riconosciuto e
normalmente accettato un fattore tanto reale quanto misterioso : il “Qi”
(pronuncia “ci”). In Occidente, questo elemento di importanza straordinaria
viene considerato come pura fantasia, dai dubbi riscontri reali, e per questo
denigrato dalla medicina ufficiale. In realta’, il Qi, il cui significato e’
pressappoco “Energia vitale”, “Forza interiore”, altro non e’ che un’ esistente
forma di energia immagazzinata al centro del corpo, nel punto chiamato “Dan-Dian”, posto circa tre
dita al di sotto dell’ombelico.Nella tradizione taoista, il Qi si considera
ereditario: tutti noi nasciamo con una quantita’ di Qi piu’ o meno simile, e’
una forza creatrice e si presenta in ogni manifestazione umana e universale, e
infatti viene attribuita alla nascita dell’Universo una forma di Qi
primordiale. Il Qi che tutti possiedono tende a consumarsi durante l’arco della
vita, e per questo dovrebbe essere di uso comune l’apprendimento delle tecniche
per conservarlo e per accrescerlo. Non a caso, in Oriente, l’espressione
che si
utilizza per indicare “Come stai?” e’ resa letteralmente con “Come va oggi il
tuo Qi?”, a testimoniare il fatto che li’ si convive facilmente con i suoi
effetti. Quando si ama, quando si e’ riusciti in un’impresa, quando si e’
felici, quando ci si sente in forma, si genera energia, che ha sede proprio nel
punto sopra indicato.Come dire: se un fenomeno come
questo e’ riconosciuto e accettato dalla Scienza, puo’ essere facilmente
accolto anche il fenomeno del Qi che si sviluppa, che puo’ essere incrementato,
e che e’ in grado di scorrere liberamente attraverso canali energetici
all’interno del corpo, mediante esercizi specifici, come il
Tai ji quan e il Qi Gong.