Pare che Triei sia stato fondato intorno al X secolo da popolazioni allontanatesi dalla fascia costiera per sottrarsi alle incursioni dei Pirati Saraceni.

Nel secolo XI Triei diventò dominio di Pisa quando il Papa Benedetto VII invitò la città toscana e Genova ad unirsi per liberare la Sardegna dai Saraceni i quali nel 1015, guidati dal famigerato Mogehidibn Abdhallah el Amir, riuscirono a sbarcare nelle acque sarde. Leggiamo per la prima volta Triei nel ruolo delle imposte pisane del 1316, il quale dice che "gli uomini della villa di Triei, del Giudicato d'Ogliastra, dovevano pagare agli esattori del comune di Pisa, residenti a Cagliari, cinque lire ogni anno, in due rate: una alla fine di gennaio e l'altra alla fine di agosto". Il documento lo suppone già esistente ma non sappiamo da quando...

Apparteneva al Giudicato di Cagliari e alla Circoscrizione amministrativa d'Ogliastra, con sede a Lanusei, fino al 1258. Nel 1324, quando i Catalani ottennero la resa dei Pisani in seguito alla capitolazione di Villa di Chiesa (Iglesias), il nostro paese diventò possesso degli Aragonesi e fu incorporato nella Contea di Quirra, creata dal re d'Aragona in favore dell'Ammiraglio spagnolo Berengario Carroz, nel 1363. Quest'ultimo aveva il compito di trattare con i paesi ogliastrini, e quindi anche Triei mandava i suoi rappresentanti che si riunivano in Parlamento. Il sindaco e procuratore di Triei al Parlamento del 29 luglio 1545 era Palmeiro Murgia, mentre quello dell'11 marzo 1579 era "donno Tommaso Zica, procurador de la villa de Triei". Fino ai primi del secolo XIV, Triei apparteneva al Giudicato di Gallura. Nel 1420, quando la Diocesi di Suelli (secondo lo storico Lorenzo Manconi, quella di Suelli e' stata la prima Diocesi sarda a comparire, verso il 1050, nel Medioevo), venne da Papa Martino V incorporata a quella di Cagliari, la nostra Parrocchia dipese dall'Arcivescovado di Cagliari. Nel 1479, dieci anni dopo il matrimonio di Isabella di Castiglia con Ferdinando d'Aragona, per effetto dell'unificazione sotto un unico sovrano, Triei passò alla Spagna, e anche la lingua ufficiale e' quella spagnola. Nel 1603 la Contea di Quirra fu trasformata in Marchesato in favore della famiglia Gentelles.

Nel 1627 la tipografia romana di Ludovico Grignano stampa il "Leggendario di Santas Virgines et Martires de Jesus Cristu", che il sacerdote orgolese Giovanni Matteo Garipa aveva dedicato a "sas honestas et virtuosas juvenes de Baunei e Triei, unu tempus parrocchianas suas".

Nel 1713 Triei passò all'Austria. Nel 1718 alla Casa di Savoia. Nel 1770 la Chiesa si distaccò da Baunei; in quello stesso anno, il sindaco Giò Pietro Mucheli e il Censore Giò Murru, parteciparono alla riunione indetta a Tortoli dal Vicario di Sardegna Conte des Hayes al quale comunicarono: "...nel paese non esservi discoli, ne' diffamati, fatta riserva di due nominati Angelo e Giò Pietro Merciani, accusati di omicidio, i quali passeggiavano liberamente nella villa".

Dal 1821 al 1859, fu sede del distretto con giurisdizione su Ardali, Baunei, Girasole, Lotzorai, Talana, Urzulei e Villagrande Strisaili. A Triei risiedeva un Delegato della Prefettura di Lanusei e due Cancellieri. Nel 1824, quando, dopo quattro secoli fu ricostituita la Diocesi dell'Ogliastra, la nostra Parrocchia, come già ai tempi di S. Giorgio, appartenne nuovamente alla Diocesi d'Ogliastra, con sede a Tortoli, dove il primo Vescovo, Mons. Serafino Carcher, prese alloggio nel Palazzo Quigini, diventato sede vescovile dopo che fu appunto ricostituita la Diocesi della Barbagia, chiamata poi Ogliastra da Agugliastra, l'isolotto di Santa Maria Navarrese.

Nel 1839 Triei cessò di appartenere al Giudicato d'Ogliastra e al feudo del Marchesato di Quirra, perché soppresso e riscattato dal Regio Demanio. Nel 1848, quando la Sardegna rinunciò all'autonomia e fu esteso all'isola lo Statuto Albertino, anche Triei fu annesso al Piemonte. Dal 1861, fa parte dello Stato Italiano.

Dal 1807 al 1821 Triei fece parte della provincia di Tortoli. Dal 1821 al 1859 di quella di Lanusei, trasformata poi in circoscrizione fino al 1927, anno in cui anche questo circondario fu soppresso e tutta l'Ogliastra cessò di appartenere a Cagliari per passare alla nuova provincia di Nuoro. Triei possiede i registri parrocchiali, che si conservano nell'Archivio Vescovile di Lanusei fin dal 1577, circa cinquant'anni prima che li avesse Baunei, dal cui clero era allora accudito.

Dai registri ricaviamo i cognomi più antichi del paese: Aresu, Bari, Cabiddu, Casula, Cavia, Cerci, Cerina, Delussu, Farci, Frau, Lepori, Loddo, Maccioni, Mele, Mereu, Monni, Mula, Mullanu, Mura, Murgia, Murru, Onedda, Piras, Podda, Serra, Tegas, Tolu, Urrai, Vargiu, Zica e Zireddu. A questi si aggiungono nello Status Animarum del 1787 i seguenti nuovi cognomi: Aragoni, Bangoni, Busia, Catzola, Chironi, Corrias, Farinconi, Imprugas, Incollu, Lai, Moretti, Puddu, Secci, Scorcu, Tangianu e Tronci.

In un verbale del 3 ottobre 1744, troviamo riuniti "in Giunta", presso la Piazza del maiore di Giustizia, per l'omaggio al nuovo Feudatario, i seguenti capi di famiglia: il sindaco Giuliano Murru, il maiore di Giustizia Gian Domenico Muggianu, il vice maiore Salvatore Tangianu, i giurati locali Giovanni Stefano Mereu e Antonio Maria Secci ed i semplici vassalli Elias Secci, Pierpaolo Muggianu, Giovanni Mereu, Giuseppe Mulas, Francesco Muceli, Simone Conti, Antonio Secci, Giovanni Muggianu, Piermichele Muggianu, Tommaso Muggianu, Sadorro Murru, Gian Domenico Secci, Girolamo Incrissa, Damiano Secci, Pietro Tegas, Sisinnio Lai, Giovanni Casula, Vittorio Secci, Battista Farinconi, Gian Pietro Muceli, Francesco Tegas e Antonio Murru. Erano trentaquattro sui trentanove che, come dicevano a voce componevano la comunità. Mancava, dicono i verbali, la lista del Feudo per un controllo. Il sindaco Giuliano Murru era uno dei pochi che sapessero scrivere tra i sindaci ogliastrini; era anche scrivano del Comune, ed era l'unico dei presenti alla Giunta che avesse firmato i verbali, in quanto nessun altro sapeva scrivere.