dalle ore 11.15-12.10), presieduta dal parroco don Francesco Sirufo, don Antonio Spagnolo e me. Segue l'Esposizione del Santissimo. Don Francesco si porta in canonica per aspettare la telefonata da Roma e mi prega di guidare l'Adorazione. Richiamo al popolo raccolto e trepidante l'ultima immagine del Lentini in questa chiesa del suo Bel San Nicola: oltre 3 ore in ginocchio dinanzi a Gesù esposto per le Quarantore quasi a dirci che così dovevamo aspettare la sua Glorificazione perché lui sarebbe rimasto ancora qui a pregare per noi dinanzi al Gesù vivo nell'Eucarestia e infatti, mi dirà Franco Sola che era presente: "Era in adorazione in ginocchio sul pavimento sotto la balaustra tra l'ambone e il suo pulpito". Alle 12.50 don Francesco legge il lieto annuncio: squillano le campane, si intona il Te Deum e, alle 13, mentre benedico col Santissimo il popolo festante e numeroso, Giulia va in estasi, a casa sua a Thurio, e così gusta e descrive quanto successe contemporaneamente in cielo:

 

"17 dicembre, martedì, ore 13, sono nella stanza dell'altare a recitare un Pater. Appare Gesù raggiante di luce. Io chiedo di glorificare e Gesù: - Sia gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo -. Poi (stendendo la mano destra, chiarificherà a parte) mi dice: - Figlia, guarda! - VEDEVO IL PAPA E IL VENERABILE LENTINI che passavano attraverso una grande porta: la porta grondava sangue, mentre passavano una grande luce li avvolse  e un coro di angeli glorificava il Padre. Gesù mi ha benedetta ed è andato via".