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IL PROGETTO

 Il "Progetto Accademia" ha ben altre ambizioni e si pone traguardi che potranno essere raggiunti se il consenso che finora ha accompagnato le attività già svolte troverà conferma in un concreto sostegno da parte dei cittadini in genere e in particolare del Comune che li rappresenta. E per i cittadini intendiamo non solo le persone culturalmente interessate alle manifestazioni esterne dell'Accademia più visibili e godibili (concerti, recitals e altro), ma anche gli imprenditori, i commercianti, i dirigenti di sportelli bancari, i conduttori di alberghi e ristoranti, i proprietari di appartamenti o di camere da affittare, gli studenti desiderosi di apprendere lingue straniere, ed altri ancora che sarebbe lungo elencare poiché la casistica  del possibile "indotto", cioè di un ritorno economico oltre che culturale del  progetto in questione è veramente ricca e piuttosto articolata.
     

   Noi vorremmo offrire lo spunto per una seria riflessione al riguardo. Vorremmo che lo sforzo a cui si sottopone un gruppo di persone benintenzionate e disinteressate, il loro impegno assunto come servizio di volontariato, possa essere compreso e sostenuto da una cittadinanza che sa ormai distinguere tra il dire e il fare, rifiuta le sterili lamentele tipo "qui non si fa nulla" e dà una mano a chi concretamente opera.

  Il "Progetto Accademia" si pone anzitutto, com'é ovvio, un traguardo di alta cultura. I giovani che approdano a Cagli da ogni parte del mondo non sono dilettanti in vena di avventure canore, sono studenti già diplomati che cercano di affinare le loro capacità, di perfezionare la loro tecnica in vista del possibile ingresso nel difficile mondo del teatro lirico e concertistico. Essi sono fortemente motivati e disposti a un impegno severo ben conoscendo quante e quali difficoltà dovranno incontrare per superare le competizioni future. Essi sanno che la base fondamentale per riuscire nello scopo è la padronanza di una superiore tecnica vocale, perché il solo dono naturale di una bella voce è 

requisito  necessario ma non sufficiente. Essi scelgono Cagli perché sanno che qui opera un illustre docente, Mario Melani, ben conosciuto negli ambienti che contano e il cui nome, da solo, evoca consensi e apprezzamenti. Aggiungeremo a parte un "medaglione" biografico sul personaggio per una più completa informazione, ma fin da ora si può anticipare che la presenza nell'Accademia cagliese, in qualità di docente e direttore artistico, di un maestro di tale levatura è da sola ragione sufficiente per sostenere l'impresa e potrebbe domani costituire motivo di giustificato biasimo nei confronti dei soli distratti, a qualunque livello di responsabilità collocati.

   Essi (gli allievi) scelgono Cagli perché il piccolo centro consente uno studio più tranquillo e un colloquio costante con i maestri, perché infine la presenza di un teatro che proprio ora riprende a scrivere la sua nuova storia può offrire spazi ed opportunità per il loro ingresso nel mondo della lirica e per i primi impatti con il pubblico.

   Ma il progetto culturale riguarda anche altri aspetti. Chi ha avuto la fortuna di assistere al concerto di chiusura dell'anno accademico (Cagli - Pergola - Fratterosa) ha avuto modo di ascoltare dai giovani solisti alcuni canti della loro terra e l'emozione è stata intensa. Un'esperienza rara e indimenticabile. E' così che l'orizzonte culturale si allarga e la conoscenza si arricchisce. Si innesta nel nostro piccolo centro un congegno di vasi comunicanti da non sottovalutare, anche per quanto concerne la possibilità di veicolare e diffondere nella maniera più spontanea lo studio di lingue straniere, altrimenti quasi impensabile alle nostre latitudini, specie per le lingue inaccessibili come ad esempio il giapponese.

   A tutti questi aspetti, significativi e pur tuttavia ancora marginali, si deve aggiungere il frutto diretto dell'attività dell'Accademia e cioè la possibilità di allestire intere opere liriche da presentare in prima esecuzione nel nostro teatro e da esportare in seguito in altri spazi lirici, anche all'estero. Si rifletta a questa concreta possibilità e se ne traggano le conclusioni che, evidentemente, dovrebbero indurci a prestare un'attenzione più coinvolgente anche in termini di sostegno finanziario a un'istituzione destinata a diventare fiore all'occhiello della nostra città, giustamente fiera della sua vocazione culturale. Allestire opere liriche è impresa difficile e costosa. Generalmente i grandi teatri ricorrono a interpreti di fama che comportano spese non indifferenti (e usiamo al riguardo un blando eufemismo) e rappresentano spesso un ostacolo invalicabile per ogni auspicabile alternativa di nuove giovani leve, rallentando e spesso impedendo i normali ricambi generazionali. Per questa strada si perdono forze e potenzialità che potrebbero arricchire notevolmente il panorama degli interpreti validi e porre al tempo stesso un freno al lievitare abnorme delle spese.

   In questo senso l'Accademia può svolgere un ruolo importante. Il nostro teatro potrà valersi dell'allestimento di opere liriche a costi certo più bassi di quelli praticati dal mercato e con risultati di qualità non inferiori. Da una parte, cioè, si potrà spendere meno e dall'altra si favorirà l'ingresso nel mondo della lirica di validi giovani provenienti dal vivaio della nostra istituzione.