REGIONAL ACTION NETWORK- LA SARAN


Introduzione

Dall'inizio del 2002 il gruppo 71 si occupa dei paesi del Sud-Asia: Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan, Sri Lanka - una regione con quasi un miliardo e mezzo di abitanti.
A questa particolare area del mondo e alle vaste problematiche che la contraddistinguono vorremmo dare particolare risalto all'interno di questo sito. L'intenzione è di creare una ampia sezione che riguarda i diritti umani e l'attività amnistiana in quest'area, affiancata da una serie di informazioni, contatti e links di particolare interesse.


Sommario


1. Che cos'è una R.A.N.

2. SARAN: Situazione generale


3. Approfondimenti e links di particolare interesse

4. Alcuni punti cruciali riguardanti i diritti umani in Sud-Asia:

   4.1. Diritti del bambino

   4.2. I Dalit

5. Il dibattito sui diritti umani in Sud-Asia

   5.1. Il problema delle minoranze dopo Gujarat

   5.2. Nuovi libri sui diritti umani


Contatti

Amnesty International - Gruppo Italia 71 Bergamo: amnestybergamo@tiscali.it

Responsabile R.A.N. per il Gruppo 71: Michael Gottlob (Michael.Gottlob@epost.de oppure gottlob@mediacom.it)

Per problemi o questioni riguardanti questo sito: Giovanni (putrido@tin.it)

 
 
 
 

1. Che cos'è una R.A.N.

L'acronimo vuol dire Regional Action Network, cioè reti di azione regionale: una rete di gruppi Amnesty che conducono campagne contro le violazioni dei diritti umani in una particolare area geografica. Piuttosto che lavorare a tempo pieno per un singolo prigioniero o gruppi di prigionieri, o, comunque, su un caso o una violazione specifici, i gruppi partecipanti alle RAN lavorano in favore di più persone, concentrando la propria attenzione sulle violazioni dei Diritti Umani, rientranti nel mandato di AI, che si verificano in un gruppo di paesi "affini" per area geografica o per tipo di cultura o di violazioni maggiormente diffuse. Qualsiasi violazione che rientri nel mandato di Ai può essere affrontata con una RAN. In ogni caso oggetto più comune delle RAN sono l'arresto a breve termine, la detenzione preventiva, gli arresti su larga scala, la detenzione senza accusa, il pericolo di esecuzioni extra-giudiziali, il confino per alcuni mesi, le punizioni crudeli , le "sparizioni" e la pena di morte.
Ogni azione RAN dura normalmente da uno a tre mesi. La durata varia a seconda di alcuni fattori quali la complessità della situazione, gli obiettivi fissati e il livello di informazioni disponibili. I gruppi RAN operano per diventare specialisti. Si concentrano sulla situazione dei diritti umani in specifiche regioni del mondo. Le conoscenze che si creano permettono ai gruppi di scrivere in modo informato, dettagliato e accurato e di lavorare su temi che non possono essere lasciati ad appelli più semplici o petizioni. Inoltre, elemento importante, è la rapidità con cui i gruppi RAN agiscono.

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2. Situazione Generale.

La situazione dell'Afghanistan e quella del Pakistan, ad essa collegata, è stata di recente al centro dell'interesse dei media di tutto il mondo. Meno attenzione è stata però prestata ai conflitti altrettanto crudeli avvenuti in Nepal, in India e nello Sri Lanka. È rimasto largamente in ombra il cambio di potere in Bangladesh, che ha portato al governo il partito nazionalista (Bangladesh National Party) in coalizione con gli islamici del Jamaat-e-Islami.


• Afghanistan

In Afganistan un numero imprecisato di civili sono stati uccisi o le loro case e proprietà sono state distrutte durante la campagna di bombardamenti, cominciata in ottobre e guidata dagli Usa. Gli USA e i loro alleati potrebbero aver infranto le regole che disciplinano i conflitti. In un episodio avvenuto il 29 dicembre, un portavoce UN ha riferito che i parenti hanno identificato 52 corpi , inclusi 25 bambini, a seguito dei bombardamenti Usa in un paese vicino alla città orientale di Gardez. Dato che dall' Afghanistan arrivavano resoconti giornalieri di civili uccisi, AI ha chiesto al governo americano di render conto di queste morti, ma non sono giunte informazioni a riguardo.

Il trattamento riservato ai prigionieri catturati o arresisi in Afghanistan desta molte preoccupazioni. Ci sono resoconti che documentano le sommarie esecuzioni ad opera del Fronte Unito nei confronti di combattenti di al-Qaida fatti prigionieri, feriti o arresisi. AI ha richiesto un'indagine sulla rivolta del forte di Qala-i-Jhangi, dove alcuni prigionieri sono stati trovati morti con le mani legate dietro la schiena. Il capo della prigione di Shibargan ha rivelato a dicembre che 43 prigionieri sono morti per ferite o per soffocamento mentre erano trasportati in container navali.

