Storia


           

- Benvenuti nel sito di Aci Bonaccorsi -


Questo sito e' stato realizzato da privati con l'intento di far conoscere il paese di Aci Bonaccorsi a quanti vi si collegheranno e non ha nessun legame con il Comune quale istituzione.

 

   La storia di Aci Bonaccorsi come “Città autonoma” comincia nel 1652 ; prima di questa data le sue vicende storiche si inseriscono a pieno in quelle della Terra di Jaci.

  Secondo le fonti storiche l’antica Aci è da identificarsi con la greca Xiphonia, localizzata dagli esperti nel territorio dell’ odierno abitato di Capo Mulini.Dal "De Bello Punico" di Silio Italico sappiamo che, presso il fiume denominato "Aci", vi era una città alleata dei Romani nel contesto delle Guerre Puniche. In epoca bizantina la città fu denominata Jachium e nel periodo della dominazione saracena (cioè a partire dalla fine del X secolo),come documentato da fonti arabe, costituiva un’ importante città protetta dall’ imponente maniero di Aci.

  In base alla storiografia locale, fu il terremoto seguito dall’ eruzione dell’ Etna del 1169 a provocare lo spostamento della popolazione dall’ antica Aci verso il cosiddetto “Bosco d’ Aci”, la vasta area boschiva che si estendeva dalla costa fino a territori oggi facenti parte del Comune di Zafferana Etnea. Da questi spostamenti si formarono gli attuali paesi con il prefisso “Aci”.Per quanto riguarda Aci Bonaccorsi, questi, quasi certamente, cominciò a costituirsi come vero e proprio borgo abitato a partire dal XV secolo, quando vi si formarono le tre "contrade"denominate "Liuna","Battiati" e "Pauloti" dal nome delle rispettive famiglie (anche il toponimo "Bonaccorsi", che si riferisce alla famiglia Bonaccorso che si adoperò per la ricostruzione seguita alle eruzioni del 1408 e 1444, risale con ogni probabilità al XV secolo). Tuttavia è ragionevole supporre che in seguito alla diaspora degli "Acesi",dovuta al terremoto (sopra citato) del 1169,vi fosse un piccolo "nucleo" abitato.C'è anche chi, considerando una lapide che fa risalire all' anno 1000 la prima edificazione della Chiesa di S.Maria della Consolazione,ritiene che già nell' XI secolo nell' attuale territorio di Aci Bonaccorsi vi fosse un insediamento umano.

  Nel 1092 avvenne la liberazione della Sicilia dai Saraceni ad opera dei Normanni.Il Gran Conte Ruggero assegnò il territorio di  Aci al Vescovo di Catania.Nel corso dei secoli i diversi "casali" di Aci, sotto  Svevi, Angioini ed Aragonesi, furono soggetti ai baroni. Dal XV secolo il feudo di Aci fu sottoposto a vendite continue e gravose tali da provocare la reazione degli abitanti. Ed infatti, nel 1528  rappresentanti dei sei maggiori casali di Aci, e cioè Aquilia(che in seguito sarà Acireale), Bonaccorsi, Platani,Casalotto (S. Antonio), S.Filippo,Scarpi-Cubisia(Catena-S.Lucia), furono mandati a Bruxelles per chiedere all' imperatore Carlo V che Aci tornasse al demanio regio.L' imperatore accolse le richieste degli Acesi che forono così liberati dal baronaggio. 

