Tutti i perché de "Gli instrumenti di Volta"

Carol Law e Charles Amikhanian sono due artisti statunitensi, lei pittrice, lui musicista. Sono arrivati alla Fondazione Rockefeller di Bellagio grazie a un programma di scambio culturale con Other Minds, associazione musicale d’avanguardia diretta dallo stesso Charles. Fra pochi giorni torneranno a El Cerrito, la loro città, portando con sé una infinità di esperienze e testimonianze raccolte in questo anno vissuto a Bellagio, splendida cornice degli incontri con altri artisti, scienziati, studiosi e ricercatori provenienti da ogni parte del mondo.

La voglia di conoscere meglio il nostro Paese e la nostra arte li ha portati, lo scorso inverno, a visitare l’evento multimediale di Villa Olmo dedicato a Volta in celebrazione del duecentesimo anniversario della pila; mai si sarebbero aspettati uno spettacolo così avanzato dal punto di vista artistico e tecnologico e, pur non conoscendo la nostra lingua, hanno avuto da subito un grande interesse nei confronti dell’illustre comasco, acuto sperimentatore dotato di un’insanabile curiosità.

Carol, colpita dalle suggestioni di Villa Olmo, ha voluto visitare il tempio voltiano, dove ha espresso il desiderio di poter reinterpretare gli strumenti scientifici di Volta realizzando degli acquarelli. Un desiderio che può sembrare quasi ovvio per una pittrice, ma dietro tale volontà si nasconde un percorso culturale che Carol e Charles hanno intrapreso da tempo. Charles è un musicista di ricerca, che studia, manipola, ricrea suoni e musica con complicati strumenti informatici, facendo convergere suoni, creatività e tecnologia in una produzione artistica d'avanguardia. Carol partecipa a un movimento di sperimentazione e di studio delle contaminazioni tecnologiche nella creatività artistica. Entrambi tentano di ripercorrere le vie di incontro tra le nostre parti razionali, ispiratrici delle tecnologie, e quelle emotive, madri dei nostri sentimenti e delle espressioni artistiche. Un po’ come Leonardo, a cui è dedicato un sito omonimo, emanazione del prestigioso Massachusset Institute of Technology, dove artisti e scienziati si scambiano esperienze che fanno da incubatore a nuove realizzazioni sia sul fronte artistico che su quello tecnico.

Così, attraverso i delicati colori dati ai polverosi strumenti depositiati nelle teche del tempio, i cimeli voltiani hanno ripreso vita. Carol racconta che molti visitatori vedendo gli strumenti riportati sulla carta sembravano capire meglio gli originali. Che fare ora, lasciare che questi acquerelli se ne vadano a El Cerrito - S. Francisco, dove vivono i due artisti? Perchè non raccoglierli e stamparli in un album che potrebbe diventare un raffinato tributo ad Alessandro Volta alla fine di questo 2000? Anche il MOMA il Museum of Modern Art di New York ha manifestato interesse per l'iniziativa e vorrebbe conservare copie di una eventuale edizione cartacea o multimediale. E, ancora, volendo provare anche noi a proporre una contaminazione fra arte e tecnologia, perché non farne una presentazione con un vernissage durante Altecnologie 2000?

Passione per la scienza, caparbietà, voglia di innovazione, percorsi inusuali, tutto ci porta allo spirito del nostro grande scienziato. Che avrebbe apprezzato questa acuta contaminazione.

"Gli instrumenti di Volta" - caratteristiche

La raccolta degli acquarelli realizzati da Carol Law darebbe vita a un raffinato album contenente una dozzina di dipinti, tutti realizzati partendo dagli originali del tempio voltiano, corredati da didascalie originali (in italiano e in inglese), stampate su un foglio di carta traslucido precedente ogni acquarello. In tal modo sfogliando l’album si potrebbe intravedere il profilo dello strumento e la relativa descrizione, per poi scoprirne, girando pagina, tutto il colore e la vitalità.

La scelta dei fogli cadrebbe su un formato da 80 gr patinato e opaco, che possa garantire la qualità della definizione. Le opere verranno trasferite su supporto informatico mediante scansione con tecnologie avanzate che consentano di riprodurre ogni dettaglio. Le pagine stimate saranno una cinquantina, precedute da un profilo dell’artista, del suo incontro con Volta, e corredate da altri contributi del MOMA e della Camera di Commercio di Como. Una sovracopertina più spessa dovrebbe assicurare un prodotto di indubbio gusto, anche a colpo d’occhio. Le copie potrebbero essere numerate e/o autografate dall’artista.