La bambina che amava Tom Gordon (1999)
 

E' stata un'imprudenza bella e buona, ma se n'e' accorta troppo tardi, e dopo ha avuto tutto il tempo di pentirsene... Il fatto e' che suo fratello Pete e la mamma non smettevano di litigare e lei voleva solo per un attimo scordarsi di loro, di papa', del divorzio e del mondo intero. Cosi' Trisha McFarland, nove anni, appassionata del baseball e dei Red Sox e innamorata cotta del mitico numero 36 Tom Gordon, si e' allontanata un po' dal sentiero... poi un altro po'... finche' non si e' ritrovata completamente sola e dispersa. E non nel bosco dietro casa, ma nel cuore della foresta sui monti Appalachi: miglia e miglia di subdolo verde che ogni anno di colpo si spalancano su bambini come lei e ne fanno un sol boccone. Benche' abbia indosso amuleti in grado di proteggerla da ogni male - la maglietta della sua squadra e il berretto con l'autografo di lui - , e possieda sufficienti nozioni per non soccombere subito al terrore e allo stress, Trisha e' in una situazione che di solito non lascia via di scampo. All'inizio l'aiutano l'istinto di conservazione, l'incoscienza e la saggezza dell'infanzia: vaga tra la vegetazione, affamata e sofferente eppure sempre convinta di farcela, aggrappata alle partite dei Red Sox trasmesse dal suo walkman; ma poi la sua fiduciosa innocenza viene messa alla prova: sta perdendo il lume della ragione, o c'e' davvero qualcosa tra gli alberi che la insegue e la spia? Best-seller, una "fiaba" nella tradizione dei fratelli Grimm, ma anche una metafora sull'eterna lotta tra bene e male racchiusa in una narrazione emozionante e tesa allo spasimo, secondo l'impareggiabile stile del re.