A due passi da Triei si trovano località naturali a dir poco stupende: a partire dalle cale nel Comune di Baunei, alle Rocce Rosse di Arbatax.

 

Cala Goloritzè

 

Queste zone, incantevoli e incontaminate, distano da Triei una decina di Km.

Per quanto riguarda le cale, queste possono essere raggiunte via mare o anche via terra. Nel primo caso, basta prenotare delle gite in barca presso le biglietterie che si trovano nel porto di Arbatax e nel porticciolo turistico di Santa Maria Navarrrese; per chi ama il trekking invece, bisogna innanzi tutto arrivare in macchina a Baunei (ci si arriva in dieci minuti), per poi proseguire a piedi per sentieri meravigliosi che dalla montagna portano fino al mare. Di rilevante interesse è l'altopiano di Golgo, sempre nel territorio di Baunei, dal quale è  possibile raggiungere luoghi più o meno impervi a cavallo o in mountain bike, attraverso magici paesaggi resi unici dal fantastico connubio di monti e di mare. Si possono visitare due elementi caratteristici della piana: una meravigliosa chiesetta trecentesca dedicata a San Pietro e una voragine chiamata nel dialetto locale "su sterru", sulla quale sono sorte numerose leggende.

 

Le Rocce Rosse di Arbatax sono fantastiche: offrono ai visitatori un paesaggio davvero incantevole.

 

Le Rocce Rosse di Arbatax

 

Inoltre a due passi da Triei si trovano spiagge splendide.

Da segnalare in modo particolare le spiagge che da Santa Maria Navarrese portano ad Arbatax, quelle di Orrì (Comune di Tortolì) e di Cea (Comune di Barisardo).

 

Santa Maria Navarrese, Arbatax, Tortolì, Barisardo, Girasole e Lotzorai, sono i centri turistici balneari di questa zona; naturalmente tutte queste località offrono ampie possibilità di scelta tra hotel, ristoranti, pizzerie e campeggi.

 

A Lotzorai possiamo ammirare le Domus de Janas o Domus de sas Fadas, che sembrano delle camerette collegate fra di loro attraverso dei cunicoli, scavati nella roccia, nelle quali i protosardi erano soliti seppellire i loro morti. Il nome è frutto di credenze popolari, per cui si ritiene non si trattassero di tombe, ma di case per le streghe. Nelle Domus, si trovano scolpite nella roccia delle teste bovine, talvolta dipinte di rosso, o semplicemente delle corna, che avevano lo scopo di tenere lontani gli spiriti maligni e proteggere così il riposo dei defunti.

 

Ma oltre ad essere una zona di mare, l'Ogliastra è occupata all'interno da isolati rilievi calcarei, che si presentano come piccoli altopiani, denominati tacchi, assai impervi e pittoreschi, rivestiti di boschi, in prevalenza lecci. Si estende dal Gennargentu al mare per circa 1700 Km quadrati; un ambiente montano in cui possiamo notare animali che in altri territori sono in via d'estinzione o sono addirittura già scomparsi, come i mufloni.

Per visitare questa zona "selvaggia" dell'Ogliastra consigliamo di prenotare una gita a bordo del mitico Trenino Verde, che resiste ancora nonostante le vibranti proteste degli ambientalisti.

 

Il Trenino Verde

 

 Questa vaporiera attraversa le zone montane dell'Ogliastra. Parte dalla stazione sul molo della Cala Genovesi ad Arbatax, verso le sette del mattino, e arriva a Seui (nella Barbagia di Seulo) dopo circa tre ore. Giunti a questa destinazione, gli escursionisti possono ammirare il bosco di Mont'Arbu, dove sono presenti una miriade di cinghiali e altri animali selvatici.

Nel primo pomeriggio, il Trenino si rimette in moto e verso le 20.00 fa il suo rientro alla stazione di Arbatax.