Radiotelescopio a San Basilio

Sarà il più grande radiotelescopio esistente in Europa quello che sorgerà entro il 2002 nel Gerrei.

La mega antenna progettata per ricevere e trasmettere con i satelliti inviati a Saturno e dal 2003 con la missione spaziale per Marte, permetterà di compiere esperimenti scientifici di altissimo livello.

Il professor Grueff che attualmente lavora nell’ASI (Associazione Spaziale Italiana) impianto spaziale di Bonn in Germania, conferma l’utilità della struttura per l’osservazione degli asteroidi, dei movimenti della crosta terrestre e dei detriti spaziali.

Rispetto alle altre antenne attualmente in dotazione alla NASA, quest’ultima sarà in grado di decodificare un maggior numero di dati in quanto la banda in cui opera ha una frequenza maggiore (300mhz-100 ghz) di quelle che operano in banda x.Ciò consentirà una mappatura piu'dettagliata del pianeta esplorato.

In un’assemblea popolare, promossa a San Basilio qualche mese fa, sono stati ricordati i momenti cruciali dell’iniziativa:

gli studi per la realizzazione della struttura risalgono al 1994-95 e furono finanziati dall’ESI (ente spaziale italiano), solo per motivi scientifici fu indicata la Sardegna come luogo adatto alla sua ubicazione.

Successivamente la Regione, sollecitata dai comuni appartenenti alla XXI comunità montana, in particolare da San Basilio, Silius e San Nicolò Gerrei, individuò la località di Planusanguni come area destinata ad ospitare il radiotelescopio.

"Il lavoro dei tre comuni non fu facile", ricorda l’ex sindaco di Silius Salvatore Melis, anche perché altri comuni della Sardegna si battevano per le medesime richieste". Ma il lungo e laborioso lavoro di mediazione politica dei tre comuni fu premiato e nel 1999 la scelta della Regione cadde proprio nell’area del Gerrei

La speranza è che il territorio tragga vantaggi soprattutto come immagine ma nulla esclude che in futuro vi possano essere ricadute anche da un punto di vista sociale e culturale. La zona vanta bellezze naturali e archeologiche, l’attrattiva esercitata dal radiotelescopio, sarà un’occasione per farle conoscere e apprezzare ai turisti.

Resterà all’iniziativa dei singoli ma anche a quella degli amministrazioni locali, la realizzazione di servizi intorno alla struttura, capaci di creare indotto economico.

La gente del posto, soprattutto i giovani, hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, ma non sono mancate perplessità e paure legate al problema della radioattività.

"La pericolosità dell’impianto", rassicura Grueff, è pari alla radioattività emessa dalle antenne tv e dei telefonini, quindi non c’è nulla temere".

La reazione dei più’ timorosi sembra sia rientrata senza grandi polemiche e ora si attende con trepidazione l’inizio dei lavori.

Pina Melis

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