Strade migliori, scuole più facili

 

Nessuna sorpresa per gli operatori scolastici e gli enti locali quando si è saputo che il Gerrei è stato inserito tra gli undici bacini a rischio di dispersione scolastica. Con il termine dispersione viene indicato il disagio di cui soffrono molti, troppi studenti durante la frequenza scolastica: il disinteresse verso una o più materie è, spesso, il primo sintomo del malessere, al quale segue negli anni successivi il graduale allontanamento dalle aule. Ma è nella fase di passaggio da un grado scolastico all’altro che i problemi , irrisolti ,si acuiscono: si assiste allora a fenomeni di ripetenza (7, 8% dei frequentanti) e di interruzione del corso di studi (8%).

Le fasce di età maggiormente interessate da questi comportamenti sono quelle che vanno dagli 11 ai 14 anni, l’incidenza più alta, invece, riguarda l'arco dai 15 ai 18 anni. Da questo tipo di rilevazioni non resta esclusa neppure la fascia dai 6 agli 11 anni, dove i docenti più attenti riscontrano già i primi disagi dell’insuccesso scolastico. Se non arginate in tempo, le difficoltà sfociano nel più grave fenomeno dell’abbandono scolastico, con conseguenze negative sul piano sociale e occupazionale.

C’è da chiedersi quali siano le cause profonde che producono la dispersione e quali le misure più efficaci per affrontarle. E’ a queste domande che cercano di dare risposta gli insegnanti e le istituzioni locali creando spazi di discussione e progettazione.

" La rete stradale"- commenta Maria Luisa Argiolas ,assessore alla Pubblica Istruzione di Silius - "insieme alla povertà dell’offerta formativa (c'è solo un istituto tecnico commerciale in tutto il Gerrei) sono le vere cause di questa grave situazione. Non c’è da meravigliarsi ,dunque, se da noi il tasso di disoccupazione raggiunge i livelli preoccupanti del 30%".

Degli scarsi collegamenti fra il capoluogo e i paesi della zona si lamentano anche gli studenti pendolari, che soffrono i ritmi stressanti ai quali sono costretti per recarsi a scuola (fino a nove ore fuori casa).

Maria Laura Erriu, insegnante della scuola elementare di Silius, è convinta che l’aggiornamento qualificato degli operatori scolastici non debba essere trascurato se si vuole affrontare il problema alla radice. Infatti sottolinea che "la qualità dell’offerta formativa deve necessariamente passare attraverso la preparazione degli insegnanti. Così si potrà offrire un ambiente che risponda ai bisogni di formazione, ma anche di buone relazioni personali e di soddisfazione delle esigenze di comunicazione da parte dei ragazzi". Fra i docenti non manca chi mette in discussione anche i programmi didattici. Si critica la scarsa flessibilità, che non consente di dare la giusta attenzione al bagaglio culturale di appartenenza , riconosciuto ormai come un elemento fondamentale e una motivazione all’apprendimento .

Strade migliori, trasporti più efficenti, istituti superiori a indirizzo formativo diversificato, ambiente scolastico più attento alle esigenze formative ma anche al rispetto dell’individuo, sembrano dunque gli obiettivi su cui puntare se si vogliono garantire pari opportunità agli studenti delle nostre scuole. Perché, finora, il diritto allo studio da queste parti sembra una realtà ancora troppo lontana.

Pina Melis

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