L’Associazione “A.L.I.CE”,
nasce ad Aosta nell’aprile 1997 per volontà di un neurologo,
il Dr. G. D’Alessandro sensibile alle sofferenze provocate dall’Ictus Cerebrale,
sia all’ammalato che ai suoi familiari, ed ha come scopo principale quello
di diffondere le regole per prevenire questa devastante malattia.
“A.L.I.CE.” Sardegna nasce ad Elmas il tre aprile 2000, fortemente voluta,
maturata da una dura esperienza familiare che si protrae ormai da dieci
anni, nasce oserei dire, per la rabbia di tante risposte mancate, per tante
porte rimaste chiuse, per l’indifferenza delle istituzioni. Parafrasando
una frase evangelica potrei dire: “Ero malato e mi avete ignorato”.
Uno degli obiettivi essenziali di “A.L.I.CE.” è quindi salvaguardare
la dignità del malato e dei suoi familiari, si prefigge inoltre
di fornire indicazioni precise, servizi mirati e sostegno morale a quelle
famiglie che si trovassero a doversi confrontare con la drammatica realtà
di un congiunto colpito da Ictus; impegnandosi a far si che, nel momento
in cui si ha bisogno di risposte chiare e servizi adeguati, non si vada
a cozzare contro gli ostacoli insormontabili delle leggi inapplicate,
dall’ignoranza dei propri diritti e del menefreghismo istituzionale.
In Italia l’Ictus è la terza causa di morte (dopo le malattie cardiache
e i tumori), causando il 10-12% dei decessi per anno, e rappresenta la
principale causa di invalidità.
- Molte persone sono a rischio e non
sanno di esserlo.
- La maggior parte delle persone colpite giunge
troppo tardi in ospedale per essere curata in modo efficace.
- L’assistenza in fase acuta è spesso
carente e la riabilitazione è per molti un sogno. I disagi gravano
esclusivamente sui pazienti e sulle loro famiglie.
Per cambiare questa realtà, per dar voce e dignità alle persone
colpite da Ictus, sostegno ai loro familiari e porre fine alle discriminazioni
assistenziali abbiamo sentito la necessità di fondare l’Associazione
per la Lotta all’Ictus Cerebrale. E’ nata così “A.L.I.CE.”
Purtroppo non esistono
studi di incidenza effettuati in Sardegna, ma riportando sulla popolazione
sarda i dati epidemiologici italiani, annualmente si presentano circa 3500
nuovi casi di Ictus.
Un terzo di questi pazienti ogni anno presentano,
in conseguenza dell'Ictus, una grave invalidità con necessità
di assistenza da parte dei familiari e delle istituzioni.
L’Ictus rappresenta la principale causa di
invalidità ed è un'emergenza molto grave, che necessita di
una assistenza medica immediata. Molte persone sono a rischio e non sanno
di esserlo; la maggior parte delle persone colpite giunge troppo tardi
in ospedale per essere curata in modo efficace;
L’assistenza in fase acuta è spesso
carente e la riabilitazione è per molti un sogno. I disagi gravano
esclusivamente sui pazienti e sulle loro famiglie.
Studi recenti hanno dimostrato che il trattamento dei pazienti in
strutture dedicate
(STROKE UNIT), riduce la mortalità
e l’invalidità. Un nuovo trattamento efficace è stato
approvato negli Stati Uniti con fibrinolitici entro le tre
ore dall’insorgenza dell’Ictus. I fibrinolitici sono sostanze che una volta
introdotte nel circolo ematico “sciolgono il trombo”. In Europa tale
trattamento è in fase di esame da parte delle strutture deputate
ad autorizzarne l’uso. Questa nuova terapia necessita di un’organizzazione
finalizzata al trasporto rapido dell’ammalato in reparti di alta specializzazione.
In Sardegna è in allestimento, e sarà attiva tra alcuni mesi,
una sezione dedicata al trattamento dell'Ictus (STROKE UNIT) presso la
Divisione Neurologica dell'Ospedale "G.Brotzu" di Cagliari.
Questo trattamento sarà comunque limitato
a casi selezionati, mentre per la gran parte degli ammalati di Ictus si
può far molto migliorando l’assistenza. Devono essere, dunque,
prevenute e curate con attenzione le patologie che spesso peggiorano la
prognosi della malattia (come le broncopolmoniti, le embolie polmonari,
le piaghe da decubito etc...). Da
evidenziare il fatto gravissimo che in Sardegna,
non esistono dei posti letto
per il trattamento riabilitativo precoce della fase post-acuta dell'Ictus
e i nostri malati sono costretti o a rinunciarvi o, a costo di grandi sacrifici,
sbarcare nella penisola alla ricerca di un centro idoneo per il trattamento.
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- creare un collegamento tra pazienti, familiari, neurologi, medici di base, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione e personale sanitario coinvolto dalla malattia al fine di facilitare al massimo il recupero funzionale, limitare le complicanze e consentire un rapido inserimento della persona colpita da ictus nell'ambiente familiare e sociale, e lavorativo nei casi potenziali.
- divulgare tutte le informazioni utili a riconoscere tempestivamente le manifestazioni della malattia e le condizioni che la favoriscono;
- informare le persone a rischio e sensibilizzare i mezzi di informazione sulle concrete possibilità di prevenzione e cura della malattia;
- sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening;
- tutelare
il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli
di assistenza dignitosi, uniformi ed omogenei.
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