Con la ricostruzione in Afghanistan, punto centrale del programma della comunità internazionale, AI ha effettuato campagne per un efficace sistema di giustizia criminale capace di proteggere i diritti umani di tutti gli afghani. L'aiuto finanziario e tecnico internazionale dovrebbe contribuire a creare un potere giudiziario indipendente e una forza di polizia formata da civili professionisti che proteggano adeguatamente i diritti umani di tutta la popolazione afghana.

Non sono cessate le preoccupazioni riguardo al trattamento dei prigionieri in Afghanistan: pericolosi sovraffollamenti, mancanza di cibo e medicinali e di rifugi contro il rigido clima invernale. Mentre l'autorità afghana ad interim è formalmente responsabile per le condizioni di detenzione, sotto giurisdizione internazionale, gli USA continuano ad essere responsabili del benessere dei prigionieri che erano sotto custodia USA prima di essere consegnati ad altri.

AI ha accolto con favore le procedure per il Loya Jirga che hanno stabilito che coloro che hanno commesso abusi di diritti umani e violato le leggi di guerra non potranno essere eletti come membri del Loya Jirga.

Approfondimenti:
crisi 11 settembre e emergenza Afghanistan.


• Nepal

In Nepal, si è aggravata la guerra ("People's War") tra il Partito Comunista (Maoisti) e il governo, nel corso della quale anche civili sono stati sequestrati, torturati e uccisi.


• India

Mentre c'è stao un certo interesse internazionale nel conflitto del Kashmir, poca attenzione è stata data ai ca. 100 civili uccisi ogni mese.

Le autorità indiane non sono riuscite a proteggere la gente dalla violenza tra gruppi di Musulmani e Indù nello stato di Gujarat che hanno provocato centinaia morti e la fuga di migliaia di persone. AI ha inviato una nota al governo del Gujarat chiedendo con urgenza la protezione immediata di tutte le persone a rischio e un'indagine imparziale per consegnare alla giustizia i responsabili.


• Sri lanka

Il lungo conflitto in Sri Lanka tra le Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE) e il governo è peggiorato a partire da maggio. Cè stato un notevole aumento dei casi di stupro da parte della polizia, dell'esercito e dei marinai e casi di tortura sono stati riferiti quasi quotidianamente. Le LTTE hanno preso ostaggi e reclutato bambini soldato.

Una nota positiva, il cessate il fuoco tra il governo dello Sri Lanka e le LTTE ha messo fine a 19 anni di ostilità. Comunque sono proseguiti casi di reclutamento da parte delle LTTE di bambini di 12 anni come combattenti.

Una delegazione di Amnesty ha visitato lo Sri Lanka dal 16 al 30 giugno per fare pressione affinchè la protezione dei diritti umani sia messo al centro delle negoziazioni di pace. I delegati hanno incontrato il governo e per la prima volta la direzione delle Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE).

Vedi
press release di AI

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3. Approfondimenti e links di particolare interesse:

•  Per la situazione attuale dei diritti umani nei singoli paesi si vedano i rapporti annuali sul sito internet della sezione italiana di Amnesty International.

•  In alcuni paesi sono stati istituzionalizzati delle Commissioni nazionali per i diritti umani (National Human Rights Commissions), alcune delle quali accessibili attraverso un sito internet:

per l'India: http://nhrc.nic.in/

per il Pakistan: http://www.hrcp-web.org

per il Nepal: dopo oltre tre anni dall'approvazione della legge per l'istituzione di una commissione nazionale per i diritti umani, solo ora sono stati nominati i membri della commissione. Data la mancanza di cooperazione da parte del governo, la National Human Rights Comission del Nepal ha grossi problemi logistici e finanziari. Anche la polizia sembra non essere disposta a cooperare con la commissione.
Informazioni sui diritti umani in Nepal si trovano su:
Nepal Research, Website on Nepal and Himalayan Studies by Lhakpa Doma Salaka-Pinasa Sherpa and Karl-Heinz Kraemer: http://nepalresearch.com

per il Bangladesh:si veda il sito del Human Rights Congress for Bangladesh Minorities: www.hrcbm.org

per l'Afghanistan: il 6 giugno scorso anche in Afganistan è stata creata una Independent Afghan Human Rights Commission.

