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IL DIALETTO DI CAMPEDA

FRAZIONE DI SAMBUCA PISTOIESE

PREMESSA

Ad oggi non sono stati fatti studi sul dialetto parlato a Campeda. L'unica ricognizione di natura grossolanamente linguistica per questa zona è la rilevazione dei toponimi locali (cfr. il celebre "Dizionario Toponomastico del Comune di Sambuca Pistoiese" edito nel 1993 dalla Società Pistoiese di Storia Patria). Qualche sporadica informazione si trova anche nell'opuscolo "Tracce di isoglosse e sostrato nei dialetti pavanese e sambucano" di Edgardo Ferrari (Sambuca Pistoiese, 1997*). Secondo il celebre cantautore Francesco Guccini il dialetto di Campeda, come quello della vicina Posola, avrebbe avuto in passato un'identità precisa e distinta sia dal pavanese che dal Sambucano

"Forse quelli della zona ad ovest, da Posola a Campeda, avevano un'identità più precisa, ma sono realtà praticamente scomparse, essendo luoghi abitati quasi esclusivamente d'estate" (FRANCESCO GUCCINI, "Dizionario del dialetto di Pavana", Pro Loco Pavana - Nueter, 1998, Pavana Pistoiese - Porretta Terme, p. 8).

Allo stato attuale riteniamo che il dialetto di Campeda (o meglio quello che sopravvive di questo dialetto) sia una forma sambucana, ma profondamente influenzata dal dialetto pavanese

La località di Campeda (suddivisa negli abitati di Campeda Vecchia e Campeda Nuova) si trova sul versante destra Reno ed è frazione del Comune di Sambuca Pistoiese. L'attuale popolazione residente risulta pari a 10 unità stando al libro "Storie della Sambuca" (m&m, Pistoia, 2001, p. 74), ma il Piano Strutturale del Comune di Sambuca Pistoiese considera la località ormai abitata in maniera non continuativa. Anche questa località, come tutte le località dell'Alto Reno, si trova lungo la cosiddetta Linea Rimini - La Spezia che suddivide l'Italia Settentrionale dai dialetti Toscani e Centro Meridionali. Tra gli esiti di tipi settentrionale troviamo:

1. la lenizione, e cioè la sonorizzazione delle consonanti occlusive sorde in posizione intervocalica (figo anziché fico, fogo anziché fuoco, etc.). Tale sonorizzazione colpisce p, t, k mentre le vicine località di Lagacci e Posola non presentano la sonorizzazione per 'p' (ad esempio lagaccese 'apa' anziché 'ava');

2. la degeminazione consonantica anche se meno sviluppata rispetto a quanto avviene in Emilia;

3. l'uso della fricativa prepalatale sonora (il gruppo 'sg' da leggere come il francese 'j' di jardin). Non è da escludere tuttavia che la forma "sg" sia una evoluzione in chiave settentrionale delle forme 'sc' presenti nel toscano, ovvero delle stesse forme 'g' di parole come il toscano 'stagione' (nel bolognese è assente la fricativa prepalatale sonora);

4. le sonorizzazioni di 's' in posizione intervocalica

5. l'uso della e breve tonica in sillaba libera che da é anziché il dittongo toscano 'ié' (es: 'méle' anziché 'mièle')

6. l'uso delle vocali anapptitiche in parole come "arconto"

7. i participi passati dei verbi (ad esempio "andato") subiscono come in emiliano il troncamento (vedi esempio n. 18). Il fenomeno è del pavanese, ma ignoto ai dialetti sambucani che terminano le parole in -ado, -edo, -ido, -udo.

Tra gli esiti di tipo toscano / pistoiese troviamo ad esempio:

1) l'assenza del vocalismo lungo;

2) l'uso di c in luogo di 'z';

3) il mantenimento del vocalismo atono all'interno delle parole. Tuttavia il fenomeno si presenta con meno forza rispetto alle aree sambucane per influsso della vicina Pavana;

4) la mancanza di metafonia;

5) la conservazione di -e ed -o finali. Il fenomeno non si riscontra se la vocale finale è preceduta da nasale semplice (ad esempio 'pan');

6) raddoppio di m intervocalico (es: famme)

7) le negazioni, come in toscano e diversamente dal bolognese, non sono ridondanti (vedi l'esempio n. 17)

8) uso per la prima persona singolare dell'antico toscano "i"

Anche dal punto di vista lessicale il contributo dei dialetti settentrionali appare molto consistente e all'incirca paragonabile all'influsso dei dialetti toscani (anche se a nostro avviso il contributo lessicale toscano pare superiore a quello emiliano). Ad esempio il melone è detto a Campeda esattamente come in Italiano, ma non va dimenticato che la forma toscana è 'popone'!

DATA DELLA RILEVAZIONE

settembre 2003 (la rilevazione è avvenuta attraverso l'invio di un questionario) al locale Comitato di Valorizzazione Turistica di Campeda che ringraziamo per la collaborazione

Alla rilevazione si sono accompagnate in precedenza alcune occasionali visite "in situ".

