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Siamo abruzzesi...

terremoto

Ho sempre pensato di noi abruzzesi che siamo gente dalla testa dura, testardi ed orgogliosi fino all'inverosimile.
E l'ho sempre detto con una punta di asprezza, come se non mi identificassi nel resto della popolazione della mia regione.
Forse perché in parte ho anche sangue siciliano, pugliese, sono un misto di "Italie"; forse perché sono nata a Brescia, e la mia vita è rimasta molto legata a quel tratto di infanzia, che è stata la più bella.
Oggi devo ricredermi su tutto. La particolare sciagura che ha colpito la nostra popolazione ha svelato, seppur in una situazione contingente catastrofica, una natura fiera e dignitosa, di cui non ero a conoscenza.
Sarà che ha ragione mia sorella, quando dice che, purtroppo, queste catastrofi fanno uscire il meglio ed il peggio della gente.
Sorvoliamo sul peggio, gli sciacalli e quanti approfittano vendendo beni di prima necessità al quintuplo del loro valore....non ho intenzione di considerarli nemmeno, basti sapere a voi che per quanto mi riguarda, quelli sono esseri che non hanno diritto alla minima considerazione.
Voglio guardare al meglio. Il meglio dell'Abruzzo e della sua gente.
In una situazione in cui è facile, e aggiungerei normale e doveroso, lamentarsi della propria condizione, si sono sentite in televisione interviste a persone che, per quanto stessero vivendo un disagio, senza poter lavarsi da giorni, patendo il freddo la notte, con l'angoscia nel cuore per i propri cari o, al meglio delle ipotesi, per il proprio futuro, hanno saputo capire che in questi casi il disagio è fisiologico e va sopportato, ringraziando quanti, tra i volontari, si sono attivati per rendere, non dico decente la loro vita di questi giorni, ma quanto meno più sopportabile.
Non ho sentito polemiche. Non ho sentito lamentele. Non ho visto persone abbattute. Non che il dolore per la perdita di persone care, o per la perdita di tutto il loro mondo, non li abbia sfiorati...
C'è una fierezza nella gente d'Abruzzo, una voglia di rimboccarsi le maniche.
Non c'è la paura di lavorare sodo, e di sporcarsi le mani.
C'è tanta gratitudine. C'è tanta pazienza...e chi l'avrebbe mai detto????
Ieri ho prestato servizio con gli scout presso un albergo che ospita una trentina di sfollati.
Loro ci ringraziano anche se solo chiediamo di cosa hanno bisogno, senza preoccuparsi se riusciremo poi a procurargli quanto hanno chiesto.
E se, caso fortunato, ci riusciamo, quasi gli si gonfiano gli occhi di lacrime per la gratitudine.
Ci ringraziano, tante volte che quasi ti senti a disagio, quasi preferiresti non dicessero nulla....
Avrei preferito non conoscere queste persone, perché vorrebbe dire che non è successo nulla, che è stato tutto un brutto sogno.
Ma oggi penso che sia stato un bene per tutti noi che abbiamo prestato servizio, e che lo faremo nei prossimi giorni: ci hanno insegnato una grande lezione, ci hanno ridimensionato nelle nostre pretese di vita, ci hanno mostrato come si affronta questa vita, spesso ingrata e crudele.
Ci hanno anche fatto capire che loro per primi non incolpano Dio per quanto è loro accaduto. Sarebbe facile farlo, in fondo. Loro, invece, non hanno perso la fede, quando noi, per una sciocchezza, un insignificante dettaglio, ne dubitiamo.
Ecco che mi ritrovo a riconsiderare i MIEI abruzzesi: quelli che soffrono in silenzio e che ci sorridono mesti ma fiduciosi.

lutto

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Progetto del Capo

Nella pratica scout esiste una cosa chiamata progressione personale. Si cerca di raggiungerla in ogni fascia di età, e di conseguenza coinvolge i bambini, gli adolescenti, quanto noi capi adulti. Mi ricomprendo nella categoria, benché io sia una perfetta novellina, poiché mi ritengo già abbastanza coinvolta da questo discorso per potermene escludere.

E' una cosa molto buona, cercare la propria progressione personale: si sviscerano tutti i campi, del pensiero e dell'azione.

Ed è un discorso che, a mio avviso, andrebbe assolutamente portato al di fuori del settore scout...quanti di noi, nella vita di tutti i giorni, riflettono abbastanza su se stessi, sul proprio rapporto con le difficoltà, sui propri obiettivi, o sul proprio servizio alla comunità, alla gente? Quanti di noi si interessano di sapere, di scoprire, le radici e le possibilità della propria fede?

Progredire non è facile. Richiede un forte impegno, una forte determinazione, ed ancor più, una forte convinzione. Tanto più che, per progredire, per migliorarsi, bisogna assolutamente essere in grado non solo di guardarsi dentro, ma anche di mettersi in discussione. Ogni volta ci si rimette in gioco.

Credo che a volte questo possa essere destabilizzante. Nelle mie analisi di me stessa, ne sono uscita spesso in lacrime: e non perché mi veda necessariamente come un "cattivo soggetto". Ma perché ogni volta che cerco di fare un bilancio, vado a scavare in zone recondite e sepolte sotto una coperta di oblio, di dimenticanza. E tirare fuori tutto, ma proprio tutto, di me stessa, spesso e volentieri mi fa male.