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4. Alcuni punti cruciali riguardanti i diritti umani in Sud-Asia:

4.1. Diritti del bambino

In un rapporto di AI ("Children in South Asia: Securing their rights") viene descritta la situazione dei bambini in Sudasia, che continuano ad essere oggetto di abusi da parte di autorità statali e non, e di gruppi armati, nonostante la dichiarata volontà dei governi (tramite la ratifica del Convention on the Rights of the Child) di proteggere e promuovere i diritti dei bambini. In Afganistan i bambini venivano usati come soldati da entrambe le parti (Taliban e Alleanza del Nord).
Nello Sri Lanka bambini e bambine venivano obbligati dal LTTE a prestare servizio nelle unità combattenti. Alcuni di loro avevano poco più di dieci anni.
Anche tra i torturati nelle prigioni del Sudasia ci sono bambini.
Nel Pakistan più di 4000 bambini e giovani sono in carcere, spesso per delitti minori (www.hrw.org/reports/1999/Pakistan2/).
Il lavoro minorile è un problema molto grave in tutto il Sudasia.
Solo in India lavorano più di 60 milioni di bambini, 15 milioni come "bonded laborers" (vedi il rapporto di Human Rights Watch del 1996).

In una campagna "Action for Children: Appeal Cases" AI espone particolari su violazioni di diritti umani di bambini nei paesi del Sudasia - Afganistan, Bangladesh, India, Nepal, Pakistan and Sri Lanka - fornendo idee per appelli alle autorità in quei paesi.

Links utili:

• Mitesh Badiwala: 'Child Labour in India: Causes, Governmental Policies and the role of Education'.

• V. Krishna Ananth: 'Education as a fundamental right' (The Hindu, 6 maggio 2002)

• Sul diritto all'educazione elementare dei bambini tra i sei e i 14 anni in India, che è stato introdotto con il 93rd Constitution Amendment, vedi l'articolo di C. RAJ KUMAR: 'Human rights and human development', Frontline 4, 16 feb 2002 (2 parti).

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4.2. I Dalit

I Dalit ("broken people"), come oggi vengono chiamati quelli che una volta venivano considerati "intoccabili", appartengono, anche 50 anni dopo l'abolizione di questa forma di discriminazione nella costituzione indiana, ai gruppi maggiormente esposti a violazioni dei diritti umani. Il fenomeno dell'intoccabilità si trova non solo in India, ma anche in Bangladesh, Pakistan, Nepal, Sri Lanka, e anche in paesi al di fuori del Sud-Asia.

La conferenza delle Nazioni Uniti a Durban contro il razzismo (nel settembre 2001) ha contribuito ad inserire la situazione dei Dalit nell'agenda internazionale del movimento per i diritti umani, anche se l'inclusione di un paragrafo sull'intoccabilità nel documento finale di Durban è fallita a causa della resistenza da parte del governo indiano.

Links:

www.dalits.org è il sito del National Campaign on Dalit Human Rights;

www.sabrang.com è un sito per i diritti umani con speciale attenzione ai Dalit;

• per il problema del razzismo vedi anche sul sito AI:
   
  - Racism and the administration of justice.

  - Recommendations.

  - Racism - a global issue.

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5. Il dibattito sui diritti umani in Sud-Asia.

5.1. Il problema delle minoranze dopo "Gujarat".

In un articolo intitolato "The Gujarat carnage & ICC", apparso su The Hindu, 14 maggio 2002, Saumya Uma, avvocato, attivista per i diritti umani e coordinatrice di "ICC-India", analizza il massacro del Gujarat con una prospettiva sulle nuove possibilità dell' International Criminal Court.

Leggi l'articolo: 'The Gujarat carnage & ICC'

Due altri articoli sulle violenze recenti contro le minoranze sottolineano la necessità di una legge sul genocidio.

• V. S. Mani: 'Needed, a law on genocide' (The Hindu, 10 aprile 2002).

• K.G. Kannabiran: 'The need for a law against genocide' (The Hindu, 25 marzo 2002).

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5.2. Nuovi libri sui diritti umani.

THE FUTURE OF HUMAN RIGHTS: Upendra Baxi, New Delhi: Oxford University Press.

Il libro tenta di decifrare il futuro dell'azione sociale noto sotto il nome "human rights". L'autore problematizza il concetto di human rights, le storie standard della loro origine, le ideologie e le circostanze della loro aricolazione.
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HUMAN RIGHTS 2001: B.R.P. Bhaskar (editor), Bangalore: Vigil India Movement, 2001.
Una collezione di articoli su vari aspetti riguardanti i diritti umani, scritti da esperti nel campo. Gli articoli, documentati ampiamente da fatti e cifre, coprono punti come diritti civili e politici, sociali ed economici, diritti delle donne, dei bambini e delle minoranze.
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