RACCONTANO OVUNQUE

 

Schiavonea Arancino di Corigliano Calabro (5 marzo 1991)

Io sottoscritta, Arancino Schiavonea, dichiaro di aver ricevuto per intercessione del Ven. Lentini la grazia che Gesù e Maria mi hanno concesso.

Questa storia è iniziata 9 anni fa andando a farmi una ecografia a Sibari, dove mi dissero che c’era una ciste nell’ovaia. Dopo quel giorno, non avendo la possibilità di controllarmi di nuovo, ci ho lasciato perdere. Dopo due anni sono stata visitata a casa mia dal ginecologo di Corigliano, dott. Francesco S. Gregorio, oggi Primario del Reparto Maternità all’Ospedale di Corigliano. Mi disse di ricoverarmi per operarmi alla predetta ciste. Ma io, nonostante avessi acconsentito, non ci andai, non per paura ma per non lasciare i miei 4 figli soli a casa. E così mi sono affidata a Gesù e Maria. Dopo cinque anni ho incominciato ad avere dei disturbi. Sono andata da una specialista di Rossano, dott. Pasquale Pirillo, che dopo la visita e l’ecografia mi disse che dall’ecografia vedeva una massa più grossa delle due precedenti, e mi consigliò di fare l’intervento non appena fossero aumentati i disturbi. Dopo un anno da questa visita sono andata dalla mia dottoressa curante che mi consigliò una visita ginecologica, che feci nello stesso giorno. Presso l’Ospedale di Corigliano, dove, dopo la visita e l’ecografia, il ginecologo mi disse che sarei dovuta ritornarci perché voleva accertarsi con più precisione. E così dopo 12 giorni vi ritornai insieme alla mia dottoressa curante, che è stata presente anche lei alla visita ed ecografia fatta dallo stesso ginecologo di 12 giorni prima. Risultato di quel giorno: c’erano tre cisti. Il ginecologo mi disse che dovevo ricoverarmi e che se avessi voluto potevo farlo quello stesso giorno. Con me era venuta solo mia figlia Anna, per cui, non essendoci mio marito e per non far preoccupare gli altri figli, dissi al dottore che mi sarei ricoverata dopo sei giorni. Però prima di ricoverarmi, accompagnata da mio marito, ho voluto accertarmi meglio recandomi dal dottore di Rossano, dove ero stata precedentemente, il quale, dopo la solita visita ed ecografia, confermò la presenza di questa massa cistosa e mi consigliò di ricoverarmi subito.

Così mi ricoverai all’Ospedale di Corigliano il 18 febbraio 1991. Qui, il secondo giorno dopo il ricovero, mi visita e fa l’ecografia il Primario del Reparto di Maternità, che conferma l’esistenza delle cisti, invitandoci a provvedere alla ricerca di sangue del mio gruppo, in caso di necessità durante l’intervento che mi avrebbe fatto subito. Mio marito si incaricò della ricerca del sangue. Ma giovedì 21 febbraio, mentre nella stanza c’erano altre persone che parlavano ed io ascoltavo, guardai verso il tetto della stanza e vidi un cerchio illuminato e in questo cerchio c’era l’immagine del Ven. Domenico Lentini, che avevo conosciuto attraverso mia sorella Giulia. Io sono rimasta zitta e guardavo. L’immagine scomparve ma poi riapparve, scomparve di nuovo e riapparve per la terza volta. Ero contenta, ma non dissi niente alle persone che erano nella stanza. Mi alzai e andai nel corridoio, pensando a quanto avevo visto. Non mi andava di parlarne ad alcuno perché sentivo che non mi avrebbero creduto.

In serata venne un Sacerdote a confessarci e venerdì mattina ci portò la Comunione una suora. Dopo due ore passò il Primario con gli altri dottori, il quale avvicinatosi al mio letto mi disse che non c’erano più le cisti e che il giorno dopo potevo andare a casa. Il dottore l’attribuì ad un suo errore, non erano cisti ma un rene più basso, si portò comunque la mano alla testa e meravigliato insieme agli altri dottori presenti esclamò: è la prima volta che mi capita di fare un errore del genere!

Intanto giunsero mio marito e mio padre, che appresero la bella notizia da me, e andarono dai dottori per accertarsi. Tutti, anche le persone della stanza, rimasero contenti, ma nello stesso tempo meravigliati di questa scomparsa. Sabato 23 febbraio vennero a prendermi mio marito e mia madre, la quale tutta contenta andò a portare un mazzo di fiori alla Madonna che è nel reparto.

Giunti a casa, a mio marito e ai miei figli, raccontai le tre visioni del Ven. Lentini nell’ospedale, però non fui tanto creduta da parte loro, ma io lo so e sono certa di poter confermare davanti a chiunque che per intercessione del Ven. Lentini ho avuto questa grazia da Gesù e Maria, che mi hanno sempre aiutate e non mi hanno lasciata mai sola, e così vorrei che tutti possano credere che per l’intercessione del Ven. Lentini si può ottenere tutto, purché si chiede veramente con fede e con tutto il cuore. Corigliano Calabro,5 marzo 1991. F.to Schiavonea Arancino.

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Mia nota.

Mi feci avere da Schiavonea tutte le documentazioni ed ecografie. Mi portai pure all’ospedale di Corigliano per avere quella fatta lì prima dell’intervento. Il tecnico però disse che non era stata conservata. Ci vorrebbe un esperto per vedere se dalle documentazioni in mio possesso appaiono le cisti in questione. E’ strano comunque che un Primario abbia sbagliato in tutta la sua vita solo in questo caso: confondere tre cisti con un rene abbassato! Mi viene il dubbio: Il medico si è veramente sbagliato oppure è di quelli che non si vogliono chinare al Soprannaturale? Cosa strana per la scienza di oggi: ammettere di aver sbagliato pur di non sottomettersi all’esistenza e azione di Dio anche fuori delle leggi scientifiche!

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