Ma questo mi aiuta, al tempo stesso, a capire chi sono veramente. E mi aiuta a capire cosa posso fare per migliorare. Anche se ritengo di aver fatto delle cose buone, vi assicuro che c'è sempre modo di essere migliori, a volerlo.

Il mio personale progetto del capo sarà quindi un nuovo mettermi in discussione, stavolta con l'aiuto di altre persone. E gli altri, spesso, sono molto più clementi, nella visione che hanno di me, di quanto non lo sia io stessa.

Il mio invito non può che essere questo: guardatevi dentro, scavate, fatevi anche del male...relazionate il vostro essere con tutti gli aspetti della vita. Tendete a migliorare. Vogliatelo fortemente. Non è detto che ci riusciate, come non è detto che ci riesca io. Ma il solo volerlo fortemente, vi renderà, mi renderà, per forza un po' migliore di prima...

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La promessa

' Cosa chiedi?'

' Di essere una scout'

' Per quanto tempo?'

' Se Dio vuole, per sempre'

'Sai cosa vuol dire essere una donna d'onore?'

' Sì, meritare fiducia perché veritiera e onesta'

' Sei pronta per la promessa'

' Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso la mia Patria; per aiutare gli altri in ogni circostanza; per osservare la legge scout"

 

Questa è stata la mia promessa. E' stato il sigillo messo ad un impegno. Un impegno preso nei confronti di tante persone, ma soprattutto con me stessa.

E' una grande sfida, quella nella quale mi sono lanciata. Avrò probabilmente momenti di forti difficoltà.

Ma mi sono messa fortemente in gioco, e voglio 'giocare' fino in fondo!

Per aiutare dei ragazzi nella loro crescita, per essere una guida per loro, perché nel mio piccolo posso dare qualcosa affinché le future generazioni crescano con principi sani e valori forti.

E per migliorare io stessa...

L'emozione di ieri è stata incalcolabile, chi non ci è dentro probabilmente non riuscirà a capirmi...

Ma mi sono sentita una ragazzina, come si è sentito probabilmente mio figlio quando, tre anni fa, ha fatto la stessa promessa.

Mi sono sentita piccola piccola, davanti ad un impegno così grande; piccola davanti ad una comunità capi con anni e anni di esperienza alle spalle.

Piccola davanti persino ai ragazzi che guiderò quest'anno...

E, tanto per sdrammatizzare...dall'agitazione ho preso addirittura una papera!

Ma ora mi sento parte di qualcosa di grande. La mia strada è ancora lunga e irta di ostacoli: dovrò superare prove fisiche ( per chi ne sa qualcosa, la strada è qualcosa che ti mette davvero a dura prova!), e soprattutto psicologiche.

Dovrò costantemente formarmi, per colmare quel vuoto di anni di scoutismo che avrei volentieri fatto da piccola, ma che non ho fatto.

Ma confido nell'aiuto di tutti quelli che avrò accanto: a partire dalla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto nelle mie scelte di vita, a volte importanti e dolorose; e per concludere dalla comunità capi, persone che mi sono state sempre vicine, e che si sono fatte apprezzare per la loro maturità e comprensione, per il loro costante incoraggiamento, per le loro parole che sono sempre state di fiducia ed accoglienza.

Sarà dura, ma piano piano ce la farò, con l'aiuto di tutti!

 

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Considerazioni sulla responsabilità

Cari amici miei, probabilmente sono rompigliona e petulante...probabilmente non ve ne può fregà de meno...ma voglio dire lo stesso la mia, anche se stavolta non è ispirata, né estatica o commossa...anzi, direi piuttosto cattivella!

Eh sì...perché chi mi conosce sa che ho due facce ( E NON NEL SENSO KE SONO IPOCRITA!)...ma nel senso che una delle due è dolce, poetica e forse smielata...l'altra ha sete di giustizia e si incazza se le cose non vanno.

Ora sono quella che si incazza...anzi, che si è già incazzata!

Vorrei sapere perché esistono persone che tra due scelte, di cui una importante ( diciamo un vero e proprio DOVERE), e l'altra amena e divertente ( uno svago qualunque), preferiscono lo svago, e scappano dai doveri...

No, vorrei proprio saperlo, perché qui c'è anche gente che rinuncia, si fa in quattro, e vorrebbe inculcare un minimo di senso di responsabilità, ma sbatte puntualmente il muso contro un muro...

Sono estremamente convinta che ognuno di noi lasci un segno nella vita degli altri, che lo voglia o no...dovremmo stare attenti a lasciare segni buoni, positivi, e non il contrario.

Dovremmo tenerci a farci ricordare come persone presenti, giuste, oneste, attente ai bisogni degli altri...

Dovremmo riscoprire il piacere di vivere, oltre che per noi stessi anche per gli altri...e non mi fraintendete: ciò non vuol dire necessariamente annullarsi, ma trovare un giusto equilibrio, e fare in modo che il nostro dare sia anche un piacere per noi, non solo un dovere, pesante e faticoso.

Sarà che mi sono personalmente impegnata in questa scelta, sarà che forse, nonostante la mancanza di basi teoriche, ho in fin dei conti facilmente assorbito la mentalità scout...sarà forse che già era insita in me, ancor prima della promessa ufficiale...

ma comunque ancora continuo a non farmi capace di come sia possibile che certe persone non sentano anche solo una minima parte di ciò che sento io...

 

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