INFORMATORI

Il Comitato di valorizzazione Turistica di Campeda e in particolare il Signor Nincheri Cesare residente a Firenze

PICCOLO DIZIONARIO

le forme 'o' sono sempre chiuse come in emiliano

la lettera 'j' indica la fricativa prepalatale sonora e va letta come nel francese 'jardin' (tipo -sg-)

1. CALDARROSTA - Frujiada (la voce è pistoiese - lucchese)

2. CAPRA - Cavra

3. CASA - Ca' (è forma emiliana diffusa in quasi l'intero territorio sambucano)

4. CECE - Ceje

5. CINGHIALE - Cignale

6. COPERTA - Cuverta (è forma emiliana cfr. il bolognese "cueerta")

7. CROCE - Croje (come in lagaccese)

8. DITO - Dido ("al dido", come in lagaccese)

9. FAME - Famme (come in pistoiese)

10. FORMAGGIO - Cajio (è forma toscana presente anche nell'Alto Reno emiliano)

11. FUOCO - Fogo (il pistoiese ha "foho" e il bolognese ha "fuug", la forma fogo è anche del lagaccese)

12. GIOCO - Giogo (il bolognese ha "zuug", la forma giogo è presente nel lagaccese e nel pavanese)

13. IL - Al (è forma emiliana)

14. IO - I (è forma toscana arcaica diffusa in gran parte dell'Alto Reno)

15. LEGNO - Ramiccio

16. LETAME - Cuncio (è forma toscana, il pavanese presenta "aldamme")

17. LUCE - Luje

18. LUCERTOLA - Lujertola

19. MAIALE - Maiale (è forma toscana, la forma emiliana è "porcello" cfr. il bolognese "purzèl")

20. MELONE - Melon (è forma emiliana, il frassignonese ha "popone" come in toscano, il lagaccese e il pavanese hanno rispettivamente "melone" e "mlon")

21. MIRTILLI - Pignatine (è la forma più diffusa in Alto Reno, da Lagacci a Pavana a Lustrola, deriva dal pistoiese "pentolini")

22. NEVICA - A néva ("oggi a néva". La forma "néva" è emiliana ed è presente sia nel lagaccese che nel pavanese)

23. NESSUNO - Nessun

24. OGGI - Oggi (forma toscana anche se con pronuncia settentrionale, la forma emiliana è del tipo "incuu")

25. PACE - Pasje (come in lagaccese e pavanese, il pistoiese ha pasce)

26. PANE - Pan

27. PANIERE - Panero

28. PULCINO - Pulcin (si tratta di una parola italiana, nelle località vicine si trova l'onomatopeico "pirino" oppure il pistoiese "pucino" con trattamento fonetico settentrionale)

29. RACCONTO - Arconto

30. RAMARRO - Ramallo (è forma pistoiese con lambdacizzazione della geminata -rr-, il bolognese ha "liguur")

31. ROSPO - Botta (la voce è diffusa in tutto l'Alto Reno ed universalmente sentita come toscana)

32. SETACCIO - Sdaccio (la forma sdaccio è anche nel pavanese, il lagaccese ha staccio (con rara assenza della sonorizzazione di "t" intervocalica), il porrettano ha "sdac", il bolognese ha "sdaaz", il dialetto di San Mommè (Pistoia) ha staccio)

33. SCOIATTOLO - La goge (il genere è femminile. La parola "goge" la ritroviamo a Badi, Sambuca, Pavana, Lagacci, Rivoreta, Brandeglio, Alta Valle della Lima, Lucca, Alto Piemonte, Alta Lombardia, Canton Ticino). In passato era conosciuta anche a Porretta ("Lo scoiattolo, che qui chiamiamo Gosa" (D. Lorenzini, "Guida dei Bagni della Porretta e dintorni", Zanichelli, Bologna, 1910, p. 155). Secondo il linguista Giulio Bertoni si tratterebbe di un antico relitto mediterraneo anario (cfr. G. BERTONI; "Italia dialettale", Cisalpino Goliardica, Milano, 1986, p. 6). Anche a Treppio, in passato, era usato il termine la goge per indicare lo scoiattolo come attestato dall'idronomo Fosso delle Goge (attualmente è in uso scoiolo.)

34. PARTICOLARE TIPO DI SERPENTE - Fruston (voce toscana diffusa anche nell'Alto Reno emiliano)

35. TALPA - Tarpa (il lagaccese ha "topa" mentre il pavanese ha "msuraggnola". La forma "tarpa" presenta inversione delle liquide (l > r) e quindi si può ritenere non autoctona)

36. UBRIACO - Briago (forma toscana presente anche nell'Alto Reno emiliano)

37. UOVO - Ovo (forma toscana presente anche nell'Alto Reno emiliano, il bolognese ha oov)

38. VINO - Vin (es: "al vin". Il lagaccese ha "vine" mentre il pavanese ha "vin")

ESPRESSIONI - LOCUZIONI

1. IO RACCONTO - Io (t) arconto (il lagaccese presenta "io t arconto" e in variante 'i t arcont' o anche 'i t arconto')

2. SEI ANDATO A MANGIARE - T se andado a mangiare (il lagaccese ha "Te se ito a mangiare" variante 'Te se andado a mangiare')