  Tutta la terra di Aci formava un territorio amministrativamente unico, ma ben presto tra Aquilia e i sopracitati casali sorsero dissidi che avrebbero condotto alla disgregazione politica . Infatti, nel 1628 i quartieri di S. Antonio, S. Filippo, Bonaccorsi, S.Lucia e Patanè  ottennero, previa richiesta e promessa di mille onze al Viceré di Sicilia, la erezione a città autonoma con la istituzione dell' Urbs Acis Superioris (o Aci S.Antonio e Filippo).La nascita della nuova Città, aveva mosso a grande entusiasmo gli abitanti dei quartieri, che, come il Nicotra riferisce nel suo "Dizionario illustrato dei Comuni di Sicilia"(Palermo, 1907), si recarono in pellegrinaggio alla Madonna di Valverde, che elessero loro Patrona. A tutto ciò,però, la città di Aci Aquilia (oggi Acireale) non restò inerte, anzi ottenne dal Viceré di Sicilia l’annullamento del provvedimento, impegnandosi però a rispettare alcuni principi e cioè che i giurati fossero eletti metà da Aci Aquilia e l' altra metà dai quartieri,che il Sindaco provenisse un anno da una parte e un anno dall' altra, che le chiese dei quartieri fossero arricchite come quelle di Aci Aquilia e infine che si provvedesse alla fondazione di conventi a S.Antonio e Catena.Tutto questo, però, non fu mai realizzato e tra Aci Aquilia e i quartieri dell’ Aci Superiore sorsero nuove rivalità a tal punto che nel dicembre del 1639 il Luogotenente di Sicilia , il Cardinale ed Arcivescovo di Palermo Giannetto Doria,in assenza del Vicerè, ricostitui’ la Città di Aci SS. Antonio e Filippo, stavolta in maniera definitiva, conferendogli il titolo di "Amplissima et liberalissima" e i medesimi privilegi Aquilia, primo fra tutti parte della Fiera Franca di Santa Venera, che Mons. Bella nelle "Memorie storiche del Comune di Aci Catena"(1892), definì il "piu' glorioso privilegio di Aci" per la sua grande importanza e che era stata concessa ad Aci dal re Alfonso nel 1422.  Il provvedimento che istituiva la Città di Aci S.Antonio e Filippo fu attuato nel luglio del 1640.Componevano la nuova Città:Bonaccorsi, Catena, S.Antonio, S.Filippo,S.Lucia, S.Giacomo,Consolazione, Ficarazzi, Trezza, Castello d'Aci, Valverde, Maugeri, Pisano e Bongiardo.Tuttavia la nuova Città, non avendo pagato la somma per ottenere l' autonomia da Aquilia,nel 1645  fu alienata e acquistata da Beninati che la comprava per conto del genovese Nicolò Diana di Cefalà.Contrasti fra le popolazioni delle diverse frazioni provocarono nuove disgregazioni.Fu così che nel 1647 Aci Castello si separò e nel 1652 anche Aci Bonaccorsi, che veniva acquistata da Giorgio Esquerra De Roxas. Essendo la moglie di quest' ultimo vedova di N.Diana, Aci Bonaccorsi diveniva nuovamente possesso dei Diana, che l' ebbero fino al 1672, quando subentrarono i Principi Riggio di Campofiorito.Dei Principi Riggio, che le fonti descrivono  come saggi governatori, non restano tracce ad Aci Bonaccorsi come accade invece per Aci Catena o per Aci S.Antonio dove, malgrado ormai in stato di abbandono, restano ruderi degli omonimi palazzi principeschi. Anche nella vicina cittadina di Valverde, la cui autonomia comunale da Aci S.Antonio risale solo al 1951, la famiglia dei “Riggio”edificò un palazzo.

Per ultimo occorre dire che nel 1826,anno della separazione di Aci S.Antonio da Aci S.Filippo-Catena, la contrada "Liuna"(zona compresa tra Aci Bonaccorsi, Viagrande e Aci S.Antonio) che fino ad allora era parte del Comune di Aci Bonaccorsi, veniva ceduta ad Aci S.Antonio.  

Foto di via Etna negli anni 50

Lo stemma municipale di Aci Bonaccorsi sottolinea la matrice "acese" di questo Comune.Esso raffigura i tre faraglioni con il Castello di Aci ed è lo stesso delle altre città dell' “Aci”, fatta eccezione per Aci S.Antonio che da diversi anni lo ha sostituito con autorizzazione del Consiglio dei Ministri.

     

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