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Enterprise, qui capitano Kirk. Tiratemi
su! Elite Force è il primo gioco di Star Trek ambientato nella quarta
serie dei telefilm creati da Gene Rodenberry. Questultima incarnazione
della famosissima saga fantascientifica vede protagonista lastronave
USS Voyager e il suo equipaggio, trasportati da unentità
ignota a 70.000 anni-luce dallo spazio della Federazione dei Pianeti.
Durante il viaggio di ritorno verso casa, il capitano Janeway e i suoi
ufficiali incontreranno moltissime razze aliene e dovranno far fronte
agli inevitabili pericoli che la zona di spazio ancora inesplorata riserva.
A differenza di altri sparatutto 3D, in EF non sarete sempre immersi
in combattimenti estenuanti e circondati da nemici che cercano di farvi
la pelle. Il gioco, infatti, cerca di ricreare le atmosfere dei telefilm
di Star Trek, e pertanto vi saranno molte sezioni in cui sarete sulla
Voyager ad ascoltare i briefing di missione, oppure a gironzolare per
la sala mensa o quella ricreativa, e ancora a provare le armi sul ponte
ologrammi o ad attendere nella sala teletrasporto prima di partire.
Le ambientazioni che EF cerca di proporre sono il maggior pregio del
gioco e danne veramente la sensazione di essere in una puntata del telefilm,
anche per alcune scelte di regia, come quella di assegnare
un titolo ad ogni singola missione o quella di mostrare la sigla di
Voyager poco dopo che il gioco è iniziato (puro trek!).
Parlando delle caratteristiche tecniche, EF sfoggia una spendida grafica
e un eccellente sonoro, utilizzando il motore 3D di Quake 3 Arena e
sfruttandolo sapientemente per ricostruire le astronavi del mondo trek.
Il dettaglio delle texture è ottimo e gli ambienti sono molto
particolareggiati, dotati di curve biotecnologiche o strutture cibernetiche
dallinquietante dettaglio. La Voyager è reale,
tangibile, e vi troverete spesso a girare per i corridoi diretti ai
vari ponti della nave. Le voci sono quelle originali degli attori della
serie, mentre i filmati, realizzati quasi sempre con il motore del gioco,
sono ben integrati nellazione. Proprio questultimi occupano
buona parte del gioco, ma non risultano mai stancanti e non interrompono
mai la frenesia dellazione, anche perché spesso in EF vi
troverete a vagare per misteriosi corridoi sobbalzando ad ogni rumore
in attesa dello scontro.
Un altro difetto del gioco è quello di essere totalemente
in inglese, anche se con i sottotitoli. Il problema è questo:
se voi capite perfettamente la lingua di Shakespeare, almeno quanto
litaliano, questo gioco vi immergerà pienamente nella trama.
Se invece, come me, capite linglese ma avete bisogno di concentrazione
e di guardare i sottotitoli, allora purtroppo vi perderete limpatto
visivo dei filmati e la scorrevolezza delle frasi nel gruppo, e quindi
una parte dellesperienza di gioco. Il manuale in italiano non
aiuta per nulla in questo senso. I giochi di Star Trek sono stati sempre
bistrattati nelle traduzioni, e la lingua di Dante e Manzoni è
stata usata solo in Generazioni, vecchia avventura grafica peraltro
non eccelsa. E un vero peccato per i trekkers non bilingue, che
dovranno un po faticare sui testi per capire levoluzione
della storia. |
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