3. STAI BUONO - Sta bon (il lagaccese ha "Sta bone")

4. IL MAIALE MANGIA MOLTO - Al maiale mangia tanto (il lagaccese ha "Al maiale mangia tanto")

5. STAVAMO MANGIANDO - Se stava mangiando (il lagaccese ha "Se steva mangiando")

6. COME STAI? - Come te stà? (come in lagaccese)

7. CHE TEMPO FA? - Che tempo al fa? (il lagaccese ha "Al che tempo fa?")

8. DOVE VAI? - In do t và (il lagaccese ha "Dove te va?")

9. VADO DOVE VOGLIO - I vò in dove i voio (il lagaccese ha "I vo dove me pare")

10. BISOGNA CHE VADA - Bisogna ch'i vagghi (il lagaccese ha "Bisogna che andia")

11. PORTAMELO GIU' - Portmlo giò (il lagaccese ha "Portemelo giò")

12. NON MI FARE ARRABBIARE - In te me fare arabiare (come in lagaccese)

13. TE LO DICO POI - t al diggo doman (il lagaccese ha "Poi t al diggo")

16. NON TI RICORDI? - An t arcordi? (il lagaccese ha "In te te n arcordi?")

17. NON LO SO - I n al sò (come in lagaccese, il bolognese 'an al sò briisa')

18. OGGI PIOVE - Oggi a piovve

19. SEI ANDATO A FUNGHI? - T se andà a ciupadei?

NUMERALI

13. tredge (pavanese "tredge", bolognese "traag", italiano "tredici")

19. dejnove (pavanese "desgnove", bolognese "dsnoov", italiano "diciannove")

nota:

* l'opuscolo di Ferrari è tuttavia uno studio in gran parte non attendibile (ad esempio definisce il lagaccese un tipico dialetto toscano, mentre è evidentemente un dialetto d'area sambucana). In ogni caso nell'opuscolo di Ferrari è riportato anche un termine in uso a Campeda "logo commodo" per latrina (che il Ferrari, sbagliando, assegna esclusivamente all'area lessicale emiliana mentre invece risulta ben attestato in tutto il pistoiese)

NOME DELLA LOCALITA' = Secondo gli informatori è "Campéda". Tale forma risulta conforme anche a quanto riportato nel "Dizionario Toponomastico del Comune di Sambuca Pistoiese" pubblicato nel 1993 dalla Società Pistoiese di Storia Patria. Il nome degli abitanti invece Ŕ "campidani" (vedi anche Nueter, n. 19, giugno 1984, p. 54)anche se non sarÓ difficile sentire "campedesi"

IL DIALETTO DI PIDERCOLI

(sottofrazione di Campeda)

Talvolta il dialetto di una sottofrazione può presentarsi differente rispetto a quello della frazione principale. Nell'Alto Reno un caso significativo è rappresentato dal dialetto di Carpineta rispetto a quello di Treppio.

Tale constatazione ci ha spinto a controllare se una situazione analoga si possa registrare anche per Pidercoli rispetto a Campeda. Come è noto la frazione di Campeda è suddivisa in quattro borgate principali: Campeda Molino (che orbita su Molino del Pallone), Campeda Vecchia, Campeda Nuova e Pidercoli. La sottofrazione di Pidercoli risulta particolarmente isolata e distante dalle altre sottofrazioni campedesi. Questa situazione appare ideale per la, eventuale, nascita di una variante peculiare. Purtroppo le possibilità di studio del campidano e delle sue eventuali varianti è difficilissimo. Il campidano è ormai parlato da pochissimi anziani che passano solo qualche periodo dell'anno a Campeda Vecchia e Campeda Nuova, mentre nessun anziano può più testimoniare alla data odierna la parlata locale... Tuttavia, grazie al Dizionario Toponomastico del Comune di Sambuca Pistoiese (Pistoia 1993) è ancora possibile riscontrare qualche utile informazione.

Nel 1993 infatti furono raccolti diversi toponimi locali dall'ultimo grande vecchio di Pidercoli (Ladino Bettini, classe 1906). Ne riportiamo alcuni di particolare interesse:

1) Balon Vecchio

2) Bocchia

3) Cà d Bocchi

4) Cà dla Meneghina

5) Casc'tgnidi (dove sc va letta come la sc di "scena")

6) Serra di Pidercoli

7) Vago

Come si vede da un punto di vista fonetico il dialetto di Pidercoli si direbbe assai simile al campidano. Non è stato riscontrato nessun toponimo che consentisse di verificare la presenza, ovvero l'assenza, di sonorizzazione in P. Tuttavia, a nostro modesto avviso, la particolare forza del dileguo vocalico in Casc'tgnidi ci spinge a credere che la sonorizzazione di P fosse presente nel dialetto di Pidercoli che, pertanto, doveva apparire se non indentico quantomeno assai simile al campidano.