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I vampiri sono, forse, le creature della
notte che più ci affascinano.
Sono esseri umani che dopo il morso di un altro nosferatu diventano
anche essi dei "succhia-sangue". Famosi per il loro fascino
irresistibile, una sola occhiata e ne rimani ammaliato, dotati di una
forza eccezionale, riescono a muoversi molto velocemente, sono
estremamente agili e possono trasformarsi in pipistrelli, in lupi, in
ratti (si crede anche che abbiano il potere di controllare queste
creature) e in nebbia, alcuni di loro riescono anche a leggere nel
pensiero e a volare.
Si dice che siano capaci di ipnotizzare gli esseri umani per poterli poi
sfruttare per i loro scopi.
Sono riconoscibili secondo la leggenda dal pallore cadaverico e dai
palmi delle mani pelosi.
I prezzi che devono pagare per l'immortalità e per i loro poteri sono:
la sete di sangue (a cui non possono sfuggire), il non poter più nè
vivere alla luce del sole nè vedere la propria immagine riflessa (non
possono specchiarsi).
I modi per sconfiggerli sono molti: un paletto di legno di frassino nel
cuore, la decapitazione, portarli alla luce del sole, bruciarli, tenerli
sommersi nell'acqua corrente di fiume o torrente (l'acqua che scorre
simboleggia la vita ), bagnarli con l'acqua santa, infilargli dell'aglio
in bocca, sparargli in testa o nel cuore con pallottole d'argento
consacrato (quello con cui si fanno i crocefissi) oppure rubargli la
bara e tenerla nascosta fino all'alba.
I vampiri devono dormire nelle proprie bare con una manciata di terra
del luogo in cui sono stati seppelliti.
Il vampiro è tipico delle zone europee dell'Est tipo ex-Jugoslavia,
Romania, Ungheria.
Il Vampiro più celebre è senza dubbio il conte Dracula, il cui nome si
può tradurre "figlio del demonio", è una figura tipica del folklore
rumeno ma reso celebre dalla mano dello scrittore Bram Stoker che
pubblicò nel 1897 il romanzo "Dracula" da cui sono stati tratti numerosi
film. La figura che ispirò questo principe delle tenebre è probabilmente
Vlad Tepes, un signore della Valacchia (regione della Transilvania),
vissuto nel quindicesimo secolo e famigerato per la sua crudeltà nelle
guerre con i Turchi e per il suo comportamento con i subordinati, veniva
chiamato "l'impalatore" perché si diceva che conficcasse nel cuore dei
nemici un palo di legno e che dopo le battaglie facesse un bagno nel
sangue...
Il suo castello fu distrutto nel 1462 dalle armate turche.
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