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Il Seeing Il termine Seeing viene utilizzato dagli astrofili per indicare la condizione di visibilità del cielo in un determinato momento. Esso varia a seconda delle condizioni dell'atmosfera e della posizione geografica (pianura o montagna) del luogo da cui si osserva. Il suo effetto è particolarmente evidente se si osserva con strumenti a lunga focale. Ma come si manifestano questi disturbi? Quello che si vede è lo stesso effetto generato dagli scarichi dei motori dei jet, e cioè una massa d'aria tremolante che non permette una visione nitida di quello che c'e in lontananza. Infatti stelle, pianeti, luna ecc.sembrano come tremolare. A cosa serve misurare il seeing? Questa misurazione è utile ad esempio per stabilire quali oggetti osservare durante una serata, infatti con un seeing pessimo è inutile concentrarsi su oggetti planetari visto che i piccoli particolari saranno oscurati dal forte tremolio dell'immagine, mentre in caso di seeing ottimo ci si potrà concentrare su riprese fotografiche proprio su questi oggetti. Vediamo come regolarci. Già ad occhio nudo con un pò di pratica possiamo stabilire quali siano le condizioni di visibilità per quella serata decidendo cosa osservare e cosa no. Esempio n° 1: ci troviamo in una serata invernale, tutto il giorno è piovuto, e la sera una brezza di tramontana ha ripulito il cielo, osservando qualche luce in lontananza possiamo notare il suo elevato tremolio, questo è dovuto alla turbolenza atmosferica a bassa quota (moti convettivi verticali di masse d'aria provenienti dal terreno bagnato e l'aria sovrastante); se alziamo gli occhi e ad esempio osserviamo un pianeta possiamo notare che anch'esso non appare come una luce fissa ma tremola, quasi come le stelle circostanti, questo fenomeno è dovuto, oltre che alla turbolenza a bassa quota, anche alla turbolenza d'alta quota, che si genera quando masse d'aria di diversa temperatura si muovono in senso orizzontale l'una verso l'altra creando forti correnti in quota. Da questa situazione possiamo dedurre che la serata sarà più adatta per le osservazioni di nebulose che per l'osservazione della luna o dei pianeti. Esempio n° 2: Siamo in una serata autunnale, il tempo è stabile e soleggiato già da qualche giorno, la serata è calma con assenza di vento ed un pò di foschia, osserviamo le luci in lontananza e le vediamo ferme, alzando gli occhi al cielo osserviamo il nostro bel pianeta con la sua caratteristica luce fissa, in questo caso il è seeing buono e possiamo tranquillamente dedicarci all'osservazione o ripresa fotografica di oggetti planetari o della luna, perchè l'immagine che osserveremo sarà abbastanza ferma da poterne cogliere i particolari. Analizziamo ora quali sono i metodi per misurare il seeing: esistono due scale di riferimento: la prima e più antica è la Scala di Antoniadi. Essa si basa di sull'osservazione planetaria suddivisa in 5 gradi :
La seconda è la Scala Pickering che invece fa riferimento all'osservazione di una stella suddivisa in 10 livelli:
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