Chilometri più facili

I paesi del Sarrabus e dell’Ogliastra contano sulla nuova Statale 125. E’ ormai risaputo che la posizione geografica di questi comuni li ha da sempre condannati a un isolamento forzato e ad una distanza inaccettabile dal capoluogo di regione. Le curve pericolose e i troppi chilometri da percorrere hanno penalizzato, insieme ai paesi dell’Ogliastra, anche i centri del Sarrabus. In questa zona, nemmeno la risorsa turistica ha evitato i danni dovuti alla scarsa qualità dei collegamenti.

Nel lontano 1986, l’Anas aveva proposto un progetto per la realizzazione della nuova strada statale 125, così da accorciare sensibilmente il tragitto fino a Cagliari. La spesa prevista per il primo stralcio del progetto si aggirava intorno ai 30 miliardi. I consigli comunali dei comuni interessati alla nuova strada avevano espresso parere favorevole al progetto, ritenuto poco traumatico per l’impatto ambientale e in grado di evitare la confluenza del traffico costiero dell’hinterland cagliaritano, già troppo congestionato, con quello proveniente dal Sarrabus e dall’Ogliastra. Ma per dare attuazione al decennale progetto stradale l’attesa è stata lunga. Solo di recente, grazie alle conferenze di servizio dei comuni, la situazione si è sbloccata. Sindaci e amministratori hanno dovuto impegnarsi per difendere le ragioni dei rispettivi comuni. Nel frattempo, infatti, l’assessorato regionale alla Programmazione aveva elaborato un nuovo progetto. La 125, ovvero l’Orientale Sarda, sarebbe partita dal tronco Tertenia-S. Priamo, in apparenza più dispendioso e ben lontano dal tutelare gli interessi dei centri coinvolti. La soluzione proposta dalla Regione avrebbe provocato un grave pericolo di deturpazione per il paesaggio collinare. Avrebbe corso rischi anche lo sviluppo turistico del Sarrabus, basato principalmente sulla valorizzazione delle coste. Il nuovo progetto entrava in contrasto con le scelte urbanistiche, attraversando zone sottoposte a vincoli paesistici e causando l’isolamento di strutture importanti come la base militare di Capo S. Lorenzo e il porto di Villaputzu. Anche l’amministrazione provinciale si era proposta, con un progetto di rifacimento della strada provinciale costiera Cagliari-Villasimius. Neppure in questo caso, però, veniva tenuta in considerazione l’esigenza panoramica-turistica, nonché economica, sociale ed industriale, invocata dagli enti locali. Entrambe le soluzioni, secondo gli amministratori locali, ostacolavano il riscatto del Sarrabus e dell’Ogliastra, impedendo ai comuni interessati di sottrarsi al preoccupante isolamento che affliggeva il territorio. Come mai, si chiedevano sindaci e consiglieri, di fronte al parere favorevole espresso dai consigli comunali i lavori d’inizio della nuova 125 erano rimasti allo stato di ipotesi?

La domanda risuonava nelle case municipali, senza che fosse accompagnata da una risposta. La stampa addebitava la perdita di tempo alle stesse amministrazioni comunali, che però si erano affrettate a smentire ogni accusa, confermando la loro adesione al progetto dell’ANAS. Con questo piano di spesa, ci sarebbe stato un risparmio di circa 40 miliardi rispetto a quello proposto dalla Regione. Nel 1991, i comuni del Sarrabus e della bassa Ogliastra, riuniti in assemblea, hanno approvato e spedito al Presidente della Regione Sardegna un ordine del giorno dove si ribadiva l’adesione incondizionata al progetto ANAS. E’ stata forse la mossa decisiva per l’inizio dei lavori della nuova Orientale Sarda. Però non tutto procede per il meglio. Se a Castiadas i lavori continuano senza difficoltà, nel tratto S.Vito-S.Priamo c’è stata una interruzione causata da una divergenza di vedute tra l’impresa appaltatrice e l’ANAS. Solo una volta raggiunto un accordo definitivo sarà possibile riprendere i lavori, anche se c’è chi parla di riappaltarli. L’obiettivo resta comunque quello di quattordici anni fa, quando i comuni si sono riuniti per gridare la loro rabbia contro l’isolamento e il pericolo rappresentato dalla 125, pronti ad adottare le decisioni più utili per l’interesse della popolazione, così da contrastare i ritardi nell’esecuzione dell’opera. Salvo imprevisti dell’ultima ora, la nuova strada (o meglio l’autostrada, come la chiama qualcuno, per l’ottimo scorrimento del traffico che dovrebbe offrire) verrà alla luce alla fine del 2001, o al massimo nel 2002, fra qualche occasione di polemica per il percorso chilometrico superiore all’attuale 125. Insomma, il vero vantaggio sarebbe la strada a scorrimento veloce, ma i chilometri da percorrere fino al capoluogo di regione sarebbero maggiori degli attuali. Sarà davvero così?

Susanna Furcas

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